Corato e il dissesto idrogeologico

Salvatore Vernice

Sarà questo l’argomento al centro di una campagna dedicata interamente alla prevenzione ed all’informazione sul rischio idrogeologico che domani sarà presentato da Legambiente e dal dipartimento della Protezione Civile.

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Uno dei problemi atavici di Corato è il dissesto idrogeologico che a causa delle tante grotte presenti sul territorio cittadino, sono tra le principali cause di frane e allagamenti che hanno sempre causato danni e problemi a Corato.

Non per ultimi, i dissesti idrogeologici sono stati chiamati in causa anche in due circostanze che hanno provocato il crollo di una palazzina in via Alemanni e una voragine stradale nei pressi di via Asproni.

Due episodi su cui né la magistratura, nel caso di via Alemanni, e né i tecnici su via Asproni, sono stati in grado di collegare direttamente al problema idrogeologico. Proprio questo sarà l’argomento al centro di una campagna dedicata interamente alla prevenzione ed all’informazione sul rischio idrogeologico che domani sarà presentato da Legambiente e dal dipartimento della Protezione Civile.

«Si chiama “Operazione fiumi 2006” – spiega Francesco Tarantini presidente regionale di Legambiente – questo programma che in tutto il territorio nazionale toccherà cinquemila comuni e domani sarà di scena nel nostro comune. La campagna vuole essere un’occasione per informare i cittadini sul tema del rischio idrogeologico ma anche un’opportunità per svolgere significative azioni concrete di manutenzione dei corsi d’acqua che coinvolgeranno studenti e cittadini, di ogni età, nella pulizia degli argini da rifiuti più o meno ingombranti».

A Corato la manifestazione si svolgerà all’interno del chiostro di Palazzo San Cataldo, in piazza Matteotti, con la partecipazione attiva di tutte le scuole di Corato che, una classe per istituto, parteciperà ad una sorta di gioco.

«Al centro del chiostro, sarà allestita una tenda sportello, per informare i cittadini, una “caccia al tesoro” per scovare la via di fuga in caso di emergenza. Un modo divertente e innovativo per imparare la strategia di un piano di evacuazione percorrendo le vie della propria città. Tutti potranno conoscere così i luoghi dove recarsi in situazioni di pericolo e sapere quali sono i comportamenti individuali e collettivi da adottare per restare in sicurezza».

Durante le ore a disposizione dei cittadini, a partire dalle 9.30, si potranno quindi conoscere i problemi connessi al rischio idrogeologico.

«Prevenzione del rischio idrogeologico è soprattutto una corretta gestione del territorio – conclude Francesco Tarantini – l’abusivismo, l’urbanizzazione delle aree golenali, l’escavazione selvaggia e la mancata manutenzione ordinaria degli argini, sono spesso le vere cause delle catastrofi. E’ fondamentale mettere in atto un’adeguata manutenzione ordinaria delle sponde dei fiumi e delle opere di difesa idraulica e fermare l’urbanizzazione delle aree a rischio idrogeologico.

Ricordiamo che anche Corato ha un suo forte problema di rischio idrogeologico, lo hanno confermato le ultime piogge torrenziali che hanno letteralmente allagato una parte della zona industriale. La città in parte “galleggia” sull’acqua e non possiamo non ricordare il dissesto del 1922, tra i maggiori dello scorso secolo».

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