San Cataldo secondo Gaetano Bucci
“Ogni memoria vera passa attraverso la scrittura. Senza scrittura non c’è memoria.
Per questo di fronte al rischio che definitivamente si disperda il grande patrimonio storico, di culto e di fede, di usi e tradizioni, di simboli e ideali è stato realizzato il volume “Alla San Cathal”, storie, leggende, tradizioni e poesie di San Cataldo a Corato e in Puglia.
La storia leggendaria del Santo venuto dall’Irlanda a Taranto, la sua “elezione” a Protettore della città di Corato col fondamentale sostegno dei Frati Francescani, il fascino della Grande Festa solenne in suo onore, dai tempi più lontani ad oggi, vengono proposti in prosa, per immagini e in poesia.
Un unico fil rouge unisce, per il tramite provvidenziale del “glorioso Taumaturgo” San Cataldo, la città di Corato a Taranto e Lismore in Irlanda, oltre che a Torino e Toronto, dove pure si festeggia in suo onore”.
E’ questa l’introduzione cha campeggia nella seconda di copertina del libro “Alla San Cathal“, storie, leggende, tradizioni e poesie di San Cataldo a Corato e in Puglia, che domani sera alle 19 presso il Chiostro del Palazzo di Città, sarà ufficialmente presentato .
L’opera, la prima del suo genere, si inserisce nel più vasto progetto culturale di rivalutazione del territorio di Corato attraverso i propri riferimenti storici, artistici, letterari, demologici e folcloristici.
Attraverso la storia di San Cataldo e del suo culto a Corato e in Puglia si gettano infine le basi per avviare rapporti con altre città e luoghi in Italia e all’estero (Irlanda, Canada, Francia), dove egli è venerato e festeggiato.
“Attorno alla figura di San Cataldo ruotano storie diverse, – ci dice l’autore, il prof. Gaetano Bucci – i vescovi, ad esempio, ne hanno scritte molte divergenti tra loro.
Il libro nasce proprio da questo mistero, dalla necessità di trovare un filo comune alla divergenza di queste storie.
Nella stesura del testo ho utilizzato un metodo comparativo tra le varie epoche.
Il 500 è un secolo di cambiamenti, con la scoperta dell’America e l’avvento della carta stampata.
Nel 600 Corato subisce l’influenza di questi cambiamenti: i popoli intelligenti hanno compreso che la scrittura e la salvaguardia di essa fanno la cultura di un paese; è dal recupero dei piccoli fatti che comprendiamo i grandi avvenimenti. E’ dalla microstoria che si arriva e si comprende la macrostoria.
I Normanni, un pò come gli americani oggi, divisero occidente e oriente.
Ed è per questo che Corato passa da un Santo orientale come San Cristoforo ad uno occidentale come San Cataldo, anche per via dell’influenza dei francescani: con l’esplosione della riforma protestante, i Francescani proposero l’Immacolata come chiesa di San Cataldo.
Il primo ad avere la visione di San Cataldo, ufficialmente Santo a Corato nel 1681, fu Quirico Trambotto nel 1580, un contadino.
Ed i figli, che prima del 600 prendevano spesso il nome di Cristoforo, iniziarono ad essere chiamati Cataldo.
La macchina di San Cataldo è una rappresentazione simbolica dell’Incoronata dove S.Cataldo è nato”.
Infine qualche ringraziamento: “Sono grato a chi mi ha fornito le immagini, alla prof.ssa D’Ambrosio ha rivisto le bozze, grazie anche al pittore Francesco Granito che ha realizzato la copertina del libro ed al consolato irlandese con cui ho avuto contatti: alcune copie saranno vendute in Irlanda. Volevo anche segnalare la stampa del libro con caratteri grandi, utilizzati per una migliore fruizione per i più anziani.”.
Durante i giorni di festa per San Cataldo, la Pro Loco adibirà degli stand appositamente per la vendita del libro.
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