Cultura

Il professor Fontana a Corato illustra la “Pietà” di Oppido Materano nella Chiesa dei Cappuccini

La Redazione
Il relatore è docente di Museologia e critica artistica e del restauro presso l'Università degli Studi Roma Tre
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Parte di uno dei più antichi complessi conventuali esistenti a Corato, quella dei Cappuccini è una piccola Chiesa risalente a XVI secolo che custodisce autentiche testimonianze della storia della nostra città e un patrimonio artistico e culturale di inestimabile valore.

È nella Chiesa dei Cappuccini, infatti, che viene custodito l’unico antico manufatto artistico appartenente alla Chiesa del Sacro Monte di Pietà, la cui storia si è sgretolata in seguito al disastro idrogeologico del 1922 che, nell’ex Piazza del Popolo, oggi Piazza Di Vagno, vide crollare un gran numero di palazzi storici, tra cui Palazzo Pedone, Palazzo Pagano e soprattutto il Palazzo Ducale o Nuovo, dal nome dell’ultimo proprietario.

Testimonianza dell’artista Giovanni Donato Oppido (1601-1634) è la pala d’altare della “Pietà”, rappresentante la Vergine che sostiene il corpo di Cristo morto ai piedi della Croce, attorniata da San Giovanni, la Maddalena, Maria di Cleofa e un Angelo orante.

A cento anni da quello storico avvenimento, l’Ente Morale "Istituto Regina Elena" – emanazione dell'antichissima Arciconfraternita Sacro Monte di Pietà – intende rinnovarne la memoria ripercorrendo le tappe delle trasformazioni della nostra città dal 1922, nell’ambito del progetto  “Trame e intrecci di arte e storia nell’ex complesso conventuale dei Cappuccini a Corato”, con il patrocinio del Comune di Corato e una fitta rete di collaborazioni con due Istituti di Istruzione Secondaria della città; la Scuola dell’Infanzia “Regina Elena”; l’Associazione “Presidio del libro”; l’Associazione “Amici dei Musei”; le Associazioni dell’Interassociativo “Rete Attiva”, Fedora Studio Esperimento.

Il 28 maggio, all’interno della Chiesa dei Cappuccini, alle 19.15, la pala d’altare la “Pietà” di G. D. Oppido sarà oggetto di una “Conversazione a tema” per riscoprire l’opera del Maestro materano, esempio della cultura figurativa lucana del primo Seicento, che svolse la sua attività tra Matera e alcune città della Puglia, quali Corato, Altamura, Barletta, Castellaneta e Francavilla Fontana.

A condurre l’analisi, dal titolo “Giovanni Donato Oppido a Corato e la Riforma nel Viceregno”, il prof. Mauro Vincenzo Fontana, docente di Museologia e critica artistica e del restauro presso l’Università degli Studi Roma Tre.

Già docente all’Università degli Studi della Basilicata e poi all’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, il prof. Fontana è membro del collegio di Dottorato in Storia, territorio, patrimonio culturale dell’Università Roma Tre, e autore di oltre un centinaio di pubblicazioni su temi e problematiche che riguardano la cultura figurativa dell’Italia centro-meridionale.

Materano come l’artista Oppido, il prof. Fontana è autore e curatore di numerose mostre e volumi di storia e di storia dell’arte, ed è uno degli intellettuali lucani di maggiore eccellenza e di più luminosa carriera in ambito scientifico ed accademico. Dal 2018 è direttore scientifico della collana “Meridiana. Studi e fonti sull’Italia mediterranea” (Matera, Edizioni Giannatelli) e condirettore della collana “Pensieri ad Arte” (Roma, Editoriale Artemide).

La pala d’altare è anche il filo conduttore delle “Narrazioni itineranti” del 26 maggio (ore 18.30) e del 12 giugno (ore 10.30) in collaborazione con l’Associazione “Amici dei Musei” che, partendo proprio da Piazza Di Vagno, ripercorrono le tracce della storia del disastro idrogeologico del 1° maggio 1922, passando dalla Sala 1922 del Museo della Città e del Territorio per concludersi nella Chiesa dei Cappuccini.

Le visite guidate sono gratuite e aperte a tutti i cittadini previa prenotazione via Whatsapp al n. 3405747065 o alla mail: amicideimusei.corato@gmail.com

“Trame e intrecci di arte e storia nell’ex complesso conventuale dei Cappuccini a Corato” è l’iniziativa organizzata e promossa dall'Ente Morale "Istituto Regina Elena", che, da maggio a dicembre, si articolerà in laboratori, conferenze e visite guidate per la valorizzazione del patrimonio e la ricerca della consapevolezza identitaria, con l’intento di rafforzare il legame fra l'ex complesso dei Cappuccini e il centro storico della città, e fra la loro storia e il nostro presente.

Terza tappa del programma di valorizzazione del patrimonio conventuale dei Cappuccini, avviato con la pubblicazione di “In paupertate splendor” e l'iniziativa “Trame di luce” del 2021, il progetto è vincitore del Fondo Speciale Cultura e Patrimonio Culturale, del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia.

Le date e i dettagli di tutte le attività saranno resi noti di volta in volta.

Tutte le iniziative si svolgeranno nel rispetto delle vigenti normative.

giovedì 26 Maggio 2022

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