Il Consiglio Comunale chiude il caso sesta Provincia Bat
Non sembrano esserci spiragli per ripensamenti nella delibera emanata nel Consiglio Comunale di lunedì sera
“Sono soddisfatto, sia per i modi in cui la discussione in aula si è svolta e sia per l’esito di una votazione in cui l’intera maggioranza di centrodestra si è espressa, confermando una scelta fatta dagli elettori con una schiacciante prevalenza numerica.
Sono rimasto comunque sorpreso e perplesso, dalla decisione di astensionismo delle opposizioni che non hanno voluto sancire la volontà dei coratini, cosa che, in caso contrario, noi avremmo fatto accettando l’esito del voto senza nessuna restrizione. Un voto che non può non sottolineare l’unità di questa amministrazione di governo su argomenti molto importanti per il futuro di questa città. Sono, infine, rimasto sorpreso dalla decisone di astensione da parte dell’opposizione“.
Parla così il Sindaco Luigi Perrone dopo la decisione, presa durante il Consiglio Comunale monotematico di lunedì scorso, con cui Corato ha formalmente ratificato il risultato emerso dalle urne del referendum, quando con 10.389 voti, pari al 71,5%, su 14.667 coratini votanti, fu netta l’affermazione del No alla Bat.
Il primo intervento sul tema è stato di Renato Bucci, per i Democratici di Sinistra: “La sesta provincia rappresentava un’opportunità di sviluppo per Corato, non aver raggiunto il quorum, potrebbe dare spazio al consiglio per decidere in altra maniera. In ogni caso il nostro voto è di astensione perché non possiamo dimenticare la nostra posizione per il Sì, ma nello stesso tempo non possiamo non rispettare il 71% dei coratini che hanno scelto il No“.
Il capogruppo del gruppo misto, Cataldo Mazzilli, nel comunicare il loro voto favorevole, ad eccezione dell’astenuto Anelli, ha riferito che “quest’aula non ha avuto il coraggio di deliberare in precedenza, lasciando ai coratini il compito di decidere. Noi rivendichiamo questo successo referendario, in piena sintonia con la scelta del popolo“.
Pasquale Pomodoro, capogruppo di Forza Italia, ha difeso la scelta dell’amministrazione: “la nostra scelta di coinvolgere la città non è stata per mancanza di coraggio. Se nel luglio scorso avessimo deciso per il Sì, avremmo scippato la città di una scelta che si è dimostrata quasi plebiscitaria. E’ stato un errore politicizzare questo referendum come uno scontro fra il centrodestra e il centrosinistra, un referendum che ha visto i suoi giusti passaggi e rispettare i tempi”.
Favorevole anche il presidente della commissione comunale Affari Istituzionali, Franco Tota di Rinnovamento Puglia, che ha poi precisato: “non è possibile riesaminare null’altro, perché il principio ispiratore sui referendum è quello dell’autodeterminazione dei popoli. I coratini hanno deciso e risposto con dignità, quindi di fronte a questo risultato dobbiamo solo prendere atto”.
Lo Sdi, rappresentato da Giacomo De Lillo, si è invece astenuto: “alla luce del risultato referendario, il nostro impegno deve essere quello di richiedere alla provincia di Bari maggiori risorse e attenzioni più generose rispetto al passato. Personalmente ho manifestato pubblicamente la mia contrarietà all’adesione di Corato alla sesta provincia. Allo stesso tempo diversi dirigenti del mio partito hanno fatto parte del comitato del Sì, poiché in questa sede io non rappresento me stesso, in coerenza con le posizioni espresse al momento della decisione sulla indizione del referendum, il mio voto è di astensione”.
In linea con il risultato del referendum è l’Udc: “l’urna referendaria – ha detto Savino Maldera – ha chiaramente detto che Corato vuole restare nella provincia di Bari. Noi non possiamo cambiare o modificare, una scelta fatta dai coratini nella più ampia libertà“.
Per voce del consigliere Riccardo Mazzilli, la Margherita ha così motivato la sua astensione: “l’esito del voto popolare ci induce a dire che il comportamento più logico è quello di restare nella provincia di Bari, un risultato scaturito da una carente volontà di futuro, in una campagna referendaria in cui sono emerse solo differenze fra il bene e il male. Siamo rispettosi della scelta fatta dai coratini ma dispiaciuti per la volontà espressa“.
Il consigliere Antonio Rigoletto, invece, per il partito della Rifondazione Comunista ha detto che “prendere atto di questo risultato, non significa condividerlo. Il nostro auspicio è che sino al 2008, questo consiglio possa valutare nuovamente questa decisione, alla luce di nuove situazioni”.
Ultimo a parlare è stato Savino Arbore, capogruppo di Alleanza Nazionale: “rimango perplesso sulla decisione di astensione dell’opposizione che non intende recepire la volontà popolare. Sono inutili le affermazioni su eventuali porte aperte, Corato ha scelto di chiudere la porta in faccia alla sesta provincia“.
Al termine degli interventi si è proceduto alla votazione in aula con i 21 voti dell’intero centrodestra che ha votato a favore della delibera di non adesione, mentre con 8 voti l’opposizione si è astenuta.
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