Aumento di tasse universitarie per chi studia a Bari
Rate elevate da pagare ento il 31 maggio. Code e proteste davanti alle segreterie
Se ne saranno accorti anche tanti coratini quando hanno ricevuto in questi giorni per posta i bollettini per il pagamento delle rette universitarie. Le tasse sono aumentate in media del 30%, nel solo arco di un anno, e c’è chi entro il 31 maggio, data di scadenza per il pagamento, dovrà versare in un’unica rata anche più di 800 euro. L’aumento è stato stabilito dal consiglio di amministrazione dell’Ateneo di Bari lo scorso luglio, in un provvedimento adottato per adeguare i criteri di tasse alle variazioni di reddito calcolate dall’Istat .
Code incredibili in questi giorni alle segreterie delle varie facoltà, telefonate continue da chi pretende spiegazioni, con tanto di proteste e segni evidenti di malcontento. «Entro il 31 dovrò pagare un bollettino di 846 euro, e tutto in una volta! E questo perché rientro nella fascia più alta di reddito, della quale in realtà è facile far parte per chi, come me, ha due genitori che lavorano». A parlare è una ragazza di Corato iscritta al secondo anno della facoltà di lettere, una dei tanti che dovranno tirar fuori dalle proprie tasche (o meglio, da quelle dei genitori) la stessa somma, perché il reddito famigliare supera i 33 mila euro annui, fascia più alta almeno fino all’anno scorso.
Infatti oltre all’aumento delle tasse, sono anche cambiati alcuni criteri per stabilire la retta da pagare, con l’introduzione di nuove soglie di reddito. Questi sono quindi i cambiamenti e gli aumenti principali:
prima rata: 245 euro (rispetto ai 170 degli anni scorsi)
seconda rata: 846 euro come valore massimo (invece che 625)
sovrattassa per chi paga in ritardo: 20 euro per chi paga entro i trenta giorni dopo la scadenza, 40 per un ritardo superiore
soglia massima di reddito (otre la quale si pagano gli 846 euro): 70 mila euro
Per le fasce comprese tra i 40mila e i 70mila euro invece sono previste delle tasse progressive, a seconda del reddito, calcolate sulla base di precise nuove formule. Nota positiva è l’innalzamento della soglia di chi è invece esentato dal pagamento delle tasse, passata de 10mila euro annui a 12mila 900 euro. Comunque una bella e inaspettata botta per gli studenti e le loro famiglie, che dovranno a quanto pare farci l’abitudine dato che nei prossimi anni sono previsti ulteriori aumenti.
La situazione di disagio venutasi a creare alle porte delle segreterie ha portato gli studenti di Azione Universitaria a chiedere un colloquio col direttore amministrativo dell’Ateneo, Giorgio De Santis, fissato per domani. Probabilmente però l’unica “concessione” che si potrà avere è la proroga dei termini di pagamento, visto che questi aumenti sono considerati assolutamente necessari anche per far fronte ai tagli alle casse universitarie subiti negli ultimi anni. Quindi, volenti o nolenti, studiare costa sempre di più per chi voglia continuare a farlo dopo la maturità. L’unica consolazione, forse, per chi studia all’Università barese, è che l’Ateneo di Bari è tra i meno cari d’Italia. Almeno per ora.
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