A Corato una scuola multietnica con studenti più istruiti

La Redazione

Sotto il profilo del rendimento scolastico, gli studenti extracomunitari, circa trenta studenti, non hanno nulla da invidiare rispetto ai ragazzi del posto.

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Una recente “fotografia” effettuata sulla scuola pubblica coratina ha messo in evidenza una crescente multietnicità all’interno delle aule scolastiche e una sempre minore presenza di analfabetismo. Infatti, la presenza sempre maggiore di extracomunitari provenienti dai paesi africani o balcanica, ha portato inevitabilmente ad una crescita nelle scuole di bambini con culture e religioni diverse, ma questo sino ad ora non ha creato grosse difficoltà.

«Negli ultimi anni – dice Giuseppe Summo dirigente scolastico della scuola media Imbriani – la presenza di altre comunità è notevolmente aumentata, ciò ha determinato un aumento dell’attenzione da parte nostra, verso quei ragazzi che, a volte, per la prima volta, seguivano un percorso scolastico in Italia. Invece, andava molto meglio con chi proveniva dalle elementari e quindi aveva già superato un primo scoglio iniziale».

Sotto il profilo del rendimento scolastico, gli studenti extracomunitari, circa trenta studenti, non hanno nulla da invidiare rispetto ai ragazzi del posto.

«Proprio così, se analizziamo i risultati, per la maggior parte di loro sono buoni. Forse i maggiori problemi li abbiamo con quei ragazzi che hanno alle spalle disagi familiari, qui la scuola può cercare di aiutare il ragazzo, ma purtroppo non può sostituirsi totalmente all’ambiente familiare. Un disagio familiare che, inevitabilmente, si ripercuote sul rendimento a scuola, dove, però l’intervento degli insegnanti cerca anche di comprendere e aiutare lo studente a superare il momento difficile».

La scuola media è ancora dell’obbligo, quindi un’evasione scolastica è possibile subito dopo.

«Dai dati in nostro possesso e relativi agli studenti dell’Imbriani, devo invece dire che abbiamo un’alta percentuale di studenti extracomunitari che proseguono gli studi, scegliendo delle scuole tecniche più che classiche».

Un altro problema, questo però in netto calo è relativo alla analfabetizzazione, dove non è l’elemento bambino ad essere stato analizzato ma quello adulto.

«E’ proprio così – conferma il prof. Giuseppe Aucelli dirigente scolastico del II° circolo didattico Fornelli – il dato in diminuzione, visto il crescente numero di iscrizioni ai corsi serali, frequentati dagli adulti, per ottenere il successivo diploma di scuola media. In questi tempi, nel mondo della scuola elementare e media, questo problema non esiste più, almeno per quel che riguarda la analfabetizzazione, nel senso puramente letterale, cioè di un individuo incapace di leggere, scrivere e comprendere una semplice e breve esposizione.

Oggi però questa definizione non è più sufficiente, ora sono sempre più numerosi gli analfabeti funzionali, cioè coloro che, non usandola mai, hanno dimenticato le loro capacità di lettura e scrittura. Nei paesi industrializzati si parla di analfabetismo relativo al computer e di analfabetismo culturale, cioè della carenza di padroneggiare una competenza in ambiti sofisticati che interessa sempre più le masse».

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