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Hub.bazia all’amministrazione: «Se non siamo graditi togliamo il disturbo»

La Redazione
In un lungo articolo le persone che hanno parte attiva nel progetto centrato sulla rigenerazione umana e urbana di piazza Abbazia, hanno indirizzato diversi quesiti all'amministrazione comunale
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Un lungo articolo per porre l'accento sulla riqualificazione sociale di piazza Abbazia. A scriverlo Luigi Piccarreta, co-fondatore, direttore artistico e organizzativo di Verso Sud – ecosistema culturale dal 2015. In realtà lo scritto è figlio di un lungo e misurato confronto tra le persone che hanno parte attiva nel progetto Hub.bazia, centrato sulla rigenerazione umana e urbana di piazza Abbazia a Corato.

L'articolo integrale

Piazza Abbazia. cosa vi viene in mente? Spaccio, degrado, abbandono, tragedie, malaffare, scenografia di eventi sporadici, frustrazione, gang e ancora abbandono: zona off-limits per grandi e soprattutto piccoli. Ma ve l'immaginate Piazza Abbazia trasformata? Ve l'immaginate Piazza Abbazia come punto di riferimento nel territorio dell'innovazione culturale, sociale e artistica? Ve l'immaginate Piazza Abbazia primo laboratorio di rigenerazione umana aperto, non in un luogo chiuso, ma in una  piazza, custode del lirismo dell'abbandono, pronta ad accogliere sempre chi voglia vederla, attraversarla, viverla?

Bello, vero? Noi lo stiamo facendo e con noi intendo noi di Hub.bazia: 7 organizzazioni del terzo settore, 3 istituzioni, abitanti della piazza, cittadini attivi, proprietari degli immobili. Queste riflessioni giungono dopo quattro mesi di preparazione e uno di apertura al pubblico, sono un primo bilancio in un momento spartiacque per le sorti del progetto e della piazza, che ne decreterà il successo o il ritorno all'abbandono sfrenato. Si tratta di una direzione culturale e politica da imprimere alla piazza e alla città, pertanto l'amministrazione comunale ha un ruolo centrale a questo tavolo, che continua a mancare, sviare, procrastinare e non riconoscere, nel solito turbinio di promesse, parole propagandistiche e inconsistenti, incoerenze nascoste dietro un  mignolino. Queste riflessioni non nascono da un giorno all'altro, ma dopo due anni di tentativi di dialogo, che è mai realmente maturato e superato le logiche di vecchia e consolidata scuola mdemocristiana: spartizione a pioggia e concertoni per strappare un articolo e qualche centinaio di like sui social per un giorno.

Si tratta di riflessioni personali per due motivi. Il primo è che il dibattito pubblico richiede di metterci la faccia, di rischiare la propria credibilità, e il dibattito pubblico, aperto, fuori dai social, a Corato, scarseggia come l'acqua che si perde nei meandri carsici e non trova la luce. Il secondo è che Hub.bazia è un progetto ampio, con tante persone, menti, personalità, pensieri, e parlare a nome di una moltitudine così ampia richiederebbe tempi, confronti e mediazioni insostenibili e soprattutto inefficaci. Per cui invito chiunque si senta preso in causa, direttamente o indirettamente, o semplicemente voglia ampliare il dibattito, a puntualizzare, integrare, sovvertire e mettere in crisi queste mie parole. Sarebbe già un primo passo importante, necessario.

I destinatari di queste riflessioni sono: da un lato la cittadinanza, in particolare quella attiva, dall'altro l'amministrazione del Comune di Corato: consiglio comunale e giunta, in particolare, le persone: Corrado De Benedittis -sindaco con delega alle politiche giovanili-, Antonella Varesano m-assessore alla qualità urbana-, Felice Addario -assessore alle politiche sociali-, Concetta Bucci m-assessore allo sviluppo economico e attività produttive -, Adriano Muggeo -assessore alla gestione finanziaria- e Beniamino Marcone, -assessore alle politiche educative e culturali-, direttissimo interessato.

Perché tirare in ballo così tante persone? Per "une evend culturele" poi? Non è per smania di audiance, ma perché da questa domanda non può sottrarsi nessun aspetto della vita personale e pubblica: perché la cultura è il modo in cui esistiamo, percepiamo e interpretiamo la realtà, quello che succede, come reagiamo e agiamo di conseguenza. In definitiva la mcultura è la nostra architettura tecnologica interna, composta da una gamma ampissima di tecnologie: linguaggio, emotività, empatia, musica, teatro, spiritualità, scienze, religioni, filosofia, astrologia, matematica, giurisprudenza, poesia e una lista lunghissima che invito ognuno a mcomporre: la lista delle proprie culture, delle proprie tecnologie interne. Subito vi accorgerete che sono le strutture che influenzano gli aspetti più importanti della nostra vita: relazioni, lavoro, affetti, progetti, soluzioni, denaro e così via.

Perché l'amministrazione del Comune di Corato? Perché il nostro lavoro si sta svolgendo a Corato, perché è qui che stiamo investendo da 7 anni, per la trasformazione della nostra comunità, per dare una forma unica e riconoscibile a un potenziale  ancora tutto inespresso. Perché Hub.bazia è un'occasione unica, difficilmente ripetibile, per generare reale impatto, per creare un modello di innovazione sociale, culturale e artistica che possa diventare punto di riferimento. Perché siamo 7 organizzazioni del terzo settore, 3 istituzioni, famiglie residenti e proprietarie degli immobili che stanno insieme, con lo stesso obiettivo, coprogettando e sperimentando ogni passo che stiamo facendo. Come tutte le occasioni, non è eterna, va colta nel momento giusto e curata, altrimenti passa. Questo è il rischio che stiamo correndo: di perdere questa occasione. Anzi, questo è quello che accadrà se non ci sarà una reazione adeguata in tempi brevi.

Bene, allora sorge spontanea la domanda: "è tutto perfetto: c'è un'amministrazione che ha fatto dei percorsi partecipati, della rigenerazione umana e gentile della città il cavallo di battaglia della campagna elettorale, questo progetto cade a fagiulo, subito dopo un altro progetto di rigenerazione (Sciucuà): quale è il problema? come è possibile che questa occasione si possa perdere?" La risposta è semplice: perché i segnali che arrivano sono incoerenti e inconsistenti. E per far accadere le cose, bisogna farle, non c'è altro modo. Dopo cinque mesi, nulla all'orizzonte.

Ma facciamo un po' d'ordine: cos'è Hub.bazia? perché sarebbe così rilevante? Hub.bazia è un progetto di rigenerazione umana incentrato su Piazza Abbazia a Corato, parte di Verso Sud – Ecosistema Culturale, vincitore del bando “Bellezza e Legalità” della Regione Puglia, che sarà realizzato da 10 organizzazioni e istituzioni del territorio. Il progetto prevede la realizzazione di 500 ore di laboratori in piazza, per circa 14 mesi incentrati sulla consapevolezza della relazione con lo spazio e il limite -legalità e illegalità- attraverso l’arte -relazione con sé- , l’architettura -relazione di prossimità-, urbanistica -relazione con il contesto urbano. La visione e lo slancio sottostante vanno ben oltre la realizzazione delle sole ore di laboratorio, mirando a fare di Hub.bazia un laboratorio di rigenerazione umana, un sistema, che non sia, come spesso accade in progetti simili, uno spazio (fisicamente) chiuso, ma che abbia come tratto identitario l’apertura intrinseca della piazza. In tal senso, le organizzazioni del progetto stanno lavorando per creare un sistema sinergico della piazza, per renderla punto di riferimento riconoscibile della cultura cittadina e del nostro territorio, facendo leva sulle specificità di ognuno e del tessuto cittadino, in un’ottica di sostenibilità olistica e stabile nel lungo periodo. Abbiamo chiamato questo orizzonte progettuale: Sistema Hub.bazia. Per riuscire a realizzarlo stiamo costruendo una rete di relazioni umane, commerciali, progettuali e istituzionali ampissima, perché l'unico modo per riuscirci è questo: tessere, e ricamare, ancora tessere e ancora ricamare come le nostre nonne, un tempo. Giusto per dare due numeri: stiamo dialogando con quasi cento persone e una ventina di organizzazioni tra profit, no-profit e istituzioni. I primi risultati sono già evidenti: la piazza è più “pulita” e frequentata dalle famiglie a detta dei residenti, la collaborazione tra le organizzazioni coinvolte è moltiplicatrice di entusiasmo, motivazione e valore, con tante contaminazioni e nuovi progetti. Giusto per citarne una in arrivo: giovedì 4 giugno mattina la piazza straborderà di energie e colori, con i contest- artistici del Liceo Artistico. Ringrazio profondamente tutte le persone che si stanno spendendo, appassionando e sentendo proprio questo percorso rendendolo unico e prezioso: mi riprometto di ringraziarvi tutti, uno per uno, mi è necessario. Il Comune di Corato è partner di progetto sin dalla candidatura senza alcun investimento, dal momento che l'intero budget di 49.900 € è totalmente coperto dal bando vinto. Non un euro sarà speso dal Comune di Corato, se non per gli apporti in natura, per la realizzazione dei laboratori oggetto del finanziamento, che sono la base del sistema. Si tratta di risorse che saranno interamente reinvestite sul territorio, su persone e organizzazioni che vogliono consolidarsi nel settore culturale. "Ma è tutto troppo giusto, come fanno ad esserci segnali incoerenti e inconsistenti? E poi quali mai saranno questi segnali?". Questi alcuni a titolo esplicativo e affatto esaustivo.

"Purtroppo Verso Sud non è una pasticceria" Eh sì, iniziamo con una cattiva notizia: Verso Sud non è una pasticceria. Peccato, perché magari sarebbe stata la giusta condizione per poter essere ricevuti dal sindaco. Dal suo insediamento non siamo mai stati ricevuti nonostante innumerevoli richieste dirette e attraverso la sua segreteria, ma convocati solo una volta di cui non racconterò i dettagli per garbo e riserbo. Quindi non siamo mai riusciti a parlare con il sindaco delle progettualità su cui stiamo lavorando, nonostante fossimo in bella vista nel programma elettorale, senza che ci fosse stato chiesto cosa ne pensassimo e quali progetti avessimo in cantiere. I pochi incontri, spesso casuali, sono stati distratti e lavativi.

"Partecipazione: sì, tu vai, che io mò vengo appresso" Il sindaco e gli assessori Marcone, Addario e Varesano hanno preso parte al primo incontro di co-progettazione di Hub.bazia con tutti i partner, portando osservazioni allineate allo spirito e allo scopo del progetto, alcune anche di indirizzo che sono state accolte. Le stesse che ora vengono disattesi. Dopo questo incontro, quasi niente, solo la partecipazione di Addario nei primi incontri immediatamente successivi, e qualche passaggio sporadico negli appuntamenti pubblici. Per onestà intellettuale, riconosco la volontà e lo sforzo dell'assessore Addario di seguire e rimanere allineato sulle evoluzioni del progetto, nonché di provare a trovare soluzioni concrete e di mediazione, come anche quello dell'assessore Varesano di discutere su aspetti specifici di propria competenza, come avvenuto per il posizionamento delle fioriere. Piccoli segnali, sì, ma che hanno comunque alimentato la fiducia in questa amministrazione, che ora si sta sgretolando. Come si possono fare i percorsi partecipati se non si partecipa? Perché questo tavolo non è meritevole della partecipazione dell'amministrazione, visto che altri, subito precedenti, lo sono stati? Sì, va beh, ma perché è importante questa partecipazione? Non (solo) perché la cantava Gaber, ma perché permette di snellire i processi decisionali: partecipando, la decisione politica si può separare dall'azione amministrativa, perché partecipando si entra già nel merito di quello che si vuole fare e come, anzi lo si costruisce insieme.

"Investiamo: certamente. non ora. ma è troppo!" Mi concederete un minimo di digressione per raccontare la parabola degli investimenti nella cultura, assai diffusa, tanto tra gli investitori pubblici quanto tra i privati: "certamente, non ora, ma è troppo" "certamente" A gennaio 2022, alla notizia di vittoria del bando, convochiamo una riunione con gli assessorati direttamente coinvolti, per coerenza storica il sindaco non ne prende parte. Obiettivo della riunione: raccogliere l'interesse dell'amministrazione a investire sul progetto con lo scopo di rendere Hub.bazia un sistema che possa diventare presidio stabile e di riferimento nel tempo. Questa è stata posta come condizione per accettare e sottoscrivere la costruzione del progetto. Diversamente, realizzare questa complessità sarebbe impossibile e poco credibile per altri investitori e sponsor. Grandi intese, idee e rassicurazioni totali: "certamente, è un progetto bello, strategico, con già in dote finanze, contenuti e organizzazioni". Ottimo, si parte! "non ora" Sulla presenza nel percorso partecipato abbiamo già detto, intanto Hub.bazia inizia a ribollire di tante idee e progettualità. Quindi ne scegliamo una da presentare con richiesta di patrocinio economico al Comune di Corato. Il lancio del progetto con un grande evento in piazza: "Il primo primo maggio in Hub.bazia" con più di 15 tra artisti e ospiti nazionali, dieci organizzazioni (anche di fuori paese) per un'intera giornata di appuntamenti e attività in cartellone. Quasi 24 mila euro di progetto, di cui 17 richiesti al Comune di Corato. Dopo diversi incontri mprocrastinati e sollecitazioni arriva una risposta dal cielo: "non ora" il bilancio non è approvato, quindi c'è limitata possibilità di spesa (c.d. spesa in dodicesimi). Il progetto piace, quindi arriva una controproposta con una riduzione del 70% del contributo, per serietà proviamo comunque a metterlo in piedi, non si riesce. Il primo maggio sfuma. "ma è troppo" Subito dopo l'aborto del primo maggio, comunichiamo che è nostra intenzione lavorare per un progetto di lancio ancora più ambizioso che prenda tutta l'estate, con l'obiettivo di portare Hub.bazia a tante persone, in particolare ai giovani, che finita la scuola potrebbero abitare la piazza nel quotidiano. Una vera rivoluzione. "Festiv.hub" un festival di 3 giorni, "Venti d'estate" 7 appuntamenti di musica, "Hub.bazia spaccia Serotonina" una rassegna di teatro in quattro appuntamenti. 14 date da inizio giugno sino a metà agosto: uno tzunami di energie, idee, persone ed economie per far conoscere la storia e il futuro di questa piazza. Circa 41 mila euro di progetto, di cui quasi 28 richiesti al Comune di Corato, da suddividere tra le tre organizzazioni promotrici. La risposta che arriva è che "è troppo". Ora dovremmo chiederci: troppo per cosa? Troppo rispetto a quale sistema di valutazione e analisi? Troppo rispetto a quali alternative? Nulla di questo è dato a sapere, quindi credo sia arrivato il momento che si apra un dibattito pubblico intorno a questi temi. Ed ecco che siamo giunti ad oggi, alla fine di questa storia di un'occasione tutta da perdere per questa amministrazione. Dopo la risposta "è troppo" abbiamo continuato con estenuanti tentativi di dialogo e mediazione, per diverse vie, perché la cosa davvero importante è che le cose accadano, e l'unico modo per riuscire a far accadere le cose è farle. Ma, evidentemente, come sempre, la vita è più intelligente di noi, quindi magari tutto questo percorso tortuoso e frustrante ci doveva portare qui, a questo punto: a portare finalmente la cultura nel dibattito pubblico, a provare a superare le logiche di vecchia e consolidata scuola democristiana.

Questo è l'ultimo campanello di allarme per riuscire a dare grande slancio, eco e impatto con questo progetto. Perché? Sin ora Hub.bazia si è mosso unicamente grazie all'investimento volontario delle organizzazioni e delle persone che ne hanno preso parte. Ma ci sono i soldi della Regione, come è mai possibile? Da un lato è una questione di motivazione e potenzialità del progetto che porta a spingersi oltre il compitino, dall'altro una questione meramente matematica che aiuta ad avere una percezione della misura di questa macchina in movimento e che rischia di affievolirsi e spegnersi. Ad oggi abbiamo all'attivo: circa 60 ore di riunioni di coordinamento con una media di 8 persone partecipanti, mettiamo uno scenario cautelativo e irreale che si tratti di persone dalle competenze di base e con poca esperienza, quindi a 25 euro lordi l'ora: sono 12 mila euro. A questo aggiungiamo: l'investimento per la candidatura, la preparazione di queste riunioni, le innumerevoli telefonate e incontri ad personam, la comunicazione, le attività per abitare la piazza, avremmo praticamente già finito i soldi del bando senza neanche iniziare e neanche un'ora di laboratorio. Se poi valorizzassimo il tempo rispetto al valore di mercato di ognuno, le cifre salgono sino quasi a raddoppiare. Ecco: questo è il potere della cultura: riuscire a generare valore oltre il denaro, una cosa folle e tanto necessaria per la nostra società occidentale. Tutto questo slancio, motivazione e investimento non sono sostenibili all'infinito, hanno bisogno di realizzarsi per continuare ad esistere e crescere. Altrimenti si disperdono nelle tante "buste di chiacchiere". Questo è l'ultimo campanello di allarme perché se ci giochiamo questa estate, in particolare giugno e luglio, saranno necessari più investimenti e altro sforzo di aggregazione, che saranno sicuramente insostenibili per le persone coinvolte. Perché, lanciando il progetto ora attireremo tante persone di Corato e da fuori, porteremmo economie al progetto e alla città che saranno necessari per costruire la credibilità per attirare nuovi investimenti, come ad esempio il lancio di crowdfunding per le fasi successive, in primis l'apertura dei locali.

Ci sono delle domande che si dipanano da queste riflessioni che rivolgo all'amministrazione. Quali modalità di lavoro sono gradite e ritenute di valore? Abbiamo provato con il dialogo, con le vie formali ed istituzionali, con i percorsi partecipati. I risultati sono invariati. Quindi, come intende lavorare questa amministrazione, secondo quale nuovo metodo tanto centrale nella campagna elettorale?

Quale leadership intende esprimere nella nostra città? L'unica leadership che vedo prendere forma è la leadership del burocrate, che mette in secondo piano contenuti ed esigenze della città, dietro la rigidità di procedure e regolamenti per legittimare la propria autorità senza autorevolezza. Una leadership che nasconde il proprio decisionismo politico dietro la macchina burocratica. Sì, perché la volontà politica di dar seguito a progetti e iniziative è stata spesa per altri contesti, ma non per Hub.bazia. Ci saremmo accontentati di questo momentaneamente. è davvero questa la strada? è questo che serve alla città? dove sono finite le parole appassionate e rinnovatrici della campagna elettorale?

Quali direzioni intende portare? Le direzioni sembrano assenti, in balia del consenso popolare e degli umori sui social, un inseguire vorticoso, che porta ad esaltare azioni ordinarie come lo sfalcio dell'erba e a non fare alcun passo avanti sostanziale in nessuna direzione. Per onestà intellettuale qualcosina si sta vedendo come per i bandi del PNRR e della recente candidatura della rigenerazione degli spazi dell’estramurale urbano ad opera del settore urbanistica del comune. Torno sul mio terreno, quello culturale, per analizzare le direzioni attualmente in campo, che sono in totale continuità con quanto avvenuto sin ora. Vi risparmierò la lunga digressione e analisi che mi auguro di poter fare in piazza con chi è interessato. Guardo all'ultimo avviso uscito: "Avviso pubblico per animare l'Estate coratina". Iniziamo analizzando le parole, che sono la direzione strutturale di quello che facciamo. "Animare l'Estate coratina", mi vengono in mente due ambiti semantici forti: il primo, quello dell'animazione dei villaggi vacanze: è questa la direzione che deve prendere la cultura a Corato? Quella di un villaggio vacanze? La seconda cosa, un agonizzante che deve essere animato, rianimato, altrimenti lo perdiamo. Al di là delle speculazioni sulle parole, questo avviso finanzierà progetti fino a 3.000 €. Ora, ditemi voi, cosa mai si può fare di rilevante con 3.000 €? Come facciamo a competere con 10-15 progetti da 3.000€, tutti diversi e scollegati tra loro, quando stanno venendo fuori rassegne, festival ed eventi di caratura nazionale e internazionale nel territorio pugliese? Ma soprattutto, questa logica spartitoria di un panino con mezza fetta di mortadella ciascuno, porta a fare cose effimere, sostanzialmente irrilevanti che, una volta terminate, tutto tornava come prima. Lo abbiamo visto direttamente con i format festival. Come possono essere, così, i progetti culturali rilevanti e allettanti per gli imprenditori e gli investitori? Così facendo imprenditori e commercianti sono come dei bancomat a cui tutti vanno a chiedere soldi "perché loro li hanno", senza mettersi minimamente nei loro panni e capire: come possono diventare interessanti per loro questi progetti? Per questo, invito gli imprenditori a questo tavolo, per costruire insieme qualcosa di rilevante, unico e riconoscibile, che possa generare un ritorno per la città tutta e anche per gli investitori stessi.

Prima di concludere, con spirito proattivo, vorrei che provassimo tutti a dare una mano a questa amministrazione nel trovare la bussola. E' chiaro, le risorse economiche sono finite, non si può mica fare tutto e questo è sacrosanto. Per cui indico questo sondaggio aperto a tutta la città, una provocazione sì, ma anche una forzatura concreta. Enzo Avitabile è un grandissimo artista, che mi piace e stimo molto, infatti, mi complimentai con l'assessore Marcone dell'operazione che è costata circa 45 mila euro a noi coratini. Ora, tutto il progetto per tutta la fase di startup richiederà un investimento paragonabile.

Quindi, coratini, suggeriamo: nel 2022 vogliamo il concertone per un giorno oppure una piazza rigenerata e in continuo fermento per i prossimi anni? Qui parlo a nome di Verso Sud: abbiamo bisogno di capire quali sono le direzioni verso cui si vuole andare, altrimenti perdiamo tutti tempo. Perché, in questo contesto, non ha senso portare altri progetti e produzioni qui a Corato. A partire da questo settembre. Alla fine mi giunge una domanda che ho ostinatamente cercato di mettere da parte: non è che il problema è Verso Sud? o ancora i tanti fantasmi e nemici cattivi che solo l’amministrazione vede? Se non siamo graditi togliamo il disturbo. Anzi, toglieremo il disturbo perché così non ci sentiamo graditi.

giovedì 2 Giugno 2022

(modifica il 10 Giugno 2022, 17:45)

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Gigino
Gigino
25 giorni fa

Ma alla fine di questo lungo discorso voi cosa volete? C'è chi vuole sistemare le strade, chi la villa comunale, chi il cimitero, chi il campo sportivo, chi il palazzetto, chi il verde pubblico ecc. ecc. ecc. Comunque chiedete a qualcuno del PD come si fa ad accontentare tutti e a sostenere eventi culturali se si riducono le entrate comunali. P. S. il concerto di Avitabile è stato fatto anche grazie agli sponsor e ha attirato a Corato tanta gente ma lo stesso è stato criticato.

Gù
25 giorni fa

La realtà è che si è spenta quella fiamma portata alta durante comizi e pre-elezioni. La voglia di cambiamento è durata poco. Non c'è più speranza. Meglio ritornare al voto e dare il paese in mano a chi possa fare qualcosa di concreto. E bisogna essere onesti e obiettivi nel riconoscere il fallimento. Questi ragazzi, come tanti altri che si dedicano anima e corpo al bene del paese, devono avere il massimo appoggio. Sono da ringraziare ogni santo giorno.

Gaetano Bucci
Bucci Gaetano
25 giorni fa

Una lettera pubblica che fa riflettere su certi esiti tanto tristi quanto annunciati della politica locale. Una lettera che soprattutto fa pensare sulla situazione di una gioventù locale che forse scambia la cultura con le rappresentazioni di piazza, e queste ultime come soluzione alle questioni lavorative. La città assediata non da chi vuole servirla, ma da chi vuole servirsene. Una situazione assurda, in cui “Lavorare stanca” non è poesia dell'esistenza, ma falsa retorica della febbre di emergere. Hub-bazia?.. Anche Carmela piange.

Pier Luigi
Pier Luigi
25 giorni fa

In generale bisognerebbe ascoltare entrambe le campane, pertanto anche il pensiero dell'amministrazione comunale. Ognuno, nel proprio giudizio, dovrebbe cercare di essere super-partes, anche i noti commentatori cronici coratini a cui basta, come sempre, ascoltare una delle due parti (ovviamente non l'ammin.) per emanare la propria sterile sentenza.