Alle porte una campagna olivicola inferiore allo scorso anno
Le previsioni per quest’anno rivelano un’annata meno “prosperosa” rispetto all’anno scorso.
La varietà "Coratina", un’oliva apprezzata soprattutto per il suo basso grado di acidità, utilizzata per produrre il miglior extravergine al mondo. E’ uno dei beni principali su cui si fonda l’agricoltura locale, la cui campagna olivicola fra un paio di mesi entrerà nel vivo anche a Corato.
Le previsioni per quest’anno rivelano un’annata meno prosperosa rispetto all’anno scorso.
«Dopo la buona annata dell’anno scorso – spiega Luigi Terzulli un coltivatore delle oltre seimila aziende coratine, tra individuali e societarie, esistenti a Corato – questa stagione si preannuncia meno “carica”, ma questo rientra nella normalità. Speriamo solo che il prezzo a quintale dell’olio non scenda molto e ci permetta almeno di rientrare nelle spese di raccolta e manutenzione dei terreni».
Rispetto all’altro prodotto della terra coratina, l’uva, l’oro verde ha il grande vantaggio di arrivare alla vigilia dell’apertura della stagione con le cisterne quasi vuote, segno che l’olio prodotto sul territorio coratino è molto apprezzato, anche sotto l’aspetto della resa dell’olio. Un fattore importante sarà la resa che potrebbe oscillare dai 17 ai 20 kg. di olio ogni quintale molito.
Per quanto riguarda la produzione delle olive, quello che si prospetta quest’anno non dovrebbe superare i 15/18 quintali ad ettaro che porterebbe il totale di olive prodotte nei 7.800 ettari di oliveto a circa 125 mila quintali di olive raccolte. Una delle problematiche dell’olio coratino riguarda la mancanza di imbottigliamento e relativa commercializzazione del prodotto.
«Su questo piano – spiega Giuseppe Del Console frantoiano – c’è ancora molto da fare. Naturalmente ci devono essere molte componenti che devono perseguire lo stesso obiettivo, a cominciare dai produttori che solo con l’imbottigliamento ed una adeguata campagna promozionale a supporto, possono portare del valore aggiunto al loro prodotto. Credo che un maggior dialogo potrebbe servire, magari anche attraverso degli enti o delle istituzioni che possano dettare le linee guide che, i produttori e le aziende, possano poi utilizzare per arrivare ad un unico traguardo.
E’ necessario fare il cosiddetto sistema, magari iniziando a presentare nei supermercati e nelle grandi strutture di vendita, l’olio prodotto dall’oliva “Coratina” e non solo olio greco o spagnolo. Oggi purtroppo assistiamo solo ad un imbottigliamento del nostro prodotto che avviene solo in una parte molto modesta, mentre la maggior parte dell’olio prodotto viaggia nelle cisterne verso le aziende del centro e del nord, dove utilizzano il nostro olio per “tagliare” quello delle loro zone, notoriamente più acido di quello nostro che si attesta sulle 3 o 4 linee, cioè molto al di sotto di un grado di acidità».
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!







Tre mezzi in fiamme nella notte in via Bovio, incendiati anche due cassonetti