Cataldo: Il Santo irlandese

Simonetta Tullo

Oggi si celebra la festa religiosa.

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Oggi 10 Maggio verrà celebrato San Cataldo, Santo Patrono della città, vescovo di Rachau (Irlanda), vissuto tra il VI e il VII secolo. Le scuole e gli uffici pubblici comunali resteranno chiusi e, alle 10:30, il Vescovo Mons.Giovanni Battista Pichierri, celebrerà una messa nella Chiesa Matrice. Nella stessa chiesa si poteva osservare una statua in oro e bronzo, poi sostituita da una copia dopo il suo furto ed il successivo ritrovamento (all’epoca si raccontava che il Santo, andato in sogno ad un devoto, indicò i nomi dei malfattori ed il posto in cui la statua era stata nascosta).

La storia ha tramandato che questo monaco, di ritorno da un pellegrinaggio in Terra Santa, naufragò nei pressi di Taranto, dove, più tardi, ne resse la diocesi. Qui morì e fu sepolto nella Cattedrale. Nel 1094, durante la ricostruzione del sacro edificio, che era stato distrutto dai Saraceni, fu ritrovato il suo corpo con una croce d’oro con su iscritto il nome e quello della sede episcopale. Questo reperto, che si conserva insieme al corpo, ha permesso di stabilire che il Santo visse nel secolo VII e che, quindi, i tarantini lo considerarono erroneamente loro vescovo nominato da S. Pietro Apostolo.

Il culto di San Cataldo è molto vivo e diffuso, oltre ad essere patrono di Corato e di Taranto, è venerato in Irlanda, sua patria, e nell’Italia Meridionale e insulare (in Sicilia ed in Puglia esistono due città che ne portano il nome). A Modena c’è una chiesa parrocchiale e Supino, cittadina del Lazio meridionale, è uno dei centri del suo culto. Per Corato, una delle più importanti città della Puglia imperiale, non è stato il primo Patrono ma sostituì San Cristoforo, a seguito di quanto accaduto in occasione di una terribile pestilenza che falcidiò la popolazione: la tradizione narra che, alla fine del XV secolo, il Santo Vescovo apparve in campagna al contadino Quirico Trambotto, promettendo di liberare il paese dal terribile flagello in cambio dell’erezione di un nuovo tempio a lui dedicato. Offrì il suo mantello al contadino, per farlo indossare agli ammalati, ottenendo così la guarigione.

La peste scomparve e fu innalzato un grandioso tempio in onore del Santo, dove sorge l’attuale chiesa dedicata alla Vergine Incoronata. Accanto, nel 1506, i Monaci Minori Osservanti costruirono il proprio convento (oggi sede del Palazzo di Città) dedicandolo al Santo. Quest’anno la tradizionale fiera, che si effettua normalmente questi giorni lungo Corso M.R. Imbriani, è stata spostata in via Sant’Elia e si svolgerà dal 1° al 10 giugno.

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