E’ coratino uno dei feriti nell’agguato di Kabul

Raffaella Patruno

Si tratta del Caporal Maggiore Salvatore Mastromauro, trentenne appartenente al reggimento alpini di Cuneo: avrebbe riportato ferite non gravi nella zona lombare

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Ancora un altro attentato in Afghanistan, ieri, a Kabul,a poco più di una settimana dalla strage di Nassirya.

Tra i feriti un coratino, il Caporal Maggiore Salvatore Mastromauro di 30 anni, appartenente al secondo reggimento alpini di Cuneo, partito in missione circa una decina di giorni fa. Nell’attacco hanno invece perso la vita altri due alpini del contingente di Isaf, la missione internazionale della Nato in Afghanistan.

Secondo informazioni ufficiali recapitate dal Colonnello dell’esercito ai familiari, il caporale coratino avrebbe riportato ferite non gravi nella zona lombare. Questa mattina, intorno alle 9 il Sindaco di Corato, Luigi Perrone, ha fatto visita alla madre, unico riferimento importante per Salvatore, che è orfano di padre, per avere notizie in più, ma al momento, come vuole la prassi, non è possibile ancora comunicare col ferito.

Il Sindaco ha assicurato un contatto diretto con la Farnesina per ottenere rapidamente e in tempo reale più informazioni possibili sulle condizioni del ragazzo.

“Mi sono personalmente recato dalla famiglia del Caporal Maggiore Salvatore Mastromauro – ha detto il primo cittadino – per darle conforto e tranquillizzarla che stavamo mettendo in atto ogni sforzo per avere notizie sullo stato di salute del congiunto.

Infatti, già da ieri sera abbiamo avuto contatti con i Sottosegretari di Stato alla Difesa, onorevoli Costa e Cicu, con l’on. Gabriella Carlucci e con il Gen. Torres i quali ci hanno rassicurato che il Caporal Maggiore Salvatore Mastromauro ha subìto soltanto lievi ferite nell’attentato ed oggi rientrerà con i suoi colleghi  in Italia.

Un servizio di trasporto messo a disposizione dall’Esercito, in giornata, provvederà ad accompagnare la famiglia del sottufficiale a Roma per abbracciare il proprio congiunto.

La Città di Corato aspetta il suo concittadino per salutarlo affettuosamente. Occasioni come queste ci inducono a stringerci vicini ai nostri militari che, volontariamente, animati da spirito di abnegazione e da nobili ideali, mettendo anche a repentaglio la loro vita, scelgono di impegnarsi in missioni di pace all’estero”.

Intanto fonti ministeriali informano che i feriti rientreranno in Italia questa sera.

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