Luigi Patruno: “Perchè votare sì al referendum sulla devolution”
Il Dott. Luigi Patruno, Consigliere Comunale A.N., spiega le ragioni del Sì al referendum di domenica 25 e lunedì 26 giugno
La Riforma Costituzionale approvata nella scorsa legislatura riguarda la parte seconda della Costituzione, non tocca invece la prima parte della Costituzione, quella che riguarda i diritti fondamentali.
E’ dunque del tutto priva di fondamento la critica secondo cui questa Riforma comprometterebbe i diritti e le libertà Costituzionali. Diritti e libertà sono disciplinati dalla prima parte della Costituzione che non è stata cambiata. La Riforma della Casa delle Libertà lascia allo Stato la competenza sui diritti civili e sociali e restituisce allo Stato la competenza sulle norme generali a tutela della salute, della sicurezza del lavoro e della sicurezza alimentare.
La Riforma modifica il Parlamento, le competenze del Presidente della Repubblica, la forma di Governo, la ripartizione delle attribuzioni tra Stato, Regioni ed Enti locali, la compsizione della Corte costituzionale. Tutto ciò per raggiungere tre obiettivi:
1) perfezionare il trasferimento di funzioni legislative dallo Stato alle Regioni, compresa la devoluzione delle materie concernenti l’organizzazione sanitaria, l’istruzione e la polizia locale amministrativa;
2) delineare una forma di governo fondata sulla scelta diretta, da parte dell’elettorato, del programma elettorale, della coalizione di maggioranza e del premier;
3) superare il cosiddetto ” bicameralismo perfetto “ con la differenziazione tra le due camere: il Senato federale, che sia la camera di raccordo con le Regioni e la Camera dei Deputati che svolge il ruolo di rappresentanza politica degli elettori.
Questa Riforma Costituzionale, nel solco di tutti i Paesi Europei, valorizza il principio di sussidiarietà e il decentramento delle decisioni. La cosiddetta devolution avvicina il potere ai cittadini, attribuendo alle Regioni potere legislativo esclusivo in alcune materie che vengono indicate dal nuovo articolo 117 della Costituzione.
Alla devoluzione fa da contrappeso la tutela dell’interesse nazionale, così da non compromettere l’unità della Repubblica, in modo da evitare che leggi regionali violino l’interesse nazionale.
Questo principio era stato del tutto ignorato dalla Riforma del 2001 del titolo V della Costituzione. Con questa riforma il Governo della Repubblica viene saldamente ancorato alla volontà popolare espressa nelle elezioni politiche. Non sarà più possibile una maggioranza parlamentare diversa da quella scelta dagli elettori. Si pone dunque fine al fenomeno dei “voltagabbana” e dei “ribaltoni”, come già avvenuto sia nel 1994 che nel 1998 ( governo D’Alema ).
La volontà popolare può essere modificata solo da un altro voto popolare. Inoltre si diminuisce il numero dei parlamentari: i deputati saranno 518 anzichè 630, i senatori 252 anzichè 315.
Questa Riforma della Costituzione afferma un grande principio liberale: prevale l’autonomia del cittadini, singoli o associati secondo un modello culturale nel quale la persona precede lo Stato e non il contrario come avvenuto fino ad ora.
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