Un’opinione in merito alla “Consulta per i diritti del disabile”
Dopo la richiesta per l’istituzione della “Consulta per i diritti del disabile“, Giulio D’Imperio invia questa nota.
Ho letto della proposta avanzata da Vincenzo Biancolillo circa la nascita di una consulta che pare abbia come finalità quella di fungere da garante sul pieno rispetto dei diritti spesso negati a chi, in un qualunque modo, è affetto da una forma di disabilità.
Premetto che nulla sapevo di questa iniziativa-richiesta nonostante con Vincenzo spesso ci incontriamo, confrontandoci sulle problematiche del terzo settore di cui mi occupo da oltre un decennio. Fatta questa breve premessa, ritengo sicuramente tale richiesta non una provocazione nei confronti della pubblica amministrazione, ma una esplosione di rabbia visti i comportamenti spesso irriguardosi e poco rispettosi da parte di molta gente nei confronti di chi nulla chiede se non il pieno rispetto dei propri diritti.
Certamente non fa più scalpore:
– continuare a leggere notizie corredate di foto come quelle apparse sul Corriere di Corato del 17 dicembre 2005 a pagina 13;
– evidenziare le difficoltà che ha un disabile motorio nel frequentare nell’attuale sede della biblioteca ubicata in un posto poco accessibile e consono per lui;
– verificare spesso l’occupazione dei parcheggi, compreso quello accanto alla porta di ingresso del palazzo di città, riservati ai disabili da persone che non ne hanno diritto;
– constatare i ritardi con cui la scuola provvede alla nomina degli insegnanti di sostegno;
– etc.
Tutte queste situazioni evidenziano il grado di maturità con cui si cerca di affrontare il problema nel quotidiano, da parte di tutti pensando che alla fine i problemi che non ci toccano sono problemi solo di altri per i quali è giusto solo dispiacersi, magari elargendo una offerta quando qualcuno ce lo chiede.
E’ vero anche che molti genitori o parenti di disabili od i disabili stessi pensano che sia la società (ma quale società?) a doversi occupare magari gratuitamente di tutto ciò di cui si ha bisogno, vedi ad esempio le vacanze estive, dove con un po’ di volontà e di organizzazione si sarebbe riusciti a raggiungere autonomamente il risultato sperato.
Siccome il mio non vuole essere un intervento distruttivo o semplicemente accusatorio, ma anche costruttivo, mi permetto di suggerire quanto segue:
– organizzare una forma pubblicitaria, magari tappezzando Corato, anche con l’aiuto dei media di Corato che miri ad avere maggiore rispetto per il disabile;
– sfruttare al meglio i piani di zona, che spero non continuino a tardare più del lecito nella loro applicazione;
– redigere un programma serio e condiviso da parte di tutte le associazioni di disabili di azioni di interesse comune, che evidenzierebbe finalmente un grado di managerialità e professionalità dell’intero terzo settore coratino.
Creare una consulta potrà anche servire, ma prima è necessario stabilire delle priorità al programma stilato che mirino ad educare il cittadino al rispetto di alcune elementari regole di vivere civile.
Infine spero che l’idea della consulta non diventi alla fine un cavallo di battaglia per le prossime elezioni da parte di un qualunque schieramento politico, ma se dovesse nascere spero sia costituita solo da persone motivate, non incazzate, capaci di giungere a risultati seri ed efficaci per tutti.
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