Rifondazione Comunista sul “Ticket Day” di Forza Italia
“Ovvero come siamo “scaduti” in basso”
Lo scorso sabato mattina in tutta la regione Puglia, Corato inclusa, il partito di Forza Italia ha manifestato nelle piazze per protestare contro le “promesse mancate del governatore Vendola” che in campagna elettorale aveva anticipato di voler eliminare il ticket sanitario. A questo proposito ci scrive Ezio Falco, del partito della Rifondazione Comunista di Corato, che esprime il parere suo e del suo partito di appartenenza in merito alla vicenda.
È incredibile l’assenza totale di argomenti che ha accompagnato il “ticket day” organizzato ieri da Forza Italia nelle città pugliesi. I “Berlusca boys” avrebbero potuto scegliere ben altri temi sui quali dispiegare la propria iniziativa propagandistica. Invece, hanno scelto di criticare l’abolizione del ticket, sarà bene ricordarlo, per il 50% della popolazione pugliese, così come previsto dalla delibera di Giunta Regionale dell’agosto scorso. Stiamo parlando di alcuni milioni di persone (2 milioni circa) che non totalizzano un reddito familiare di 22.000 euro annui (maggiorati di 1.000 per ogni figlio a carico), di portatori di patologie gravi e invalidanti, di trapiantati e donatori, nonché di ultrasessantacinquenni per i quali la soglia di esenzione si amplia a chi percepisce redditi fino a 32.000 euro.
Come si vede, si tratta di un provvedimento che ha incrociato i bisogni della parte più debole della popolazione pugliese, introducendo un criterio di compartecipazione alla spesa farmaceutica regionale che, non farà piacere a chi in questi anni ha sostenuto la detassazione, il condono e l’impunità per i possessori di enormi rendite finanziarie e immobiliari, ma è reale, concreto, già operante e, soprattutto, equo.
Certo è comprensibile che gli appassionati di “contratti con gli italiani” tentino di condannare la promessa non mantenuta da Vendola in campagna elettorale rispetto a una totale abolizione dei ticket. Ma come si fa a non rilevare che si è alleviata la condizione di una parte grandissima dei pugliesi? Come si può mantenere elevato lo sdegno e la protesta perché chi ha di più continua a contribuire alla spesa farmaceutica regionale? Pensano realmente i dirigenti di Forza Italia che i percettori di redditi più elevati abbiano votato Vendola per veder aboliti i ticket per se stessi? E poi non è un po’ squallido che gente in giacca e cravatta, con ottime dichiarazioni dei redditi dal commercialista (e ottimi condoni ed evasioni fiscali al proprio attivo) abbia protestato sabato scorso, perché (in soldoni) non è stato abolito il ticket anche per loro, che rientrano nell’altro 50% della società pugliese? E se vogliamo parlare di promesse non mantenute, dobbiamo ricordare la ben più proficua promessa, vergognosamente non mantenuta (eppure formalizzata con “regolare contratto” sottoscritto in campagna elettorale da Berlusconi in tv) nei primi anni dell’attuale governo di destra, circa l’elevamento a un milione di lire delle pensioni minime?
La mancanza di argomentazioni del centro destra pugliese è sconcertante: ci si aspetterebbe di più in termini di obiettività, onestà e senso della misura verso i cittadini da chi ha gestito per oltre 10 anni la Regione. Si tratta, però, di un’attesa vana, incomprensibile da parte chi ha gestito posizione di potere e clientele fino a ieri e oggi si trova disarmato a tentare di ricostruire una posizione e una proposta politica credibile per riorganizzare un minimo di consenso. E certo per questo avrebbero potuto scegliere quale “prima iniziativa dell’opposizione regionale” un tema su cui vantare posizioni più condivisibili, più felici, che non il taglio dei ticket.
Sembra evidente, a questo punto, come il “ticket day” sia più che altro il colpo di coda di un’intera generazione di ceto politico e di una classe dirigente ormai in piena agonia politico-elettorale, come testimonia la notevole partecipazione alle primarie del centro sinistra del 16 ottobre anche in Puglia. A essere “scaduta” (come recitano i manifesti della costosa campagna di Forza Italia Puglia) è quella ex-classe dirigente in preda ad una ormai palese crisi di nervi, di fronte a un Governo regionale che ha annunciato un ulteriore provvedimento di equità sociale in favore di studenti e lavoratori pendolari: a partire dal 1° gennaio 2006 si attuerà il taglio del 10% sulle tariffe degli abbonamenti per il trasporto locale interurbano.
I dirigenti e i militanti di Forza Italia avrebbero fatto bene a tenere per se stessi alcune scorte del dolcificante che hanno distribuito ieri ai pugliesi: ne servirà molto per mandare giù l’amara sconfitta che si annuncia per loro alle elezioni politiche della primavera prossima, anche grazie alla capacità politico-amministrativa dimostrata dalla Giunta Vendola in questi primi mesi di governo.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!







Tre mezzi in fiamme nella notte in via Bovio, incendiati anche due cassonetti