Un coratino per il restauro dell’Olmo di San Pio

La Redazione

Quello legato a San Pio è l’Olmo più importante della storia cristiana di tutti i tempi

6 commenta

E’ Mimmo Balducci il restauratore coratino che ha avuto l’onore di porre le proprie mani sull’Olmo più importante della storia cristiana di tutti i tempi, quello legato a San Pio.

L’Olmo è stato testimone delle Stimmate ricevute dal Santo nel Settembre del 1910, nelle campagne di Pietrelcina. Dai primi anni ’70, per timore che potesse essere trafugato, l’albero era stato fissato e bloccato nel sottosuolo, in maniera piuttosto artigianale, tanto da portarlo in questi anni alla sua fine biologica. Dopo diversi controlli i frati cappuccini hanno poi deciso di ricorrere al suo restauro.

“Per poter lavorare con la mia equipe – spiega Balducci – abbiamo dovuto costruire prima degli appositi attrezzi, poi abbiamo affrontato la parte più difficile e cioè togliere il palo di ferro da dentro l’albero, senza intaccarlo esteriormente. Lo abbiamo legato interamente e con delle vere e proprie flebo di antiparassitari, uniti ad altri piccoli trattamenti, siamo riusciti a farlo rivivere e a completare il restauro“.

Il lavoro si è svolto sempre sotto la massima segretezza e sorveglianza.

“All’inizio era così, poi quando i fedeli hanno capito cosa stavamo facendo, nella stanza nel sottointerrato della chiesa di Piana Romana, si accalcavano in centinaia per chiedere anche il più piccolo pezzo di legno non più utilizzabile, ma senza successo perché i frati impedivano che ciò avvenisse e tutti i frammenti di legno sono stati accuratamente conservati.

Quei mesi trascorsi insieme all’Olmo di San Pio, sono stati i più emozionanti della mia vita. Naturalmente tutto il materiale avanzato era debitamente posto in diverse sacche e il controllo dei frati era quasi uguale a quello dei sorveglianti di una miniera di diamanti”.

Il rapporto tra il maestro Balducci e San Pio non si ferma solo all’olmo di Piana Romana.

“Dopo questo lavoro, ci siamo recati a San Marco La Catola, in provincia di Foggia, per restaurare, nel convento che ha ospitato il Santo tra il 1905 e 1906, il suo confessionale e il crocefisso che Padre Pio portava sempre durante le processioni”.

Nonostante la sua giovane età, Mimmo Balducci, ha provato qualche mese fa, un altro momento intenso a dimostrazione del continuità generazionale del suo lavoro.

“Mentre restauravo alcune librerie di proprietà del comune di Corato, mi sono trovato di fronte la firma di chi aveva costruito quei mobili e sotto la data del 1868 sul legno era inciso il nome di Michele Balducci, un mio trisavolo nato nel 1841. Sapevo della mia discendenza di maestri d’ascia, ma non immaginavo di poter arrivare sino a quasi due secoli di storia”.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!