P.U.G.: parola all’assessore regionale Angela Barbanente
La prof.ssa Barbanente, assessore regionale al Territorio, è intervenuta ieri sera nell’incontro dibattito organizzato dall’Unione sul tema “Verso il Piano Urbanistico Generale”.
“Verso il Piano Urbanistico generale”. Su questo tema si è svolto ieri sera, presso l’Executive Center, a Corato, l’incontro-dibattito voluto dal centro sinistra, per offrire all’intera comunità coratina un approfondimento e soprattutto un confronto sulle linee guida del redigendo Piano Urbanistico Generale.
Il convegno si è svolto alla presenza dell’assessore regionale al territorio Prof.ssa Angela Barbanente, che ha fatto luce su una pagina della politica locale, l’urbanistica appunto, illustrando con estrema chiarezza su quale principio si base e quali obiettivi si pone il nuovo Piano Urbanistico Generale, oggetto di dibattito tra maggioranza e opposizioone anche a Corato, proprio in questi giorni.
Ad aprire l’incontro, in qualità di esponente dell’ “Unione” coratina, l’architetto Varesano, la quale, facendo un’ introduzione generale sul tema, ha proposto spunti importanti, immediatamente poi ripresi nell’intevento dell’assessore Barbanente.
«E’ un momento storico per Corato, questo che stiamo vivendo, sul piano dell’urbanistica – ha esordito Varesano. Il Piano Urbano Generale serve a strutturare l’urbanistica della città, in quanto spazio territoriale, senza dimenticare però le trasformazioni culturali, economiche, di costume che coinvolgono la stessa.
La città – continua Varesano – è cambiata rispetto agli anni ’70, sotto tutti i punti di vista: ciò che ora ci serve è un Piano di qualità, che sia diverso rispetto al vecchio Piano Regolatore Generale, negli intenti e, soprattutto, nell’approccio alla pianificazione».
Il PUG, come brevemente è detto, dovrà interpretare le esigenze in atto, riconoscendone la continua evoluzione, nonchè valutando gli scenari diversi che la nostra realtà presenta oggi rispetto a trent’anni fa.
Per la Valente, un buon PUG può aversi soltanto sviluppando una chiara idea di città: «a noi manca una politica della città. In contrasto con le evoluzioni e le trasformazioni che caratterizzano ogni campo di vita,si continuano ad applicare solo politiche settoriali, anacronistiche, contrarie ad una prospettiva di sviluppo».
Il PUG è stata introdotto con la legge regionale n.20 del 2001 con degli obiettivi che lo rendono profondamente diverso dal vecchio Piano Regolatore Generale.
«Il primo – dice la Valente – rappresenta uno strumento di nuova generazione con un approccio che, rispetto al PRG, parte dal basso. In sostanza si tratta di un piano che deve farsi interprete delle esigenze del territorio e che per questo, diversamente dal PRG, necessita della “con-divisione” e della interazione tra Istituzioni, Imprese pubbliche e private, operatori economici nel complesso e , soprattutto, cittadini. Negli anni ’70 un piano serviva “a dare case”, ora, con l’espansione delle città, c’è l’esigenza totalmente differente di riqualificare quell’espansione in atto del territorio».
Proprio su questo punto, su questa idea di dover puntare al futuro, interagendo con esso e non determinandolo a priori con delle regole, interviene l’assessore Barbanente.
«Questa nuova legge urbanistica – ha esordito – è inattuata perchè contrasta con le lungaggini burocratiche che caratterizzano la nostra regione. Oltre 100 piani su 278 risultano inadeguati e questo avviene perchè ancora si tende ad ignorare che il ritmo di vita stesso è cambiato: ora nella vita esiste da parte di giovani, famiglie, imprese, un senso della mobilità impensabile anche fino a 10 anni fa.
Ovviamente ad un ritmo di vita che cambia devono adattarsi altrettanti strumenti “all’avangurdia” che possano regolarlo nel migliore dei modi, proprio partendo dal territorio.
Non a caso, il PUG è scisso in due parti: una strettamente programmatica e una strutturale. Il vecchio PRG poneva sullo stesso piano tutti gli interventi di natura urbanistica, accantonando l’aspetto più importante: i tempi d’intervento.
Noi intendiamo agire proprio tutelando, a seconda dei territori, le caratteristiche intrinseche: il territorio Murgiano, che è identità culturale della nostra Regione, necessita di temnpi sicuramente più lunghi rispetto a quelli che si prevedono per un intervento urbanistico su una piazza o di un parco».
Tempi diversi, dunque, a seconda delle caratteristiche e del tipo do territorio sul quale si va ad operare. Qui sta la grande differenza: un PRG che uniformava contro un PUG che rispetta, si adegua ma pure innova, differenziando: è questo punto che lo rende “all’avanguardia”.
Da qui la semplice deduzione che, un Piano Urbanistico, rappresenta lo strumento col quale si può “lavorare” al meglio al futuro di una città.
Poi, l’osservazione puntuale dell’assessore, sul rapporto che lega il territorio rurale e la città. «Se un tempo la nostra regione viveva di agricoltura, ora il territorio rurale è utilizzato in tal senso solo in minimissima parte: voglio dire che anche la ruralità, ha seguito il progresso, diventando,oggi, multifunzionale; ciò significa, in termini di riqualificazione del territorio, che può diventare un utile spazio per dare ciò che oggi manca alla città: l’aspetto paesaggistoco, il verde.
Noi abbiamo un progetto di riorganizzazione ecologica, che si pone come primo obiettivo quello di rimpermeabilizzare ciò che è stato impermeabilizzato a lungo: l’impiego totale di asfalto per la creazione di qualunque pavimentazione nella città, non ha fatto altro che soffocare la città. Manca il verde , manca il contatto con la natura che, proprio un’osmosi tra città e territorio rurale potrebbero “donare”.
Sicuramente la legge 20 del 2001 intrinsecamente pone alla base quel principio di Riqualificazione e sosteniblità territoriale, che è l’art.1 della stessa legge. Ciò che noi proponiamo è una modifica delle regole che questa legge impone: sono troppo evenescenti, trovano poca applicazione nel reale e, ciò, non fa che cozzare con l’idea di un più rapido e razionale intervento di riqualificazione».
«I presupposti li abbiamo tutti”, ha conclusi l’assessore. “Noi stiamo lavorando con coscienza. Ciò che serve è la collaborazione di tutti i Comuni».
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