“Operazione Ologramma”: Finanza scova cellulari Nokia falsi anche a Corato
Le batterie rigenerate, trovate in alcuni negozi di Bari, Taranto, Corato e Fasano oltre ad avere vita breve sono molto pericolose. La Nokia Corporation ha fatto sapere che alcune sarebbero esplose ne
Sembra che neanche l’acquisto di un prodotto di marca nella confezione originale possa garantire il consumatore da spiacevoli sorprese.
Le attività illecite in materia di contraffazione dei marchi di prodotti industriali hanno raggiunto livelli di inverosimile precisione tanto da giungere alla riproduzione in modo pressoché identico all’originale dell’ologramma creato dalla nota casa produttrice di telefoni cellulari Nokia ed apposto sulle batterie per prodotti di ultima generazione con il precipuo scopo di tutelarsi dal fenomeno dell’indebita “clonazione”.
Ciononostante, è stata accertata la riproduzione, identica, della batteria, munita di ologramma anticontraffazione, e del relativo blister che ne costituisce il confezionamento, dall’aspetto del tutto simile all’originale, tanto da trarre in inganno l’ignaro acquirente.
Le Fiamme Gialle del Nucleo Regionale Polizia Tributaria Puglia di Bari hanno eseguito una complessa attività d’indagine nello specifico settore, giungendo a smascherare la frode ed a ricostruire tutti i passaggi tra le società, dislocate in varie regioni italiane, che provvedevano ad importare detti prodotti dalla Repubblica Popolare Cinese, da Hong Kong e da altri Paesi dell’area asiatica, ma anche da alcuni stati europei, ed a diffonderli sul mercato nazionale con grave nocumento sia per gli operatori commerciali che si riforniscono dai canali ufficiali, sia per l’immagine della “Nokia Corporation”, in quanto gli articoli riprodotti non rispondono ai requisiti minimi di qualità e sicurezza previsti dalla normativa in materia.
La scoperta ha allarmato la casa produttrice che ha messo a disposizione personale qualificato, da affiancare ai militari operanti, per fornire consulenza tecnica ed esperire perizie sui prodotti di sospetta originalità. Infatti, la scoperta del giro di contraffazione in parola costituisce il primo caso in assoluto in Italia, nonché il primo in Europa per l’ingente numero di pezzi sequestrati.
L’importante attività investigativa e repressiva, sviluppatasi su buona parte del territorio nazionale e protrattasi per oltre 6 mesi, è stata coordinata dai Sostituti Procuratori della Repubblica Dr. Ettore Cardinali della Procura di Trani e Dr. Francesco Cavone della Procura di Bari.
Nel corso delle 15 perquisizioni, eseguite in Puglia, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, gli investigatori hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro anche altri accessori della telefonia mobile che, al pari delle batterie, di originale non avevano nulla se non la parvenza della confezione e del marchio ivi impresso.
Infatti, tra i circa 50.000 articoli sequestrati anche in alcuni negozi di Corato ci sono anche auricolari, caricabatterie, covers ed alcuni modelli di telefonini cosiddetti “rigenerati”.
Questi ultimi, come è stato accertato dagli investigatori delle Fiamme Gialle, sono in realtà apparecchi usati, che hanno ormai completato il loro ciclo vitale, da tempo fuori produzione, ma che, per l’elevata richiesta di mercato, hanno costituito un vero e proprio “business” parallelo per chi riusciva ad importarli già ricondizionati dai predetti Paesi Orientali o era in grado, per proprio conto, di sostituire le componenti elettroniche esaurite, dare una ripulita a quelle rimanenti e riconfezionare il tutto con un nuovo cover, scatola, libretto d’istruzioni, accessori ed un nuovo codice “Imei”, tutto rigorosamente contraffatto, tanto da poterlo riproporre sul mercato “come nuovo” ed a prezzi spesso notevolmente più elevati di quelli ufficiali.
Ovviamente il telefono rigenerato, proprio a causa dei materiali scadenti utilizzati, ha una durata limitata nel tempo. In qualche caso è stato accertato un “esaurimento” dopo poche settimane.
Le indagini, che per la loro complessità non possono ritenersi ancora concluse, hanno portato, sinora, alla denuncia all’autorità giudiziaria di 19 persone responsabili dei reati di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, frode in commercio, vendita di prodotti industriali con marchi mendaci e ricettazione.
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