Gli studenti del Liceo Oriani: “le grinfie della politica lontane dalla nostra scuola!”
«È ora di dire basta alla strumentalizzazione della politica. Esigiamo le pubbliche scuse di chi da un giorno all’altro si improvvisa paladino dell’Oriani senza aver speso una parola per la nostra cau
«Il nostro liceo è da anni che reclama nuove aule e una maggiore attenzione da parte degli organi competenti, quelli provinciali, ma le risposte sono sempre evasive e senza una reale e concreta risoluzione».
E’ uno dei passaggi dell’articolo pubblicato pochi giorni fa in cui Michele Rutigliano, membro di Azione Studentesca, rivendicava giustamente per il Liceo Classico “Oriani” un maggiore interesse e adeguate risorse.
Ma, evidentemente, quando Rutigliano parla del Liceo come “nostro“, intende riferirsi al prestigioso Istituto come bene prezioso della città di Corato, e non si esprime in virtù di un qualsivoglia ruolo ricoperto all’interno della scuola.
Anche per questo motivo, le dichiarazioni del gruppo riconducibile ad Alleanza Nazionale, hanno causato la veemente reazione degli studenti del Liceo, che non ci stanno e fanno sentire la propria voce tramite uno dei rappresentanti d’istituto, Sabino Ciprelli.
«Cosa c’entra Azione Studentesca con il Liceo Oriani?», esordisce Ciprelli. «Ci sentiamo umiliati e presi in giro perchè qualcuno che non ha nulla a che fare con il Liceo ha inteso cavalcare una problematica a fini meramente politici.
In qualità di rappresentante degli studenti non posso che esprimere il disappunto e la mia delusione sull’articolo di Azione Studentesca (gruppo legato ad Azione Giovani, Alleanza Nazionale, ndr) riguardante quello che noi possiamo legittimamente chiamare il nostro liceo.
In tre anni di pacifica ma instancabile lotta democratica per ottenere nuove aule per l’istituto noi alunni non abbiamo mai avuto il sostegno di nessuno se non del dirigente scolastico. Sono pure fantasie le affermazioni di coloro che sostengono di essersi prodigati per il nostro liceo. Ci troviamo di fronte a un disgustoso atto di esibizionismo teso a fare pubblicità gratuita ad una chiara fazione politica.
Forse Azione Studentesca non sa che tramite i propri rappresentanti, gli studenti del Liceo sono in continuo e stretto contatto con i due consiglieri provinciali della nostra città, Maria Bovino e Pasquale Tarantini, proprio perchè tutti noi abbiamo a cuore il nostro liceo e siamo motivati nel cercare adeguate soluzioni. Non ci va che chi con il Liceo non c’entra nulla venga ora a fare il salvatore della patria.
È ora di dire basta alla strumentalizzazione della politica. E’ vergognoso speculare su innocenti ragazzi che a partire da questa settimana saranno costretti a sostenere ben sette ore di lezione giornaliere. Esigiamo le pubbliche scuse di chi da un giorno all’altro si improvvisa paladino dell’Oriani senza aver speso una parola per la nostra causa. Il solo sostegno che apprezziamo è la solidarietà di tutti quei cittadini che si impegnano di certo non per vedere il loro nome su un articolo di giornale.
A queste parole fanno eco quelle di un altro studente del Liceo, Michele Pellegrino.
«Una propaganda e strumentalizzazione politica sta sfruttando il disagio del nostro liceo e di tutti noi, per cercare di conquistare consensi dalla cittadinanza. Con interventi sui giornali del nostro paese, Azione Studentesca ci sta sfruttando per scopi politici.
Personalmente mi sento usato come del resto tutti gli studenti del liceo. Non voglio difendere la Provincia, che comunque ha delle responsabilità nei nostri confronti, ma non trovo giusto l’essere diventati strumenti politici. Noi studenti ci sentiamo calpestati da iniziative di partito che non hanno tenuto per niente conto dell’operato in questi tre anni, sia degli studenti che della scuola nella persona del preside.
Azione Giovani si è arrogata il diritto di parlare a nome del liceo senza neppure interpellare il consiglio d’istituto o almeno il comitato studentesco e i rappresentanti d’istituto.
Dietro i buoni propositi di Azione Studentesca, che si atteggia a “paladini della giustizia”, noi ci vediamo semplicemente una manovra politica, del tutto scorretta nei nostri confronti che ci siamo impegnati con tutti i mezzi a nostra disposizione per risolvere questa situazione che ci opprime ormai da ben tre anni.
Nella realtà della nostra scuola, coesistono diverse realtà politiche, ma noi studenti di comune accordo, abbiamo deciso di lasciare la politica fuori dalla questione della mancanza di aule e di affrontare il problema semplicemente come scuola e comitato studentesco. Siamo pronti a qualsiasi tipo di collaborazione purché non appartenga a nessuna realtà politica: sinora siamo stati fin troppo oggetto di una contesa politica che non ci riguarda».
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