Abbiamo finito pure la creatività

539 4 commenti

Quando nel 2018 il governo francese aumentò le tasse sul carburante solo di pochi centesimi, i francesi indossarono un gilet giallo e per mesi, ogni sabato, misero a ferro e fuoco gli Champs-Élysées. Il risultato? Macron ritirò l’aumento. Noi italiani, per decenni, abbiamo pagato accise sulla benzina per la guerra d’Abissinia, la crisi di Suez, il Vajont e se vai a vedere dentro c’erano anche le guerre puniche e la tragedia di Pompei; eppure facevamo il pieno zitti zitti. Sbuffando, ma lo facevamo. Sbuffava anche la nostra attuale premier.

Nel 2023 la Francia alzò l’età della pensione da 62 a 64 anni. Solo due anni, in fondo, ma il Paese si bloccò, i cassonetti presero fuoco, e Parigi, la Ville Lumière, rimase sommersa dai rifiuti. Da noi, nel 2011, la riforma Fornero da un giorno all’altro spostò il nostro traguardo di vecchiaia di anni. Nacquero gli esodati: gente che d’un tratto non aveva né stipendio né pensione e mentre la ministra piangeva in conferenza stampa, noi piangevamo con lei. Poi però cambiammo canale. E la legge Fornero è ancora qui.

Siamo dei vigliacchi? Non credo. Ho sempre pensato che il motivo reale per cui noi italiani, a differenza dei cugini d’oltralpe, il più delle volte abbiamo fatto fatica a scendere in piazza per protestare sia dipeso da un unico fattore: noi siamo più creativi. Sul serio. L’italiano non si ribella alla regola ingiusta, la aggira. Ce l’abbiamo nel sangue. Lo scontrino ribassato, il «senza fattura le faccio uno sconto», il cugino che conosce uno, la raccomandazione come welfare parallelo: sono stati tutti strumenti di protesta pacifici. Dicono che siamo un popolo di evasori. Sia chiaro: sui grandi evasori, quelli dei milioni, non c’è niente da ridere. Erano, sono e saranno sempre dei farabutti. Ma il piccolo sotterfugio quotidiano l’italiano non lo vive come un furto ma come legittima difesa, contro uno Stato che non vede come chi lo tutela, ma come chi gli presenta il conto.

Un conto obiettivamente troppo salato, tra i più alti al mondo, in cambio di code, ritardi e servizi che non funzionano. La nostra è stata da sempre resistenza creativa con il registratore di cassa spento. Inoltre, invece di pretendere un servizio migliore, cercavamo qualcuno che ci facesse saltare la fila. Invece di cambiare una regola, trovavamo l’eccezione per noi. Il problema restava, ma intanto avevamo risolto il nostro. Questo, per decenni, è bastato a farci sbollire l’incazzatura. Il bello è che funzionava. E mentre esercitavamo la nostra creatività, avevamo pure i nostri punti di riferimento. L’America era la terra dei sogni che ci aveva liberato dall’oppressione e che ci proteggeva, gli ebrei un popolo innocuo che aveva sofferto un genocidio che non si sarebbe dovuto più ripetere, la Russia un’opportunità per esportare le nostre produzioni. Sapevamo bene, come succede nelle commedie, chi erano i buoni e chi i cattivi.

Ma questa non è una commedia e inevitabilmente qualcosa si è rotto: la creatività, quella vera, quella che ci ha salvato per generazioni, non basta più. Non puoi postdatare un pieno di gasolio, non puoi chiedere lo sconto senza fattura al mercato internazionale dell’olio, non puoi competere con chi, a parità di condizioni, produce a costi più bassi. Anche i nostri riferimenti sono stati spazzati via. L’America non ci racconta più nessun sogno ma un incubo nel quale umiliare significa essere forti e minacciare significa saper governare. Putin è il nemico, Netanyahu no, e non si riesce a capire perché. Ci hanno tolto la mappa, ci hanno bendati e ci hanno chiesto di continuare a camminare.

Come poteva non succedere l’impensabile? A Corato, come in tutto il sud, da dieci giorni i trattori sfilano per le strade, i camion si fermano, gli studenti si uniscono. Al passaggio del corteo i negozi abbassano le saracinesche, non per paura ma per solidarietà. Sul trattore c’è anche il sindaco, c’è la Chiesa, in fondo ci siamo tutti noi e non si è rotta una vetrina. Non abbiamo imparato dai francesi, per fortuna siamo rimasti italiani: solo un po’ più stanchi. È vero, a Milano, c’è chi le vetrine le ha sfondate, ma quella è un’altra storia che con le proteste vere c’entra poco. La nostra è più semplice, ma anche più preoccupante perché potrebbe riguardare tutte le attività produttive e la Nazione intera. Quando si arrabbia un francese, è un sabato qualunque. Quando si arrabbia un italiano, vuol dire che ha finito la creatività. E un italiano senza creatività non si era mai visto. Se governassi io, avrei davvero paura.

avatar

Commenti

  • Gino (utente non verificato)

    E’ proprio così ?

  • ReCuoratino (utente non verificato)

    Lei la chiama “creatività”: riesce molto bene nell’intento di far sorridere amaramente.
    Furbizia, sopraffazione, astuzia, malizia, scaltrezza, sornioneria, prepotenza, abuso, sottomissione, prevaricazione, oppressione, angheria, vessazione: la lingua italiana offre diversi sinonimi di questa “creatività”.
    Non credo sia finita, credo invece sia sempre più appannaggio di pochissimi, come la ricchezza.

  • franco (utente non verificato)

    La sua lucida analisi difetta di un evento indimenticabile che ha forgiato il carattere e temprato gli italiani e coratini. Il Covid che ha fatto riscoprire il senso di comunità che avevamo smarrito, con il governo Conte ( si immagini la sciagura se ci fosse stata la Meloni) ha riorganizzato, con l attiva collaborazione dei comuni, un servizio sanitario che aveva distrutto la medicina di prossimità. Con gli italiani disciplinati in fila per farsi vaccinare, con i lokdown nei quali siamo rimasti disciplinati in casa per interi mesi. Con i supermercati rimasti aperti grazie ad una intesa magistrale tra il governo e le organizzazioni sindacali, seppur consapevoli dei rischi di contagio. Ed infine i 200 mila morti e la fila composta di camion militari che da Bergamo trasportava al cimitero una intera generazione di anziani, sterminata. Ed il modo stoico ed eroico, con cui gli italiani sostennero questo evento, ci ha guadagnato l ammirazione del mondo. Con 200 miliardi di pnrr conquistati!

  • Angela Amorese (utente non verificato)

    Da brividi…!!