Del Console: «Una grande annata per l’olio coratino»

Salvatore Vernice

Ma è ancora prematuro parlare di prezzo.

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Sono una decina i frantoi oleari coratini che in questi giorni sono in febbrile preparazione per l’imminente stagione olivicola che li vedrà in “prima linea” nel ricevere e trasformare l’oro verde che a Corato rappresenta un bene per oltre seimila aziende, tra quelle familiari e quelle più organizzate.

«Per fortuna – spiega Giuseppe Del Console – le nostre cisterne sono quasi totalmente vuote, tranne il prodotto conservato per uso aziendale. Quest’anno ci aspettiamo una grande annata per l’olio prodotto che dovrebbe poter sfiorare una grandissima qualità, grazie ad una estate equilibrata, metereologicamente parlando, con un’oliva nutrita bene e quindi con un olio che andremo a produrre che avrà quel gusto amaro e piccante, tipico della spremitura dell’oliva “Coratina”».

Proprio sulle qualità organolettiche del nostro olio, Del Console ha voluto sottolineare la mancanza di una cultura da parte della gente.

«Oggi purtroppo i consumatori acquistano dell’olio di cui non si conosce neanche la provenienza, perché le indicazioni previste sulle etichette, sono facoltative e al massimo è indicato la nazione di provenienza dell’olio. Io credo che è necessario stimolare le persone ad acquistare due o tre bottiglie di olio di aziende diverse, in modo da capire le reali differenze organolettiche».

A limitare questi acquisti ci potrebbero essere i costi del prodotto.

«Non sono d’accordo, perché se in una famiglia si consuma una bottiglia di vino a pasto, il cui costo si avvicina sempre più ad una bottiglia di olio, per consumare un litro di olio ci vuole del tempo. Il costo quotidiano di un buon condimento, equivale ad una tazzina di caffè, quindi non parliamo di costi elevati, ma semmai di una cultura sbagliata».

Nei supermercati si sente spesso parlare di “promozione di prodotti locali”.

«Purtroppo anche qui il nostro territorio segna il passo, perché al di fuori di qualche iniziativa della Grande Distribuzione, tipo Coop, Auchan e Carrefour, il resto degli esercizi commerciali punta solo a vendere prodotto con un prezzo più basso o con una maggiore marginalità, ma non un olio prodotto nel nostro territorio, raro da vedere sugli scaffali».

Tornando alla prossima campagna olearia, è ancora prematuro parlare di prezzo.

«Al momento possiamo solo dire che il nostro auspicio è quello di poter arrivare ai prezzi della scorsa campagna, quando un litro d’olio dell’oliva “Coratina”, era venduto all’ingrosso dai quattro euro in su. Questo perché, quest’anno, nel bacino del mediterraneo è prevista una grande quantità di produzione, cosa che farebbe oscillare il prezzo».

Nei giorni scorsi si era parlato di un prodotto “macchiato” dalla mosca olearia.

«Questo è vero in una piccola parte dell’agro coratino, ma non nella sua stragrande maggioranza. Questo problema è stato riscontrato solo in alcuni piccoli poderi coratini, in quelli con scarsa produzione, dove lo stesso conduttore agricolo ha preferito non andare incontro ad ulteriori esborsi economici, non trattando i suoi alberi con i trattamenti previsti dalla prassi agronomica. Mentre nei terreni trattati normalmente e in cui il raccolto previsto è abbondante, il problema “mosca” non esiste».

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