Due ragazzi coratini vincitori al Children’s Grand Prix di Karate 2006
Sul gradino più alto del podio, rispettivamente nelle categorie bambini e ragazzi, sono saliti Nicola Di Reda e Gianluca Saragaglia, allenati dal tecnico federale Ignazio Gravina
Grande affermazione per due ragazzi coratini della Planet Karate Corato nell’importante manifestazione Children’s Grand Prix di Karate 2006.
Sul gradino più alto del podio, rispettivamente nelle categorie bambini e ragazzi, sono saliti Nicola Di Reda e Gianluca Saragaglia, allenati dal tecnico federale Ignazio Gravina.
Il Children’s Grand Prix è una sorta di campionato regionale, organizzato dalla Fijlkam in collaborazione con la Fidas e si svolge in sette tappe che quest?anno hanno toccato le città di Adelfia, Gioia del Colle, Trani, Molfetta, Castellana Grotte, Foggia e Bisceglie.
Nella tappa finale, grazie ad una prestazione di alto livello tecnico il coratino Nicola Di Reda ha conquistato il primo posto assoluto, consolidando il primato nella classifica generale, tenuto in pugno già dalla prima tappa, mentre nell’altra categoria l’atleta Gianluca Saragaglia, protagonista di un’altra prova maiuscola, è riuscito proprio a Bisceglie a sopravanzare il suo rivale in classifica, proprio grazie alla sua prova sul parquet biscegliese.
A completare il successo dei piccoli samurai della Planet Karate Corato anche il secondo posto, nelle rispettive categorie, di Alessandra Di Bartolomeo e di i Gabriel Uzcategui, mentre medaglia di bronzo per Pasquale Procacci, Noemi Di Reda e Davide Masciavè. Molto soddisfatto dei risultati dal suo gruppo di piccoli allievi, Ignazio Gravina cintura nera 4° DAN e pluri campione italiano di Karate.
"Queste vittorie sono frutto dell’impegno e del sacrificio dei miei atleti, ma anche dei loro genitori che, insieme a me, collaborano per raggiungere obiettivi importanti che non sono solo le vittorie nel contesto agonistico, ma soprattutto la formazione del loro carattere e dei valori che lo sport deve trasmettere e cioè di una sana preparazione sportiva fortificandoli nel vero spirito che ogni atleta deve possedere e cioè la partecipazione e non la vittoria agonistica".
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