L’amichevole Sciscioli di quartiere
Nei fumetti Marvel va quasi sempre così. Un Peter Parker qualunque, di quelli occhialuti, un po’ secchioni e bravi con i numeri, riceve per puro caso dei superpoteri. A consegnarli può essere un morso di insetto, un raggio atomico o il classico incidente di laboratorio. Fatto sta che da lì in poi, come da copione, deve affrontare di tutto. La legge che regola queste storie noi nerd la conosciamo bene: da grandi poteri derivano grandi responsabilità.
A Corato quel ragazzo qualunque si chiama Gennaro Sciscioli. Il morso radioattivo glielo hanno tirato poche settimane fa sotto forma di nomina e non con un potere solo, ma ben tre, i più pesanti: bilancio, sport e sicurezza. La triade che, al momento della distribuzione, non sembra aver provocato una ressa in Comune.
Da quel momento, appunto, è successo di tutto. La differenza rispetto ai classici supereroi è che a lui non hanno consegnato né il mantello, né i raggi dagli occhi, né la capacità di volare, ma soltanto le deleghe, una quantità impressionante di problemi e una pacca sulla spalla.
Avevo già parlato di Gennaro Sciscioli nello scorso editoriale e tornarci sopra a distanza di una sola settimana potrebbe sembrare un principio di accanimento, una penuria di argomenti o il tentativo di trasformare questa rubrica nella sua biografia a puntate. La verità purtroppo è molto più banale. Questa settimana era praticamente impossibile parlare di Corato senza inciampare su di lui. Bilancio. Sicurezza. Sport. Partecipate. Corte dei conti. Impianti. Tifosi. Sciscioli era tirato in ballo ovunque. Mancava solo la musichetta drammatica. E il sindaco De Benedittis che gli indicava l’orizzonte: «La città ha bisogno di te». Poi via, di corsa, prima dell’esplosione.
Peccato che i superpoteri non siano tra i requisiti del Testo Unico degli enti locali. Gli impianti vanno finiti. I conti, chiariti. La sicurezza migliorata nei fatti. Tutto va affrontato con una programmazione che impedisca di ritrovarsi ogni estate col ghiacciolo sciolto in mano a rincorrere emergenze annunciate da mesi.
Sciscioli non è imbattibile e potrà commettere errori e sottovalutare problemi, ma ha fatto una cosa per cui gli va riconosciuto un grande merito: ha tolto la maschera e ha mostrato il suo volto a tutti.
Lo ha mostrato con la Corte dei Conti. I crediti non sono prescritti, ha spiegato, e alcune contestazioni nascono da errori nella rappresentazione contabile. Lo ha mostrato con il comandante Bucci: nessun diverbio, giura. Lo ha mostrato sullo sport, con una lista di interventi immediati. Lo ha mostrato finanche ricorrendo nei suoi post a un uso così generoso delle maiuscole da far pensare che anche la tastiera avesse percepito l’emergenza.
Il passaggio più significativo è arrivato martedì scorso, durante l’ultima protesta del mondo sportivo. Avrebbe potuto cavarsela con comunicato stampa dove esprimere la “massima vicinanza” e la “costante attenzione” o peggio ancora avrebbe potuto annunciare l’apertura di un tavolo di discussione, luogo mitologico della politica italiana nel quale i problemi entrano appena nati e spesso escono già maggiorenni.
Lui ha preferito scendere in piazza Cesare Battisti e affrontare direttamente chi protestava, senzacercare di trasformare la disapprovazione in applausi e senza sollevare un palazzetto dal terreno con la sola potenza delle braccia. Però ha accettato di ascoltare senza il riparo di uno schermo, di un portavoce o della possibilità di disattivare i commenti sgradevoli. E lo ha fatto sapendo che nessuno gli avrebbe chiesto un selfie e che, con ogni probabilità, non avrebbe baciato la bella del gruppo appeso a testa in giù.
Ovviamente spiegare non significa necessariamente essere convincenti e rispondere non significa in automatico avere ragione. Significa, e di questo gli diamo atto, accettare di essere riconoscibile quando le decisioni diventano scomode; significa prendersi la responsabilità; significa, appunto, metterci la faccia.
Buon lavoro, allora, uomo s-mascherato. Glielo auguriamo con convinzione: di lavoro, davanti, ce n’è parecchio. I poteri li ha ricevuti ma le imprese vere sono tutte da fare.
Sarà anche un eroe senza mantello e senza colonna sonora, ma con la faccia scoperta sempre al suo posto, specialmente quando la scena si complica. È l’amichevole Sciscioli di quartiere. Che il quartiere se ne ricordi ogni volta che sarà chiamato a distinguere chi promette di esserci da chi, semplicemente, c’è.
Commenti
In questa narrazione dei fatti, così come esposti dall’editore in persona, che saluto con stima profonda, quasi quasi fa apparire il buon Gennaro, non un Assessore, ma un simpaticone: accettabile, schietto, sincero, non tanto perché ci ha messo la faccia, perché anche questo fa’ parte del marketing della politica, ma sicuramente lo ha reso più umano. Ma non si può dimenticare, che questa amministrazione oltre alla faccia o facciata del buon Gennaro Sciscioli, in trincea e buttato in pasto ai leoni, ci ha messo la scommessa di un Sindaco a cui è stato rinnovato il mandato, ma più di tutti ci hanno scommesso i cittadini di Corato che lo hanno votato e che si aspettano grandi cose e non solo ombrellini e zinnannà per pochi giorni l’anno. I coratini attendono pazientemente una svolta per questa Città, che si fregia di questo titolo, ma che deve avvenire intanto facendo pulizia e polizia nel nostro centro storico, rendendo la vita dei residenti e dei genitori meno preoccupata.
L’assessore Sciscioli non ha maschere e non ha superpoteri.
Ricordiamo che essere assessore alla Polizia Locale non è gestire la sicurezza della città, in mano principalmente alle forze dell’ordine. Non scherziamo. E il ramo “sport” annovera anche gli impianti, che sono di attinenza delle Opere Pubbliche. Il lavoro è sempre di pool.
Sciscioli è una persona, come tale può fare bene come può anche sbagliare. Però ricordiamoci che l’assessore, come figura, attua, esegue l’indirizzo politico dato dal consigio comunale e quindi dai partiti. Sciscioli all’inizio dell’anno ha deciso di iscriversi ad un partito, il Partito Democratico, invece che restare un “tecnico” e si è già fatto notare nelle stanze regionali del partito, come hanno già “notato” Felice Addario. Due lavoratori ed innovatori di razza.
Sciscioli non ha la maschera del supereroe, ma sicuramente ha alle spalle tante persone che costituiscono la sua corazza ed il suo bagaglio di consultazione.
Caro Giuseppe, l’ora delle attese è terminata e la piazza, l’Agorà vuole e pretende risposte immediate, anzi nemmeno quelle, vuole le svolte ed i fatti concreti. Il fatto che il Dott Sciscioli abbia scelto di aderire “spontaneamente” al PD e che si sia fatto notare nei piani alti della politica regionale, non mi fa saltare dalla sedia di gioia, anzi ti dirò di più, penso sia un problema suo e ritengo che la parola dei vostri vertici regionali valga meno di zero, vista la mia esperienza personale che tu conosci molto bene.
Sono certo che il riferimento politico ed etico di Sciscioli sia il governatore Decaro.Che sia da sindaco che da governatore non rifugge dai problemi.
Ma ci si tuffa dentro alla ricerca di una possibile soluzione. Che va costruita con l ascolto, talvolta subendo un agressione verbale, ma con onesta e lealta.Che alla fne pagano poiche discutendo e confrontandosi si trovano le soluzioni.Talvolta anche intelocutorie in attesa di una soluzione definitiva ed appagante.Questo e il volto onesto della politica che pur nella scarsita delle risorse finanziarie( che abbondano solo per acquistare una montagna di armi da Trump!) ricerca, faticosamente, le soluzioni possibili.E sciscioli e l interprete autentoco di qursto nuovo stile politico.
Che secondo l insegnamento e la pratica Decaro e destinato ad aver successo.
Congratulazioni all intrepido ma onesto assessore Sciscioli.
Ad majora!