Conterrà il Museo della Civiltà Contadina e reperti archeologici
Abitato da topi e animali randagi, diventerà un contenitore culturale
Aveva visto una sua prima apertura in occasione dell’ultimo Dicembre Coratino, quando al suo interno fu creata una manifestazione culturale che dette la possibilità di rivedere aperta una struttura chiusa da oltre 40 anni. Stiamo parlando dell’ex Carcere di Corato che è ubicato tra via Trilussa e via San Domenico, una struttura di fine ‘800, molto usata nel periodo di inizio ‘900, quando servi per custodire i “briganti” che all’epoca usavano derubare le vetture di posta, in viaggio da Roma a Brindisi e che passa da Corato. Poi vide anche alcuni “ospiti” politici che a cavallo tra la prima e seconda guerra mondiale furono “graditi” ospiti dello stato italiano.
Il Carcere fu poi chiuso e ora riaprirà i battenti per ospitare il Museo della Civiltà Contadina, da anni senza una sede vera e propria, e numerosi reperti archeologici in modo particolare quelli rinvenuti negli scavi presso la necropoli di San Magno e presso la Villa Torrepaone, sarà sede anche di esposizioni di opere d’arte figurativa.
I primi ad essere contenti di questo restauro sono proprio gli abitanti della zona, “in questi ultimi tempi, dice la signora Clara, dai nostri balconi vedevamo il via vai di grossi roditori e cani e gatti randagi che, utilizzando le aperture create dall’incuria e dal tempo, si erano create all’interno delle vere e proprie abitazioni. Per fortuna con l’inizio dei lavori e con la prossima apertura del Museo, ci auguriamo che quello che abbiamo visto sin’ora sia solo un ricordo”. I lavori di restauro, aggiudicati per la somma di 220.000,00 euro, dureranno quattro mesi e puntano alla valorizzazione dell’edificio, rispettandone la sua configurazione storico-artistica originaria e la zona in cui sorge, in conformità alla sua futura funzione di contenitore culturale.
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