Educazione alla legalità e questione giovanile

La Redazione

Una nota di Vito De Leo, Presidente del Centro Studi “A. Moro”

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Una nota di Vito De Leo, Presidente del Centro Studi  “A. Moro”.

La storia delle parole è fatta di un apparire, di un crescere, di un decadere, anche di un morire, per poi riprendere vita nuova. Ed anche L”’educazione alla legalità” non si sottrae a questo destino.

E’ vero che l’educazione alla legalità può sembrare di moda, un argomento che “tira”, ma è un percorso obbligato ed ha valore se serve a costruire una cultura di responsabilità, un senso di appartenenza ad una comunità, se serve a far nascere una stagione di diritti e di doveri in un contesto di “città”, di luogo fatto per vivere insieme, secondo ragione.

Solo un’etica della responsabilità potrà sconfiggere quel santuario di subcultura fatta di pretese e di abuso. L’educazione alla legalità è un contributo alla crescita civile, allo sviluppo di questa terra e non già passerella, cerimonia o gioco intellettuale.

In un paese che ha visto negli ultimi tempi un’incredibile escalation della microcriminalità e della violenza e che conta disoccupati di cui molti sono giovani in cerca di prima occupazione, assume notevole rilevanza la questione giovanile e, di conseguenza, l’urgenza di un’ impegno specifico per i giovani da parte delle Ente locale.

Ma a Corato che cosa si sta facendo, a livello pubblico, per migliorare e potenziare le politiche sociali, le strutture i servizi, anche alla luce delle risorse finanziarie messe a disposizione dallo Stato, dalla Regione e dalla Provincia?

Nei bilanci comunali – è noto –  non sono mai stati inseriti titoli di spesa specifici per le politiche giovanili, il Consiglio comunale non ha mai dedicato una discussione, magari invitando gli stessi giovani, su questo argomento, nonostante il formale impegno del sindaco in tal senso.

Il progetto di educazione alla legalità, presentato dal Centro Studi Politici “A.Moro” sin dal luglio 2005, che prevede l’istituzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi, attivo in quasi tutti i comuni d’Italia e d’Europa, ha trovato finalmente, da parte della terza Commissione consiliare, il modo di essere regolamentato, ma difficilmente potrà essere realizzato nel prossimo anno scolastico.

Nell’esperienza della maggior parte dei ragazzi di Corato oltre al pallone e al motorino non vi è nulla, e per le ragazze spesso l’unica compagnia sono le telenovelas, che fanno perdere il gusto di uscire e d’incontrarsi. Mancano, soprattutto, spazi non solo geografici nei quali i bambini, i ragazzi, i giovani possano stare insieme e ritrovarsi, ma anche e soprattutto spazi di proposta formativa, luoghi dove attraverso il gioco, abbiano la possibilità di esprimere sentimenti, ansie, idee, ciascuno possa esprimere le proprie potenzialità, le qualità degli altri, possibilità di relazione con le persone ispirate ai valori della tolleranza ,dell’amicizia, della non violenza.

Su quali dimensioni intendono muoversi gli attuali amministratori, i partiti politici, il volontariato sociale?Innanzitutto consolidare le esperienze esistenti, dando loro una più precisa dimensione progettuale che comprenda sempre più un contenuto educativo alternativo al modello criminale. In secondo luogo, studiare percorsi possibili di risposta al problema del lavoro. Si tratterà di creare alleanze opportune con altri soggetti per porre in essere tutte quelle iniziative che già oggi è possibile realizzare. 

I problemi dei giovani, del disagio sociale, della tossicodipendenza, della microcriminalità, della prevenzione, dell’educazione alla legalità vanno dunque affrontati e non rimossi essendo consapevoli che il livello di vivibilità sul territorio non può far carico solo ai professionisti della sicurezza, ma deve impegnare ed occupare tutti.

L’auspicio è che i responsabili amministrativi attuali e futuri, opportunamente coadiuvati dalle varie agenzie educative e dal volontariato sociale facciano propria questa non più procrastinabile esigenza, così da colmare finalmente la carenza di iniziative concrete e durature nella direzione della prevenzione e dell’educazione alla legalità.               

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