Imprenditore coratino condannato per appropriazione indebita
Savino Rotunno, 70enne imprenditore coratino, è stato condannato a sei mesi di reclusione e a 500 euro di sanzione pecuniaria, per l’accusa del giudice unico del Tribunale di Trani, sezione distaccata di Ruvo di Puglia, Roberto Oliveri del Castillo, di appropriazione indebita.
I fatti risalgono al maggio del 1998, quando Rotunno e il suo socio, Luigi Diaferia, vendettero ad un altro imprenditore coratino un terreno di loro proprietà, da cui avrebbero dovuto ricevere la somma 500 milioni di vecchie lire. L’acquirente, Cataldo Colletta, dopo esserne entrato in possesso, per alcuni mesi venne meno alla parola data, non essendo più disposto a versare quanto pattuito in scrittura privata intercorsa tra le parti il 22 maggio 1998.
L’inevitabile contenzioso giuridico scaturito si chiuse con la sentenza inappellabile del giudice, che obbligava Colletta al versamento dell’intera somma stabilita ad entrambi i soci. Per motivi vari, Colletta versò i 500 milioni di lire solo nelle mani del Rotunno, il quale invece di dividere equamente con il socio, trovava molteplici scuse per non dare i 250 milioni.
Ed allora l’altro socio, Luigi Diaferia, visto il mancato rispetto dei patti, da parte di Rotunno, è stato costretto a ricorrere alla giustizia per chiarire la vicenda. Dopo le indagini svolte dal Pubblico Ministero, dott. Luigi Scimè, è stato accertato che il pagamento del mezzo miliardo di lire doveva essere suddiviso equamente fra i due soci e quindi il giudice Roberto del Castillo, accettando la richiesta del pm, ha condannato Savino Rotunno alla pena detentiva, sospendendola, ma subordinandola al pagamento di una provisionale, a favore della parte civile, di 156.000 euro, oltre che al pagamento delle spese legali.
Quindi Rotunno per non andare in carcere dovrà versare la somma stabilita dal Giudice e prepararsi a difendersi dalla seconda querela ricevuta da Diaferia, in relazione la parte civile poiché, come si legge nel decreto di citazione a giudizio disposto dal pm Scimè, “l’imputato Savino Rotunno si appropriava della metà della somma di 500 milioni di lire, spettante a Luigi Diaferia, realizzando così un rilevante danno patrimoniale per la persona offesa”. Prossima puntata in tribunale nel mese di novembre.
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