Botta e risposta Ds – Comune sugli allagamenti nella nostra città
I Ds lanciano riflessioni in merito, il Sindaco replica
“Corato fa acqua, cosa avverrà con il prossimo temporale? Ci ritroveremo di nuovo le strade ed interi piani interrati sommersi dall’acqua? Tra le cause degli allagamenti c’è l’aumento di superfici asfaltate legate agli insediamenti urbani in zona residenziale. Pertanto sarebbe necessario intraprendere efficaci contromisure, di cui tuttavia non esiste traccia, né a livello progettuale né di pianificazione economica. Nulla si è fatto nonostante le disponibilità di bilancio.
Le nuove lottizzazioni in approvazione sulla collina dell’Oasi verseranno ulteriori migliaia di metri cubi d’acqua se non si prevederanno nuove canalizzazioni a valle. In passato venivano prese precauzioni che dimostrano come i nostri avi rispettavano la natura, mentre i nuovi amministratori la violentano. Ma tranquilli, poi arriva la festa di fine anno e la musica scacciapensieri, con tante spese allegre”.
Non le hanno mandate a dire i Ds all’Amministrazione Comunale, esprimendosi così in merito agli allagamenti che hanno colpito Corato il 5 ottobre scorso. Il Comune di Corato ha però prontamente replicato alle affermazioni dei diessini, con questa nota del Sindaco Perrone.
“Il fenomeno degli allagamenti – spiega il Sindaco Luigi Perrone – interessa Corato da epoca datata, risalente ai primi anni del secolo scorso. Si tratta di un problema annoso, complesso e generale che richiede un intervento organico, sinora mai realizzato, da pianificare approfonditamente.
Pertanto, questa amministrazione comunale ha affidato già dal giugno scorso, in epoca perciò precedente all’alluvione del 6 ottobre 2005, al prof. Eligio Romanazzi, docente presso il Dipartimento di Idraulica del Politecnico di Bari, ed all’ing. Michele Rainone, esperto di idraulica, l’incarico di redigere un progetto di salvaguardia idraulica dell’abitato al fine di mitigare la vulnerabilità idraulica degli insediamenti esistenti e futuri.
I due tecnici – prosegue il sindaco – hanno consegnato il progetto articolato nei seguenti tre punti principali:
1) ricostruzione del reticolo idraulico superficiale al fine di realizzare gli interventi possibili in rapporto all’edificazione esistente;
2) pulizia e vigilanza dei canali naturali dove scorrono le acque, realizzazione di fognature pluviali e di vasche di laminazione per ridurre la portata delle piene in occasione di eventi eccezionali;
3) risagomatura e rivestimento dei relativi canali.
La realizzazione delle opere ha un costo di circa 26 milioni di euro. Questa Amministrazione sta profondendo il massimo impegno per reperire l’ingente somma. Infatti, nello scorso novembre, insieme al prof. Romanazzi ho personalmente avuto incontri sia presso il Ministero dell’Ambiente sia presso l’Autorità di Bacino per avanzare richiesta di accesso a possibili finanziamenti statali. Va ricordato che il Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica), ha assegnato alla Regione Puglia 393.746.600 euro per finanziare “Interventi nelle aree sottoutilizzate – periodo 2005-2008”: circa 40 milioni di euro dell’intera somma, in particolare, sono destinati alla realizzazione di opere a difesa del suolo.
Il Comune, inoltre ha posto in essere altri interventi non meno importanti, come la pulizia integrale dei canali esistenti nei punti più critici del territorio. L’Ufficio Tecnico sta periodicamente verificando la compatibilità di ogni singolo progetto edilizio presentato con le prescrizione del Piano di Assetto Idrogeologico di recente approvato”.
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