Cronaca

​Più forte delle bombe: Jlisa fugge dalla guerra nel grembo materno e nasce nell’ospedale di Corato

Giuseppe Cantatore
Giuseppe Cantatore
La piccola è nata alle 4.25 di domenica scorsa​ da una donna ucraina andata via di corsa dal suo Paese quando era già all'ottavo mese di gravidanza e poi accolta da una famiglia biscegliese insieme a un'altra figlia di 8 anni
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Con quella manina innocente che spunta nella sua prima fotografia, Jlisa non può ancora comprendere di aver superato – insieme a sua madre – una prova ben più grande del parto. Fuggita dalla guerra mentre era ancora nel grembo materno, la piccola è infatti nata – alle 4.25 del giorno di Pasqua – a oltre 2mila chilometri dalla sua casa, nel reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale Umberto I di Corato. A darla alla luce è stata una donna ucraina scappata di corsa dal suo Paese quando era già all'ottavo mese di gravidanza e poi accolta da una famiglia biscegliese insieme a un'altra figlia di 8 anni. Davvero una bella notizia che rappresenta una sorta di contrappeso – seppur simbolico – rispetto agli orrori e alla devastazione di quanto sta accadendo nell'est dell'Europa.

«È un parto che ha suscitato in tutti noi una grande emozione» spiega il responsabile del reparto di ostetricia e ginecologia dell'Umberto I, Lucio Nichilo. «Sia la bimba che la mamma vengono coccolate tantissimo e fa specie pensare a quello che avrebbero dovuto passare se non fossero riuscite a fuggire dall'Ucraina. Ora la mamma vive certamente un momento di grande felicità, ma nei suo occhi ho visto un velo di tristezza per tutto quello che sta accadendo».

La mamma, molto giovane, non ha ovviamente potuto avere accanto a sé la sua famiglia, nè tantomeno suo marito, rimasto in patria. Ma chi l'ha accolta, a Bisceglie, le è stata vicino anche in questo importante momento. «È una notizia che mi commuove» commenta il sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano. «Il simbolo della luce che vince sull'oscurità dei tempi che stiamo attraversando, del bene che prevale sul male. Non ci poteva essere messaggio migliore di pace, di vita e di speranza.Omnia vincit Amor, l'amore vince su tutto». Sia la mamma che la bimba stanno bene e già nelle prossime ore dovrebbero lasciare l'ospedale di Corato.

mercoledì 20 Aprile 2022

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