Italia in semifinale: cronaca di una invasione (non proprio) pacifica

I tanti tifosi genuini che ieri sera hanno affollato le strade di Corato, hanno dovuto lasciare in molti casi il palcoscenico ad individui che, vinca l’Italia o vinca il Castel di Sangro, hanno come u

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Esultiamo tutti per un’Italia che finalmente va ed inizia a convincere anche i critici più aspri. Fremiamo tutti per un dopo partita fatto di gioia e strombazzate, di bandiere sventolate, di bottiglie stappate.

Ma che peccato, poco dopo il fischio finale, scendere in piazza e scoprire che della purezza di questi sentimenti ne è rimasto al massimo un brandello. I tantissimi tifosi genuini che ieri sera hanno affollato le strade dello stradone e dell’estramurale, hanno dovuto lasciare in molti casi il palcoscenico ad individui che, vinca l’Italia o vinca il Castel di Sangro, hanno come unico obiettivo quello di infrangere le regole.

Piccole regole, giusto quelle che, se rispettate, lascerebbero a tutti la possibilità di esultare in pace senza doversi guardare alle spalle come nelle peggiori periferie delle metropoli.

Ed ecco allora che tre ragazzi (sì, tre) in sella ad uno scooter giochino prima a tamponare le gambe di chi, seduto nel portabagagli, le sporge dall’auto.

Gli stessi ragazzi che, pochi istanti dopo, non contenti, hanno deciso di entrare in un bar a dissetarsi. Peccato abbiano pensato di farlo arrivando all’interno del bar fin sotto il bancone con il loro scooter, senza nemmeno scendere.  

Non è bastata la flebile presenza delle forze dell’ordine a calmierare chi, per festeggiare la nazionale (!) se l’è presa con gli alberi dello stradone, con le vetrine, con i cassonetti e con tutto ciò che ieri sera gli stava antipatico, persone incluse.

Difficile però che stavolta si possa dare la colpa alle autorità. La responsabilità è evidentemente a carico dell’educazione civica (inesistente) di chi (non proprio pochissimi) commette questi atti, aspettando la minima occasione per gareggiare a chi farà “la cazzata” più grossa.

Se suonare il clacson non basta più, sembra obbligatorio trovare ogni volta la maniera più originale e decisamente pericolosa (per gli altri prima che per se stessi) per far esplodere la propria voglia di trasgredire.

E la gente normale resta a guardare.

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