Condannati i calabresi che custodivano un arsenale a Corato
Lo scorso 13 marzo furono sorpresi in un casolare di Corato, in possesso di un vero e proprio arsenale composto da armi comuni e da guerra, con relative munizioni, pugnali a serramanico, chiavi, tute mimetiche e da lavoro, telefonini e zaini. Il tutto destinato probabilmente all’assalto di furgoni portavalori.
Sei calabresi, precisamente cosentini, furono dunque arrestati nell’ambito del blitz “Santa Barbara“, in seguito ad una lunga e complessa indagine avviata dopo alcuni colpi, avvenuti con un collaudato supporto logistico e l’utilizzo di kalashnikov.
Gli arrestati sono stati tutti condannati martedì scorso dal gup del Tribunale di Trani Roberto Oliveri Del Castillo a termine del giudizio immediato, celebrato nelle forme del rito abbreviato col conseguente sconto di un terzo della pena. Otto anni di reclusione e 2.000 euro di sanzione pecuniaria la pena comminata a Daniele Lamanna, 31 anni, Carlo Lamanna, 38, Giovanni Abruzzese, 46, e Franco Bruzzese, 38. Sette anni di reclusione e 2.000 euro di multa per il 28enne Luca Bruni e cinque di carcere oltre 1.000 euro di multa per il 22enne Adolfo Foggetti.
Su di loro pendeva anche l’accusa di ricettazione perché trovati in possesso di tre potenti autovetture “Audi” risultare rubate, e probabilmente utilizzate per la commissione di delitti.
“Siamo intervenuti appena in tempo – affermò il pm Scimè nel corso della conferenza stampa che illustrò i risultati del blitz – Ancora qualche ora ed un altro furgone portavalori sarebbe stato speronato, bloccato e derubato sulla Barletta-Canosa. Sono stati raggiunti due risultati concomitanti: da un lato abbiamo sequestrato il pericoloso arsenale e dall’altro abbiamo sventato un altro imminente colpo. E chi usa i kalashnikov è pronto a tutto, anche ad uccidere”.
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