Cultura

La pala della “Pietà”, nella Chiesa dei Cappuccini i resti dell’antica chiesa di Piazza Di Vagno

La Redazione
In una conferenza l'analisi dell'opera di Oppido
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Chi era Giovanni Donato Oppido? E cosa c'entra con la città di Corato? Domande che suscitano enormi curiosità ma alle quali si fatica a dare una risposta. Perché all'apparenza la figura di Oppido sembra totalmente scollegata con la città di Corato, quasi sconosciuta si potrebbe osare di dire. La relazione del professor Mauro Vincenzo Fontana, che ha parlato al pubblico in un convegno ospitato nella Chiesa dei Cappuccini, ha però fornito risposte interessanti e fatto luce sul legame che intercorre tra l'artista e la nostra città, partendo dall'analisi della pala d'altare la "Pietà", presente proprio nella Chiesa dei Cappuccini ed eseguita proprio da Oppido, esempio della cultura figurativa lucana del primo Seicento. 

Fontana, docente di Museologia e critica artistica e del restauro presso l’Università degli Studi Roma Tre, ha delineato il contesto storico in cui ha operato l'artista Oppido, illustrato le contaminazioni artistiche fra pittori fiamminghi e artisti dell'arte figurativa napoletana e del territorio lucano. Particolare ispirazione all'arte fiamminga si ritrova anche nell'opera di Oppido, che ne riproduce la plasticità delle figure, dei colori, della ricercatezza nei particolari e della mimetizzazione della natura. Mostrando anche analogie con opere di altri artisti del suo tempo, ci si è interrogati anche su come Oppido sia arrivato a lavorare per Corato, dopo Matera e Altamura, passando poi per Barletta, Castellaneta e Francavilla Fontana.

Una esposzione chiara, quella del giovane docente di critica artistica, che ha portato quasi ad entrare nelle tele presentate e a rivivere il territorio del viceregno e di Matera nel 1600 per conoscere e scoprire come nasceva un'opera d'arte e come artisti distanti fra loro per cultura e territorio potessero trovare materiale di studio a cui ispirarsi.

Perché la pala d'altare della Pietà

Nella Chiesa dei Cappuccini viene custodito l’unico antico manufatto artistico appartenente alla Chiesa del Sacro Monte di Pietà, demolita perché pericolante in seguito ai crolli provocati dal disastro idrogeologico del maggio 1922 nell’ex Piazza del Popolo, oggi Piazza Di Vagno. La tela, rappresentante la Vergine che sostiene il corpo di Cristo morto ai piedi della Croce, attorniata da San Giovanni, la Maddalena, Maria di Cleofa e un Angelo orante, fu salvata e portata nella chiesa dei Cappuccini dall'allora confraternita del sacro monte di pietà di cui oggi è emanazione l’Ente Morale "Istituto Regina Elena". Nel celebrare il centenario dell'avvenimento, l'ente morale vuole recuperare memoria storica e identità culturale che appartiene alla nostra città e sottolineare l'importanza della valorizzazione e conoscenza del patrimonio che ci viene tramandato.

La lectio magistralis del prof. Fontana rientra nell'ambito del progetto “Trame e intrecci di arte e storia nell’ex complesso conventuale dei Cappuccini a Corato”, con il patrocinio del Comune di Corato e una fitta rete di collaborazioni con due Istituti di Istruzione Secondaria della città; la Scuola dell’Infanzia “Regina Elena”; l’Associazione “Presidio del libro”; l’Associazione “Amici dei Musei”; le Associazioni dell’Interassociativo “Rete Attiva”, Fedora Studio Esperimento.

lunedì 30 Maggio 2022

(modifica il 10 Giugno 2022, 18:03)

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