Legambiente Corato: il bilancio del presidente Tarantini
Ora Tarantini lascerà la guida del circolo coratino e l’assemblea domenica deciderà il nuovo vertice, ma come lascia Tarantini la sua Corato sotto il profilo ambientale?
Si terrà domenica prossima presso la sala convegni del Nicotel Wellness di Corato il primo congresso cittadino di Legambiente di Corato.
Il circolo coratino è uno dei più attivi della Puglia, tanto da aver portato alla presidenza regionale, Francesco Tarantini, tra i fondatori dell’associazione ambientale di Corato che proprio durante questo primo congresso presenterà le sue dimissioni ufficiali da responsabile principale del circolo coratino.
«Da quando è nato il circolo di Legambiente di Corato – spiega Francesco Tarantini – sono trascorsi oltre sedici anni e devo dire di essere particolarmente soddisfatto di quanto, insieme agli altri amici, siamo riusciti a fare in questi anni».
Sono state molte le iniziative di Legambiente Corato che Tarantini ha portato avanti, riuscendo anche a risolvere tante situazioni annose.
«Su tutte mi piace ricordare il problema dell’elettrosmog su Monte Ripanno, iniziato nel ’91, e che ha avuto negli ultimi anni una netta diminuzione dei valori. In questi anni il nostro lavoro sul territorio è stato quello di trovare soluzioni alternative ai problemi, facendo ambientalismo scientifico. Inoltre mi piace ricordare altre iniziative come la Biodomenica, la lotta vincente per ottenere il vincolo archeologico su villa Torre Paone e quella per evitare che l’inceneritore per i R.O.T. (Rifiuti Ospedalieri Tossici), nascesse a Corato. Per ultimo l’ennesima edizione di Puliamo il Mondo che a Corato, anche grazie al contributo delle scuole e dei volontari di Legambiente, ha avuto un coinvolgimento con la presenza maggiore di tutta la regione».
Ora Tarantini lascerà la guida del circolo coratino e l’assemblea domenica deciderà il nuovo vertice, ma come lascia Tarantini la sua Corato sotto il profilo ambientale?
«Se dovessi esprimere il giudizio con un voto, darei sette e mezzo. Voglio solo ricordare che alcune delle nostre proposte, per esempio sul traffico, sono state accolte, come la chiusura di via Duomo o il senso unico di via Castel del Monte. Indubbiamente c’è ancora da fare per migliorare la situazione partendo proprio dal prossimo piano regolatore che se inquadrato nella giusta maniera ambientale, ridurrebbe di molto i nostri interventi».
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