“Mi fischiano le orecchie!”

Nicola Nocella

«Un flusso di coscienza» di Nicola Nocella

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«Un flusso di coscienza». E’ la definizione che l’autore di questo testo ha dato alle righe che state per leggere. L’autore è Nicola Nocella, amico, coratino, allievo di Giancarlo Giannini alla Scuola Nazionale di Cinema di Roma. Quel Giannini che sabato sera qui a Corato per la conferenza stampa del film "Bastardi" e che ne pubblicamente parlato bene. Anzi, benissimo. Noi lo avevamo buttato in pasta ai lettori già otto mesi fa.

Corato non è mai stata così bella,o forse, semplicemente, non me ne sono mai accorto io. La luna sta tornando piena e tra poche notti splenderà l’ultima luna piena d’estate.

E a me, nel frattempo, mi fischiano le orecchie.

Provo a mettere ordine, ma non è detto che ci riesca, in una giornata che è tra le prime cinque della mia vita, per bellezza e importanza. Forse tra le prime tre.

È un sabato, splendido, di inizio settembre. Leggo su CoratoLive.it che oggi a Corato, si gira un film, il mio maestro è qui, e io non posso non salutarlo. Chiamo il mio agente. Poi l’assistente di Giannini. Poi il mio tutor di recitazione. In realtà chiamo tre volte la stessa persona, il mio caro Adriano. È qui,è a Corato, voglio vederLo,chiamalo, gli dico. Lo fa. Ti aspetta, vai sul set e chiedi di lui.

Ho promesso a mia madre che Lo avrebbe conosciuto, lo farò. Sono un uomo di parola.

Prendo i miei e mi incammino in direzione Trani, il porto. Posto fantastico. Arrivo, molte facce, alcune conosciute sul set de “L’onore e il rispetto” (l’aiuto regia, il direttore della fotografia, l’operatore…) altre completamente indifferenti. Ne sento la voce, lo riconosco,è Lui.

Lo aspetto. Tre ore.

Finiscono le riprese e io non ho ancora avuto davvero il coraggio di avvicinarLo. Perché vedete, era tutto in gioco. La mia credibilità, il mio futuro, la mia vescica. Da tre anni raccontavo ai miei di essere un allievo di Giannini, ma potevo essere uno dei tanti. Poteva non riconoscermi. Non considerarmi. Salutarmi a malapena e fiondarsi sul camper. Era stanco, avrebbe potuto farlo.

La nuvola umana che Lo circondava gli impediva di vedermi. Io l’ho fermato. E lì il tempo si è fermato. Fortunatamente, anche la mia vescica è stata buona. Giancarlo Giannini, il più grande attore italiano, mi vede, si ferma e mi abbraccia. Mi tratta come un vecchio amico, a tratti stanto a crederci anch’io. Chi non aveva lasciato che Lo avvicinassi nelle tre ore precedenti ora si china profondamente, chiedendo scuse immeritate. Loro fanno il loro lavoro. Io il mio.

Un favore, gli chiedo, mia mamma. Una foto. Beh, la merita.

Sto andando via e lui mi chiede se sono di Trani. No, Corato, rispondo, lo sai. Vero. Oggi sono lì ti aspetto. Ci sarò. C’ero.

Vedete, io sono un ragazzino. Un ragazzino grasso che ha avuto un grosso talento. Ma da grandi poteri derivano grandi responsabilità, ci insegna il buon vecchio Peter Parker, e io quelle responsabilità avevo paura  a prendermele. Nemo profeta in patria. Lo so io, lo sapete voi. Lo sa Lui.

Il mio piccolo regno è stato sempre la mia famiglia e i miei amici più cari. Poche persone, ma fidate.

Poi, qualche mese fa, Fabio e Giuseppe assieme al mitico Salvatore, senza un vero motivo, hanno dato fiducia a questo strano Belushi coratino, e gli hanno creduto sulla parola. Avrei potuto fare e dire qualsiasi cosa, loro hanno pensato che fosse tutto vero. Molti avrebbero fatto il contrario. Molti pensavano che avessero sbagliato. Avevano ragione.

Sabato, 2 settembre caldo, io sudo, Giuseppe accanto a me no. Ci sarà un motivo. Arriva una macchina. Scendono le star. Franco Nero, la Bouchet ( o come cavolo si scrive) e Lui. Il più grande attore italiano, Giancarlo Giannini. Arriva davanti al portone del palazzo di città. Io gli poggio la mano sulla spalla, Lui si volta, mi vede, e mi abbraccia.

Avevano ragione.

Mi chiede di salire su con Lui, per la conferenza stampa. In realtà me lo impone. Con lo sguardo,con la voce. Con quella cosa che o ci nasci o no. Il carisma:

Salgo. Conosco Andres Maldonado, il regista. Dal portone alla sala verde, dove si tiene la conferenza stampa mi sembra passino due ore. Saranno stati due minuti. Entro e mi nascondo, sono un ospite, non centro, e se si rompe qualcosa non guardatemi, non è stata colpa mia!

Salvatore decide che è il mio momento. Si alza e chiede a Giancarlo della Scuola Nazionale di Cinema. La risposta la conosco a memoria, gli insegno a divertirsi e a divertire. E poi mi chiama. E davanti a tutta Corato dice, testuali parole: «Lui  è uno dei miei migliori allievi. Ed è bravo, molto bravo. Ed è proprio di qui…Corato. Siatene fieri».

Applauso.
Mi fischiano le orecchie.
Applauso? Per me?

Guardo Giancarlo, non so che colore sono, ma la mia cute avrà riscoperto un nuovo tipo di rosso fuoco. Gli dico grazie. Ci volevi tu per regalarmi un applauso della mia gente:

Torno al mio posto. No, non sono le mie gambe quelle che stanno per cedere. Non è il mio petto che sta per esplodere. Non è il mio cervello a bollire. Invece si.

Finisce tutto. Mi cercano i carabinieri, devo andare a cena con la troupe, Claudio, l’aiuto regia di Samperi mi ci aveva voluto e io ci vado. Volete che mi faccia scappare una cena gratis da Tiuccio? Mai!

Il resto è storia. Giannini che scende le scale e sembra il Papa. Montesano scortato dal figlio che scopre Corato e i suoi splendidi abitanti.

Io che mi avvicino ad Andres e scopro un ragazzo dai modi garbati,con un gran talento per fare il cinema e un grande futuro che lo aspetta. Ascoltate il mio parere. Andres Maldonado è uno bravo davvero. Finisce la cena, tutti che scappano, Corato li reclama, Pietro che si guarda attorno sorpreso da tanto affetto e sorride.

Io esco per ultimo. Con accanto Andres. È uno dei vantaggi del non essere famoso. Non ancora per lo meno. Passeggiamo lungo tutta via Duomo. Quanto è bella. Gente che suona su un palchetto, la chiesa matrice. Andiamo via, torniamo in hotel.

Mi siedo, sfinito e mi accorgo che sto ancora sudando, ma riesco a reggermi. Sono felice.

E chi mi vuol bene oggi è felice. La mia famiglia. I miei pochi amici veri. Quei pazzi di CoratoLive.it che hanno creduto alle mie parole quando avrebbero potuto non farlo. Perfino le sante donne che hanno popolato la mia vita non possono non esserlo.

Giannini, ha ricordato che Lui non solo è stato mio maestro, ma abbiamo anche lavorato insieme. È vero. È successo qualche mese fa, eravamo sul set di un grande regista che ha girato una fiction per Canale 5 che si chiama “L’onore e il rispetto” e quella fiction comincia oggi, 5 settembre.

La storia è divisa tra gli anni ’50 e gli anni ’60. Il mio personaggio appare nella seconda parte della trama, quindi dovrete aspettare la quinta puntata per vedere me accanto a Manuela Arcuri. Ma non vorrete mica perdervi tutto il filo del discorso, no?

Un’ultima cosa.
Il più grande attore d’Italia viene qui, prende la parola e davanti a tutti dice che sono bravo. Molto bravo. Siatene fieri
Perché io, oggi, sono fiero di me.

Oddio.
Mi fischiano le orecchie.

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