Dubbi sull’assegnazione di posizioni organizzative al Comune di Corato

La Redazione

Vengono sollevati dalla Cgil in una richiesta di intervento inviata al Prefetto e al Procuratore della Corte dei Conti

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“C’è stata una enorme lamentela da parte dei dipendenti e quindi è stato necessario intervenire. Dall’amministrazione di Corato, ad oggi, non abbiamo avuto alcuna risposta, mentre il Prefetto ci ha fatto sapere di aver chiesto chiarimenti in merito al Comune”.

A parlare così è Isa Cantore, responsabile enti locali Cgil, funzione pubblica, dopo che la stessa “Cgil provinciale funzione pubblica Bari” ha inviato al Prefetto e al Procuratore della Corte dei Conti una urgente richiesta di intervento, per una problematica che riguarda l’assegnazione di posizioni organizzative al Comune di Corato.

“Esiste una funzione dirigenziale temporanea – chiarisce la Cantore – Si tratta di prestazioni ad alta qualità che sono un compito aggiuntivo da assegnare rispetto al normale lavoro. Può trattarsi di seguire un ufficio particolare, di un progetto o di un compito da seguire o altre cose di questo tipo. Per queste prestazioni sono ovviamente previsti dei compensi, di solito molto alti, che si aggiungono a quello che normalmente viene pagato. Tutto ciò è previsto dai contratti e dalle leggi, che vengono decise dopo tavoli di concertazione”.

Il nodo della vicenda è la scelta delle persone a cui vengono affidati questi incarichi.

“La scelta è una prerogativa dell’amministrazione – continua la responsabile – e su questo nessuno discute. Ma per scegliere bisogna comunque rispettare dei parametri e muoversi all’interno di quei criteri. Questa amministrazione fa invece di testa sua, mostrando un atteggiamento molto rigido nei confronti delle nostre rimostranze”.

Ulteriori chiarimenti giungono dal coordinatore territoriale, Michele Tedesco: “In questo caso specifico si tratta di assistenti sociali. Tutti con lo stesso profilo. Secondo il contratto si dovrebbe scegliere di assegnare questi incarichi speciali a chi ha più titoli, o a chi ha titoli più attinenti al tema o alla materia di interesse. E questo non avviene, perché i criteri in base ai quali si sceglie sono altri.

Un esempio potrebbe essere il criterio della produttività. Quindi la valutazione delle ore di lavoro. Che sicuramente è un criterio, insieme alle attitudini personali, al bagaglio di esperienza, alla disponibilità di tempo della persona. Ma sono criteri che vengono dopo, secondari”.

Nella richiesta di intervento scritta dalla Cgil si precisa, infatti, che “i criteri, che prevedono il rispetto dei requisiti culturali, le attitudini le capacità professionali e le esperienze acquisite, anche se sono di larghissima massima, vanno rispettati, e sono insindacabili, perché sono materia di concertazione, specialmente in situazioni in cui più concorrenti sono interessati e hanno un profilo professionale identico”.

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