Un’aquila vola su Corato
Nel momento in cui diventava sempre più chiaro che Corrado De Benedittis avrebbe incassato la vittoria al primo turno, la giornata di lunedì ha regalato due perle involontarie che, a mio avviso, rappresentano un pezzo consistente del famoso «spirito del tempo».
la prima è un post geniale di un’amica e collega, Lella Povia, a cui chiedo scusa in anticipo per la citazione non concordata. Mentre i corradiani iniziavano a passare dalla speranza alla certezza Lella ha scritto un post: “Se si può si beve, sul serio.”
Chi non ha seguito la campagna elettorale potrebbe leggerla come un normale invito a una serata tra amici, ma in realtà dentro quella frase si sono infilati, tutti insieme, slogan elettorali, ironia social, capacità comunicativa e soprattutto il ribaltamento meditato di una narrazione. È come se dicesse che Corrado stava vincendo anche grazie al materiale fornito dai suoi avversari. E come se dicesse inoltre che se un tempo gli slogan servivano a disciplinare il consenso, oggi vengono smontati da un commento prima ancora che si asciughi la colla dei manifesti. Non è affatto facile, oggi, fare il comunicatore politico.
La seconda perla è arrivata direttamente dal sindaco appena riconfermato. Per settimane si era paventato il rischio “anatra zoppa”: sindaco eletto ma senza maggioranza forte in consiglio. Invece no.
Così, mentre i numeri prendevano la forma della vittoria, è arrivata la frase destinata a smontare ogni analisi politica:
“Altro che anatra zoppa. Un’aquila vola su Corato.”
Ora, già di per sé l’immagine è notevole. La politica locale italiana ha spesso usato animali più o meno carismatici: colombe e falchi, ad esempio. Ma l’aquila mancava. Mancava soprattutto a Corato.
Quella frase, oltre a far sorridere, ha aperto una piccola porticina alla riflessione. Ogni città ha i suoi animali simbolici, anche involontari. E il centrodestra coratino, per anni, ne ha avuto uno molto preciso: un “topolino”.
Luigi Perrone, piccolo di statura, come suggerisce il soprannome, ma tutt’altro che piccolo nei meccanismi: è stato dominus della politica cittadina per almeno due decenni, regista paziente del centrodestra locale, ex sindaco della città e poi senatore della Repubblica. È stato capace di attraversare stagioni politiche diverse piazzandosi sempre al centro della scena e sarebbe ingiusto fingere che quella lunga centralità sia stata soltanto esercizio di potere: la sua Corato aveva ambizione e peso politico. Rispecchiandosi in lui, aveva anche una certa fiducia in sé stessa. Per questo o nonostante questo, col tempo, Perrone è diventato uno di quegli uomini politici che finiscono per sembrare parte dell’arredo urbano, come il blu sbiadito delle vecchie piste ciclabili che percorrono il Corso.
E così l’immagine ha preso forma da sola: l’aquila vola mentre il topo resta sotto.
Potrebbe sembrare una metafora che cela una certa crudeltà politica ma piuttosto è un’istantanea dei tempi che cambiano.
Queste elezioni, al di là di chi ha vinto e di chi ha perso, ci dicono senza mezzi termini che la politica coratina ha smesso di risponde alle vecchie geometrie. Sta succedendo qualcosa di più silenzioso e forse più duraturo. Non bastano più le appartenenze ereditarie e le filiere. Sono finiti i tempi delle riunioni infinite e le liturgie del “pacchetto di voti”. Gli elettori (per lo meno quelli che alle urne ci vanno) si muovono diversamente. Stanno imparando a votare per qualcuno, non per conto di qualcuno e nello stesso tempo sono meno fedeli, più umorali, più veloci. Soprattutto hanno maturato l’abilità di riconoscere subito il linguaggio vecchio.
È cambiato il modo di comunicare. È cambiato il modo di esporsi. Perfino il modo di perdere è diverso. Il vero dato politico è proprio questo, prima ancora di quello emerso dalle urne. A Corato non ha vinto un’aquila contro un topo, ha vinto il presente contro ogni forma di nostalgia.
Commenti
Hanno vinto soprattutto i voti disgiunti, capisci a me…
Caro Fabio, devo complimentarmi con te per l’efficacia, la chiarezza e l’esaustivita’ del tuo articolo. Non sto solo dichiarando di essere d’accordo, ma sto apprezzando il modo di raccontare, di riferire quanto di nuovo queste elezioni abbiano rivelato. Leggere il tuo articolo e’ stato utile, interessante, necessario. Complimenti.