“Diciamo pure qualcosa di destra”

Giuseppe D'Introno

Mercoledì sera la presentazione del libro “Dì qualcosa di destra” di Angelo Mellone

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A quanto pare dire “qualcosa di destra” intriga e appassiona come non mai. Ne sono testimonianza le tantissime persone che hanno gremito mercoledì sera Vico Gisotti e si sono fatti affascinare dall’autore Angelo Mellone.

Proprio in uno degli angoli più nascosti e affascinanti del centro antico cittadino il Circolo Tricolore “Matteo Renato Imbriani”, il nucleo di Azione Giovani e le associazioni Noididestra, Citt@ttiva e Pegaso hanno organizzato una riuscitissima serata di cultura politica che ha saputo offrire importanti spunti di riflessione e in cui si sono ricordati anche aneddoti seri e semiseri di quella che è stata l’avventura della destra al governo della Nazione.

Anche grazie alle puntuale analisi introduttive del giornalista di Panorama e del Secolo d’Italia Michele De Feudis e dall’editorialista di Puglia d’oggi Franco Metta si è potuta servire  ai tanti intervenuti  un campionario ‘innovativo’ e poco conosciuto di quanto si agita alle latitudini della destra italiana, nel campo della cultura propriamente detta e nella sua versione popolare, con riferimenti a moda, tendenza e costume.

Dalla discussione è emerso un’Italia in cui esiste una destra molto differente da quella che potrebbe apparire dalle cronache dei giornali e dalle televisive,  lontana dai luoghi comuni del berlusconismo, del politico in auto blu e dal bigottismo dilagante.

Mellone, trentatrenne giornalista tarantino e ricercatore presso il Dipartimento di Scienze storiche e socio-politiche della Luiss di Roma, e’ editorialista del Secolo d’Italia e collaboratore del Riformista: nel libro – prossimo alla seconda ristampa – realizza un documentatissimo viaggio nel mondo ‘non conforme’ politico e metapolitico dei giovani di destra italiani, tracciando nuove categorie (i med-cons, i qualunquisti arrabbiati, gli anarchici ultracontemporanei, i treddy capp) al fine di dare cittadinanza culturale ad un universo di letture, stili, miti che non possono essere semplificati nelle categorie bipolari della politica italiana e men che meno nelle culture dei partiti, sempre più lontani dalle più autentiche pulsioni underground e metropolitane degli under 30.

Un libro in cui si raccontano e si sintetizzano gli sprazzi della destra anticonformista presenti in romanzi come ‘Il Paese delle Meraviglie’ di Giuseppe Culicchia, il ribellismo del protagonista del ‘Fasciocomunista’ di Antonio Pennacchi, rivissuti sulle note della canzone ‘Figlio unico’ di Rino Gaetano, cantante impossibile da irregimentare in categorie politiche, ma molto amato a destra; esamina la distanza dalla cultura di destra italiana delle pagine di ostilita’ per l’Islam della scrittice Oriana Fallaci, riabilita le curve degli stadi come luogo di formazione delle tendenze giovanili al pari dei canonici luoghi di crescita degli adolescenti.

Sulla linea tracciata dall’intellettuale francese Alain de Benoist che definisce ”l’identita’ non un essenza o una realta’ statica, ma una realta’ dinamica e che come tale costituisce un repertorio”, cosi’ Angelo Mellone  realizza un breviario genealogico della destra, lontana dal semplicistico ”legge e ordine”.

Un libro basato su una minuziosa ricerca fatta frugando nelle librerie, nelle videoteche e nelle passioni musicali di una corrente ideale che ha accomunato il tradizionalista Alfredo Cattabiani (importatore in Italia della saga di Tolkien nel 1970) con lo sceneggiatore Adriano Bolzoni, l’irregolare Carmelo Bene con il nazionalpopolare Lucio Battisti, la ‘Povera Patria’ di Franco Battiato con le esplosive ‘Uova del drago’ di Pietrangelo Buttafuoco, che con un romanzo a dir poco politicamente scorretto e’ tra i favoriti del premio letterario ‘Campiello’.

Una serata – tutto sommato – piacevole, non conformista e slegata da ogni logica partitica tout court che è servita a far conoscere e apprezzare una modo di vivere di destra diffusa che esiste e resiste ai passi falsi e ai cattivi esempi della politica, dei mal di pancia di sezione e dei continui avvicendamenti dei commissari di partito.

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