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Consiglio comunale, l’opposizione resta a casa. D’Introno si allontana sempre più dalla maggioranza

Giuseppe Di Bisceglie
Giuseppe Di Bisceglie
Approvato il rendiconto di gestione e gli atti propedeutici al bilancio di previsione. Ma è polemica interna
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La totale assenza di esponenti politici del centrodestra e questa volta anche dei consiglieri comunali di opposizione Bovino Vito, Bovino Michele e Anna Malcangi, aveva lasciato presagire una certa celerità nei lavori del consiglio comunale che si è celebrato nella giornata di ieri. Presenti sul banco delle opposizioni soltanto il consigliere del gruppo misto Vincenzo Mastrodonato e la consigliera UDC Graziella Valente, che da sempre comunque osservano un atteggiamento moderato nell'attività politica. Maggioranza schierata quasi al completo, con l'unica defezione del consigliere Tambone, fermo a casa per il Covid. 

I preliminari

Le scintille si sono fatte vedere, però, immediatamente nei preliminari di seduta rievocando quella difficile situazione di convivenza che ormai caratterizza il rapporto tra la maggioranza a il gruppo del Partito Democratico, in particolare con la capogruppo Nadia D'Introno, questa volta in distonia anche con il suo collega di partito Aldo Addario. Oggetto della contesa, ancora una volta, l'emendamento al Documento Unico di Programmazione proposto dalla stessa D'Introno durante la seduta del consiglio comunale dello scorso 4 maggio. L'emendamento, che ottenne 5 voti favorevoli e 14 voti di astensione, fu dichiarato bocciato. Ed è proprio su questo punto che la capogruppo PD ha chiesto ulteriori spiegazioni alla presidenza del consiglio e alla segreteria generale dell'Ente, dibattendo sul regolamento ed eccependo che tale emendamento possa essere dichiarato bocciato. 

Un lungo braccio di ferro sull'interpretazione del regolamento, su come dovesse essere interpretato il voto di astensione (astensione dal voto o astensione nel voto e quindi scheda bianca?), scambi di battute dalle quali è emersa la necessità di rendere più chiaro il regolamento ma anche la volontà della consigliera D'Introno di non soprassedere sulla possibilità di inserire il suo emendamento nel DUP.  Un problema di forma che si è inevitabilmente tradotto in un problema politico: tre ore di dibattito, all'interno del quale vi è stata anche una sospensione, con animi che si sono surriscaldati a porte chiuse, con voci che riecheggiavano all'interno del Palazzo nonostante i microfoni spenti. Segno di un nervosismo interno molto spiccato e prova di una spaccatura, tra maggioranza a Partito Democratico, che si va allargando sempre di più. 

Al rientro dalla sospensione i consiglieri comunali di maggioranza (Palmieri, Colonna, Di Bartolomeo, Antonella De Benedittis, D'Imperio e lo stesso sindaco tra gli altri) hanno portato all'attenzione dell'assemblea quelle che furono le dichiarazioni di voti espresse nel corso della riunione del 4 maggio: intento dell'assemblea era quello di non far passare l'emendamento e – come ha spiegato il sindaco – per il solo bon ton istituzionale non si era votato contro la proposta della D'Introno. Fatto sta che, per la capogruppo PD, l'assenza di voti contrari alla proposta determina un accoglimento dell'emendamento. Questione di forma, certamente, ma che merita un approfondimento in sede di commissione per emendare il regolamento da possibili corto circuiti, come in questo caso. È stata la stessa presidente del Consiglio a proporre una rettifica del verbale dello scorso 4 maggio: i gruppi consiliari di maggioranza, però, hanno scelto di non partecipare al voto. Si è comunque andati in votazione, raccogliendo il solo voto favorevole del consigliere Addario. Rettifica al verbale dichiarata passata.  Al di là dell'aspetto puramente tecnico, quanto accaduto nel preliminare di seduta, è il segno di una evidente tensione, sembrerebbe non più sanabile, tra la capogruppo D'Introno (non sempre seguita dal suo collega Addario), e la maggioranza. 

La presentazione del nuovo assessore

Il consiglio comunale di ieri è stata la prima assemblea, dallo scorso 30 settembre, che ha visto la presenza della giunta completa seduta ai suoi banchi. Con la nomina, avvenuta nella mattinata di ieri, dell'assessore Luisa Addario, alla quale il sindaco ha conferito del deleghe alle culture giovanili e alle attività internazionali, si riempie il buco lasciato dalla già assessore Federica Buonsante, dimessasi a meno di un anno dalla sua nomina. Dopo aver raccolto il saluto di tutta l'assemblea, Addario ha dato di sé la definizione di "persona semplice"«che ad oggi mai è stata addentro alla burocrazia della politica e alle logiche non scritte della politica». «Avevo pensato a qualche parola da dire – ha continuato la neo assessore – e la coincidenza vuole che avevo pensato al concetto dell'equivalenza della forma e della sostanza. Dopo queste 3 ore e mezza ho pensato di contestare De Sanctis: la forma diventa sostanza a condizione che si abbia un progetto di sostanza che comporti la crescita armonica e serena della nostra collettività. Tale crescita non può tralasciare i giovani».

La trattazione dell'ordine del giorno

Gran parte dei punti all'ordine del giorno, trattati nel corso della seduta, sono stati atti tecnici propedeutici all'approvazione del bilancio di previsione. Già al terzo punto, ossia all'approvazione del regolamento sull'addizionale comunale IRPEF, il botta e risposta tra dirigente, amministrazione e la capogruppo PD D'Introno si è fatto incalzante con voli di stracci sempre più evidenti. D'Introno (che non fu presente alla riunione di commissione) ha rivendicato la volontà di esentare i redditi inferiori ai 15mila euro dall'addizionale, sostenendo una certa propensione all'adozione dell'atto da parte dei commissari. Parole che hanno scatenato le ire del consigliere D'Imperio che, tra l'altro, ha invitato il sindaco a prendere provvedimenti (leggasi divincolarsi dal Partito Democratico, ormai considerato ostruttivo alle attività della maggioranza). Atteggiamento anche stigmatizzato dal consigliere del gruppo misto Mastrodonato («Basta! I panni sporchi lavateveli in casa, io mi vergogno di stare in questa assemblea oggi»)

Dalla trattazione del punto è emerso che l'eventuale esenzione per un reddito inferiore uguale ai 15mila euro comporterebbe un gettito nelle casse comunali minore di 1 milione di euro. «Da dove dovremmo prendere queste risorse?» si è chiesto l'assessore Muggeo, paventando la possibilità che una riduzione delle entrate corrisponderebbe a una riduzione dei servizi erogati al cittadino per pari importo. «Eppure comuni a noi limitrofi hanno adottato l'esenzione, persino Andria che non ha un bilancio in salute» ha rilevato la consigliera D'Introno, chiedendo un eventuale ritiro del punto se fosse stata confermata la proroga per l'approvazione degli atti (fissata al 31 maggio). Si vedrà in seguito come la riflessione della consigliera D'Introno sia diventata un assist per sferrare un nuovo attacco. 

Se le imposte comunali seguono l'andamento della normativa nazionale, non subendo sostanziali modifiche, per quanto riguarda la tassa sui rifiuti l'incremento sarà sensibile in particolare per le utenze non domestiche che subiranno una variazione al rialzo di circa il 18%. Dell'argomento ci siamo occupati negli scorsi giorni e in sede di Consiglio Comunale sono state ribadite le argomentazioni che già avevamo riportato.

Il rendiconto di gestione

È sul rendiconto di gestione che si è consumato un nuovo scontro politico che ha addirittura diviso in due gli orientamenti di voto all'interno del Partito Democratico. Utile alla trattazione del punto è stata anche la relazione del presidente del collegio dei revisori dei conti del Comune che ha dato sostanziale parere positivo al rendiconto, evidenziando tuttavia alcuni passaggi al fine di "consigliare" una risoluzione di eventuali problemi. Un argomento molto tecnico, sviluppato in maniera altrettanto tecnica, dal quale però sono emersi degli spunti politici interessanti, come la necessità di una ricognizione dei debiti possibili da contenzioso (si calcola un fondo rischi di circa 4 milioni di euro) e una rivisitazione dei crediti dell'Ente per comprenderne l'effettiva esigibilità. 

Anche in questo caso le domande della consigliera D'Introno si sono fatte incalzanti. La consigliera ha chiesto conto delle cifre stanziate per la realizzazione dell'Urban Center (circa 1 milione di euro, più o meno quanto il mancato gettito di un eventuale esonero IRPEF per cittadini con reddito minore o uguale a 15mila euro). «Come sono state utilizzate?» ha chiesto la consigliera. «Non è stato possibile configurare con il termine urban center alcuni degli affidi già fatti. Ma appena approveremo il bilancio, vedrete la nascita del luogo della progettazione, anche fisico, urban center» ha spiegato il sindaco. Una risposta che non ha soddisfatto la consigliera che ha nuovamente riproposto la domanda. Una domanda al quale il sindaco ha scelto di non rispondere. 

D'Introno ha poi contestato la «scarsissima capacità dell'Ente di incassare: abbiamo residui attivi per circa 18 milioni, non abbiamo nemmeno la capacità di incassare il canone della Regeneretion Home di 50mila euro annui non versato dal 2017, nemmeno la capacità di incassare i canoni di concessione dei distribuitore di benzina, ma non riusciamo a trovare 1 milione di euro per l'esonero dell'addizionale Irpef?». 

Il risultato è stata la decisione di non assegnare un voto positivo al rendiconto di gestione. Qui il caso è diventato politico nel momento in cui il collega di partito Addario ha espresso il parere favorevole del PD al punto. «Le risposte che ho ricevuto -ha detto la D'Introno – parziali e incomplete non mi fanno stare tranquilla e non ritengo ci siano i presupposti per un voto positivo. Il PD è favorevole, io mi dissocio. Avrei votato contro il rendiconto, ma per disciplina di partito non parteciperò al voto». Il rendiconto di gestione è passato all'unanimità. Nel frattempo Mastrodonato e Valente avevano già abbandonato i lavori. 

Il consiglio ha poi licenziato tutti gli ulteriori punti all'ordine del giorno all'unanimità dei votanti.

mercoledì 1 Giugno 2022

(modifica il 10 Giugno 2022, 17:51)

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Ciccillo
Ciccillo
27 giorni fa

Ma PD significa Perrone-D'intorno?

Mario Mazzilli
Mario Mazzilli
27 giorni fa

L' intento dell'assemblea era quello di non far passare l'emendamento, è stato spiegato in Consiglio, e allora perché la maggioranza si è astenuta nuovamente e non ha votato contro ? Tutto si sarebbe risolto, è inutile ora recriminare.

Luigi Acella
Luigi Acella
27 giorni fa

Parlate di un milione di euro per l'esonero dell'addizionale Irpef, somma che viene contestata, perché per porre fine alla querelle non vi procurate dal Comune la simulazione delle probabili entrate e non la pubblicate ????????????????

G. R.
G. R.
27 giorni fa

CHE PENA VEDERD CORATO OSTAGGIO DI QUESTA AMMINISTRAZIONE INCONCLUDENTE. STACCATE LA DPINA E TORNATEVENE A CASA SUBITOOOOOO!!!!

franco
franco
27 giorni fa

qui non si tratta più di divergenze di opinioni ma di vera e propria strategia politico/amministrativa differente dal PD alla consigliera D'INTRONO.- non si intende se la differenza di pareri su qualsiasi punto all'ordine del giorno debba proseguire ancora ed allora che cosa aspetta il PD a dichiarare la non più appartenenza della consigliera o invece se la tattica della consigliera porti proprio a questo fine e cioè non dimettersi ma essere la spina nel fianco della maggioranza sino alla fine del mandato! mi pare logico da quel che leggo naturale che la stessa si interroghi e ci faccia sapere sulla inefficace macchina comunale circa il recupero di somme sia pure piccole..come darle torto?

Gataleta Giuseppe
Gataleta Giuseppe
27 giorni fa

Vedete se sistemte i fatti a posto dire le chiacchiere che sono un anno e mezzo e non si vede nulla cambiato solo o piantato un albero di banane e i fatti dove sono

Zio Antonio
Zio Antonio
27 giorni fa

Apprendiamo con piacere che è nato un nuovo gemellaggio D'introno – Perrone – Bovino.