Droga nelle scuole: a Corato si intensificano i controlli

La Redazione

Già l’anno scorso il clero locale aveva interessato le istituzioni scolastiche, quelle pubbliche e le forze dell’ordine, per cercare di arginare il più possibile questo fenomeno.

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Con le migliaia di studenti coratini ormai tornati tutti sui banchi di scuola, l’attenzione è rivolta lla sicurezza dentro e fuori gli istituti.

Alcune recenti indagini a livello nazionale, ma constatate anche localmente, hanno evidenziato come il fenomeno droghe e assuefazioni varie, interessano sempre più una fascia di ragazzi sempre maggiore, partendo già da un’età che può variare dai 15 o 16 anni.

Già l’anno scorso il clero locale aveva interessato le istituzioni scolastiche, quelle pubbliche e le forze dell’ordine, per cercare di arginare il più possibile questo fenomeno.

«A Corato – esordisce il vicario zonale don Cataldo Bevilacqua – non siamo ancora a livelli di guardia, ma non per questo dobbiamo ignorare il pericolo che questi giovani corrono. L’anno scorso un’indagine più approfondita, fatta presso il liceo classico “Alfredo Oriani”, mise in luce l’enorme ignoranza in materia che esiste fra i giovani.

Per loro esiste una differenza fra le cosiddette droghe leggere e pesanti, invece non sono altro che due momenti di un unico passaggio che conduce inesorabilmente alla disintegrazione dell’individuo. Inoltre venne fuori anche una crescita a dismisura dell’uso di cocaina, haschish e soprattutto alcool. Basta farsi un giro a piedi, anche per Corato, la mattina, per vedere che quantità di bottiglie vuote ci sono per strada».

Una prevenzione su questi episodi, oltre che sul controllo del territorio viene effettuato giornalmente dalle forze dell’ordine.

«Ogni mattina – spiega il maresciallo capo Pietro Zona della locale stazione dei Carabinieri – le nostre pattuglie sorvegliano le zone scolastiche a maggior rischio. Si tratta di prevenzione che abbiamo intensificato proprio da quando si sono aperte le scuole, controllando con maggiore assiduità nelle ore di inizio e fine attività scolastica».

Il problema è sicuramente più sentito nelle scuole superiori.

«Ma che non bisogna sottovalutare – aggiunge il preside della scuola media Giovanni XXIII  Francesco Gallo –  perché i nostri studenti che finiscono la terza media, andando alle superiori, incontrano un mondo totalmente diverso da quello lasciato. Una scuola in cui il gap fra le prime e le ultime classi è di 5 anni e quindi dove lo spirito di emulazione può diventare pericoloso e la droga viene vista come una cosa bella e seducente, cantata dai loro idoli musicali e con un coinvolgimento rischioso».

«Sono molti i ragazzi – continua il maresciallo Zona – che arrivati ai 14/15 anni provano questo tipo di esperienza, e questi sono gli anni più difficili, perché poi basta arrivare indenni alla soglia dei 18 anni, ed il fenomeno iniziale diventa sempre più raro».

«E’ necessario – conclude don Cataldo Bevilacqua – confrontarsi più assiduamente su questi argomenti magari con un coinvolgimento dei genitori, perché pensare che sia solo la scuola a risolvere il problema è sbagliato, perché deve essere proprio la famiglia, il primo luogo di difesa».

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