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Demos e Rimettiamo su Hub.bazia: «Partecipazione è dialogo autentico, non pretesa ricattatoria»

La Redazione
Demos e Rimettiamo replicano a Hub.bazia: «La partecipazione si costruisce nel dialogo autentico, non nella pretesa ricattatoria»
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Demos – Democrazia solidale (di cui fa parte l'assessore alla cultura Beniamino Marcone) e Rimettiamo in moto la città – due tra le forze politiche che compongono la maggioranza – tramite i capogruppo Antonella De Benedittis e Giuseppe Di Bartolomeo, replicano alla lunga lettera con cui il 2 giugno Hub.bazia poneva all'amministrazione diversi interrogativi in merito alla riqualificazione sociale di piazza Abbazia. Sull'argomento, tramite l'ufficio stampa del Comune,CoratoLive.it aveva comunque chiesto una replica all'amministrazione. Di seguito la replica integrale.

«Con convinzione Demos Democrazia Solidale e Rimettiamo in moto la città, dinanzi alla lettera pubblicata in data 2 giugno 2022 su CoratoLive.it dal titolo “Hub.bazia all'amministrazione: «Se non siamo graditi togliamo il disturbo» a firma di Luigi Piccarreta, intendono evidenziare non solo il grande lavoro in ambito culturale svolto dall’Amministrazione Comunale e in particolare dall’Assessore alle Politiche Culturali Beniamino Marcone, non solo il complesso lavoro di rigenerazione urbana avviata, con una innovativa intuizione, grazie al lavoro sinergico dell’Assessorato alla Qualità Urbana guidato da Antonella Varesano e dell’Assessorato alle Politiche sociali guidato da Felice Addario, ma anche la discutibile pretesa di chi si assume meriti che non ha, o ha solo in parte in quanto pezzo di un puzzle più grande: piazza Abbazia è stata per anni un luogo non attraversabile, un luogo dove c’è stato un ragazzo morto ammazzato tra la gente, un luogo dove non si accedeva “senza permesso”, un luogo in cui i residenti lasciati soli avevano paura.

Il sindaco, in sinergia con la giunta e con le forze politiche, in dialogo costante con le Istituzioni preposte e con le Forze dell’Ordine, arrivando anche a fare notifica di reato per “dare coraggio” e sollecitare i cittadini e gli esercizi commerciali a denunciare vessazioni e violenze subite, ha favorito una riconquista graduale della tranquillità del centro storico e di piazza Abbazia; l’importante Marcia per la Legalità promossa dal Comune nello scorso autunno (marcia che attraversò e sostò proprio in Piazza Abbazia), dopo significative azioni di polizia e conseguenti arresti, segnò una svolta importante. La presenza e il lavoro di molteplici soggetti, prima ancora dell’arrivo di Hub.bazia che cosi rischia di derubricare e mettere in ombra il lavoro sin qui svolto da tanti soggetti ( associazioni, residenti, esercenti) ha reso possibile un netto miglioramento della vivibilità della piazza.

Consapevoli che la sicurezza si crea tessendo trame di socialità, gli assessori Varesano e Addario avviavano con Sciucuà, un importantissimo cambio di tendenza, coinvolgendo residenti e associazioni, tra cui anche Lavorare stanca con il loro Verso sud, in un percorso inedito di progettazione partecipata di tre luoghi significativi, tra cui piazza Abbazia. Intanto l’assessore Marcone lavorava ad un rilancio effettivo delle politiche culturali non solo con la non semplice riapertura del teatro (non semplice non solo per i problemi connessi alla pandemia ma per molto altro frutto dell’assenza totale di procedure, fondamentali per una gestione non personalistica della cosa pubblica) ma con un ripensamento dei luoghi della cultura come laboratori per tutti e non per piccole élite. Del resto in questa direzione era andata l’innovativa realizzazione del Natale sospeso in piena pandemia, seguito dalla programmazione estiva 2021 che ha attirato l’attenzione anche del TPP; non poco significativi poi il “riportare a casa”, per quel che può essere possibile, il Festival europeo del cinema, il rilancio del Patto per la lettura, la riapertura della Biblioteca Comunale, presenza e iniziative sociali e culturali nella stessa piazza tra cui nella scorso marzo, nell’ambito di Sciucuà, “La Fabbrica delle rose", un progetto di design pubblico ideato e condotto dal designer Vittorio Palumbo e dall'architetto Ivan Iosca co-progettato e co-gestito con le associazioni del territorio Murgia Queer, Adisco Corato, Puliamo Corato, Abracadanze Corato, ANPI Corato "Maria Diaferia", Fidapa BPW Italy – Sezione Di Corato, Harambè, Ecotecalab,Centro Italo Venezolano e Corato Open Space. In ultimo l’assessorato alle Politiche Culturali ha promosso il Teatro dei Piccoli, importantissima iniziativa in corso che pone Corato in una nuova condizione di attrattività mettendo al centro della propria azione i bambini e le bambine della città.

Intanto Lavorare stanca aveva chiesto ed ottenuto la partnership del Comune, a titolo non oneroso, per partecipare ad un bando della Regione Puglia. Un progetto interessante Hub.bazia (parte di Verso Sud) a cui il Comune aveva dato la partnership e che, anche in considerazione della partnership ricevuta dall’ente comunale, era poi risultato vincitore, ricevendo un finanziamento di circa 50mila euro dalla Regione.

Ma… pare che quel finanziamento, per quanto scritto nella stessa lettera, non sia abbastanza per avviare tutti i molteplici laboratori previsti, per l’aver fatto un gran numero di riunioni, programmazioni  e coordinamenti vari:  “Ad oggi abbiamo all'attivo: circa 60 ore di riunioni di coordinamento con una media di 8 persone partecipanti, mettiamo uno scenario cautelativo e irreale che si tratti di persone dalle competenze di base e con poca esperienza, quindi a 25 euro lordi l'ora: sono 12 mila euro. A questo aggiungiamo: l'investimento per la candidatura, la preparazione di queste riunioni, le innumerevoli telefonate e incontri ad personam, la comunicazione, le attività per abitare la piazza, avremmo praticamente già finito i soldi del bando senza neanche iniziare e neanche un'ora di laboratorio” dicono nella lettera. A questo punto, capiamo, la richiesta di ricevere finanziamenti aggiuntivi dal Comune in tempi brevi. La domanda questa volta a noi sorge spontanea: Hub.Bazia può svolgere al meglio le attività previste e approvate dalla Regione Puglia senza, almeno in questa fase, chiedere finanziamenti aggiuntivi al Comune? L’avviare al meglio le attività previste sarebbe non solo giusto e necessario ma anche il vero modo per non perdere questa ulteriore occasione di rigenerazione fattibile con fondi pubblici regionali. Del resto alla richiesta insistente di finanziamento (come se il Comune fosse un bancomat) ci risulta che il Comune ha risposto con una nota scritta sottolineando l’interesse per il progetto ma anche la necessità di una attenta valutazione nonché l’approvazione del bilancio comunale: chi pretende accusando di burocrazia i necessari passaggi che un ente pubblico deve fare o non comprende (ma come fa, in tal caso, a gestire finanziamenti pubblici?) o si muove con la logica del rapporto preferenziale che questa Amministrazione da noi sostenuta non ha mai condiviso e perseguito.

Spiacevole il passaggio con cui si contesta il bando per partecipare all’Estate Coratina: intravediamo il piglio di chi ritiene superiore il proprio fare considerando le altre organizzazioni di livello inferiore qualora riuscissero a realizzare iniziative interessanti con solo tremila euro: meglio un unico finanziamento ad una sola organizzazione? Non è questa la direzione scelta.

Incomprensibile il passaggio sul concetto di animazione che con un colpo di spugna ma con un tono saccente, cancella dibattiti di taglio sociologico, pedagogico, antropologico e di psicologia di comunità sul concetto di animazione: “viviamo in un tempo di crisi culturale drammatica e complessa. Sappiamo che la persona è al centro di una trama di relazioni politiche, economiche e culturali che spesso la condizionano e la soffocano. In questo contesto l’animazione intende svolgere, consapevolmente, la sua funzione: rendere l’uomo felice, restituirgli la gioia di vivere. È una piccola cosa questa nella mischia delle sopraffazioni, degli intrighi, degli sfruttamenti e delle violenze (…). L’animazione, utilizzando il linguaggio di Paulo Freire, è un «tema generatore» di vita nello stesso momento in cui la vita stessa è minacciata, è un modello formativo globale che mira a consentire alle persone una partecipazione attiva alla ricerca di una cultura in cui la soggettività dell’individuo sia intessuta dalla solidarietà sociale e dotata di senso” (Mario Pollo).

Forse, l’autore della lettera, abbagliato dal precoce sole estivo, ha pensato solo all’animazione dei villaggi vacanze. Abbiamo letto, dunque, con non poca meraviglia una lunga lettera pubblica di una persona che dichiara di scrivere a nome personale e che, parte di una realtà più grande, non trova però  la modalità per una condivisione dei contenuti di quella stessa lettera con i molti altri soggetti perché “Hub.bazia è un progetto ampio, con tante persone, menti, personalità, pensieri, e parlare a nome di una moltitudine così ampia richiederebbe tempi, confronti e mediazioni insostenibili e soprattutto inefficaci” (tratto dalla stessa lettera pubblicata su CoratoLive.it): una richiesta di dialogo e partecipazione, dunque, che nega, in premessa, la fiducia nel dialogo e nella partecipazione.

Affermiamo infine con determinazione che la partecipazione si costruisce nel dialogo autentico, non nella pretesa ricattatoria: siamo convinti che l’Amministrazione come è successo con le molteplici azioni già messe in campo, continuerà a sostenere residenti e associazioni, continuerà ad essere presente e a costruire rigenerazione urbana e umana, nella consapevolezza che il contributo di tutti, anche dunque dell’associazione Lavorare Stanca con le altre realtà, è fondamentale per una città e per una, due, cento piazze sorridenti». 

venerdì 3 Giugno 2022

(modifica il 10 Giugno 2022, 17:43)

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Mario Mazzilli
Mario Mazzilli
22 giorni fa

Data la mia scarsa cultura ho capito poco ma devo ammettere di essermi commosso nel sentire rappresentanti dell'amministrazione sollecitare le associazioni al dialogo e alla partecipazione .

patvitj
patvitj
22 giorni fa

Bla.. Bla.. dopo tutte queste po' po' di iniziative é cambiata la situazione, il luogo é diventato sicuro? Quali risultati vengono assicurati con la spesa di 27.000€?? Sicuramente con un presidio 24 ore su 24 ore da forze dell'ordine e vigilanza si spende di meno, risultati piú sicuri e piú certi…. Meno filosofia piú pragmatismo .