Marcia Altamura Gravina: dov’era la nostra amministrazione?

La Redazione

Il CAM contesta la scelta del Comune di Corato di non esserci

4 commenta

Dieci giorni fa si è svolta la marcia per la pace Gravina-Altamura, la quarta edizione di una manifestazione che ha raccolto sempre più adesione e che ha convogliato quest’anno anche numerosi rappresentanti delle varie amministrazioni dei Comuni gravitanti nel Parco dell’Alta Murgia. Ma tra queste, quella di Corato non c’era. Ecco cosa hanno affermato a riguardo i rappresentanti del CAM (Comitato Alta Murgia) in un comunicato stampa a noi pervenuto.

Sabato 14 maggio
Una grande manifestazione popolare per l’Alta Murgia. Un’occasione sprecata per il nostro Comune
 
Circa 10mila. Tante sono state a nostro avviso le presenze alla 4° marcia per la pace Gravina-Altamura. Una manifestazione indetta e preparata con cura dai Comitati Alta Murgia, le uniche organizzazioni che tengono sempre desta l’attenzione e il controllo popolare sui processi di degrado del territorio. E che non risparmiano nessun ente, nessuna istituzione che non rispetti i propri doveri e i propri impegni nella salvaguardia dell’ambiente, come dimostrano le dure parole pronunciate ad Altamura da Piero Castoro (come portavoce dei CAM) a indirizzo della giunta Fitto e dell’attuale amministrazione della Provincia di Bari per i ritardi di quest’ultima nella bonifica dei terreni interessati dallo scandalo “Murgia avvelenata” dell’estate 2003 e nella revisione delle autorizzazione concesse alla Tersan Puglia per l’attività “dell’astronave” di compostaggio ubicata tra Altamura e Grumo.

rnUna buonissima partecipazione si è registrata da parte di tutta la comunità coratina. Circa 200 persone, organizzate in 2 pullman e diverse auto, furgoncini e bici, hanno contribuito a manifestare l’adesione della nostra cittadinanza alle iniziative di denuncia, di sensibilizzazione, ma anche di proposta di strumenti di tutela nuovi, dinamici ed efficaci sul nostro territorio. La manifestazione di interesse a questi temi è stata la molla che ha spinto molte amministrazioni locali ad esserci, a partecipare alla marcia col proprio gonfalone, con propri amministratori e rappresentanti, con l’elargizione di un contributo economico a sostegno dell’organizzazione dell’iniziativa. Tutti (o quasi), a vario titolo e in modo diverso, hanno ritenuto di dover manifestare la propria presenza all’iniziativa. Tutti presenti anche se probabilmente spinti da motivi diversi: non perdere la faccia davanti all’opinione pubblica locale, non perdere l’occasione di manifestare la volontà di proteggere attivamente il proprio territorio, non perdere il treno dello sviluppo “meridiano”, buono ed eco-compatibile, che il Parco Rurale può portare alla Puglia (se gestito in maniera intelligente e partecipata).

Tutti presenti, all’infuori di poche grette amministrazioni. E la nostra amministrazione coratina purtroppo va annoverata tra queste ultime. Come giudicare d’altronde un’assenza del genere a fronte della convinta partecipazione della nostra Giunta in occasione della terza marcia dell’ 8 novembre 2003? All’epoca il comune di Corato aderì alla marcia portandovi le proprie insegne, testimoniando vicinanza e sensibilità con la presenza del Sindaco e, (anche se tardivamente e dopo sollecitazioni esterne alla maggioranza) versando persino un contributo economico per l’organizzazione dell’iniziativa. Cosa è successo nell’anno e mezzo trascorso? La Giunta ha cambiato parere tanto da non ritenere di dover essere presente neanche in forma ufficiosa? Di cosa si trattava, quindi, l’8 novembre 2003: di opportunismo politico, visto lo scandalo dell’agosto precedente sullo sversamento di fanghi che allertò la popolazione anche coratina sul disastro ambientale perpetrato ai danni del nostro territorio? Oppure dell’impossibilità di esimersi data la presenza a quella grandissima manifestazione (circa 20 mila persone vi presero parte) persino della Regione Puglia, allora governata dalla destra?

Non sappiamo cosa realmente abbia spinto la Giunta a comportarsi con tale indifferenza rispetto alla Gravina-Altamura. Tuttavia riteniamo che, molto probabilmente, questa stessa indifferenza sia la cifra del reale impegno della nostra Amministrazione per la salvaguardia del territorio. È il segno di una concezione che vede l’ambiente e la sua tutela come questione marginale e fastidiosa della quale occuparsi gettando fumo negli occhi. Così è stato per l’istituzione dell’Assessorato all’ambiente, così per quanto riguarda la partecipazione alla Gravina-Altamura: quando si è creduto di potersi sottrarre, lo si è fatto repentinamente e senza troppi problemi.

La verità è che, aldilà delle sensibilità individuali, questa giunta, così come la parte politica e la cultura di cui è espressione, è malata di “sviluppismo”: in questa visione del mondo non c’è posto per la tutela attiva del territorio, per la prevenzione ambientale, per la centralità di un equilibrato rapporto tra uomo e territorio. Di questo ci si occupa solo a posteriori e quando ormai non se ne può fare a meno perché la vicenda è in bocca all’opinione pubblica.

Noi speriamo vivamente che la Giunta sappia uscire dalla logica della marginalità dell’ambiente-territorio, soprattutto, in previsione dell’attività del futuro Ente Parco, al quale non dovremo guardare semplicisticamente come “volano dello sviluppo”. Dovremo piuttosto aderirvi, convinti che esso sia un investimento sul futuro anche della nostra cittadinanza, in termini di un recupero di un rapporto equilibrato con la nostra storia, con le nostre tradizioni e con il nostro martoriato territorio; in termini di produzione di un valore aggiunto che non è tanto economico, quanto sociale, culturale ed umano.
 
Comitato Alta Murgia-Corato
 

 

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!