Cronaca

Un legame da spezzare. La Dia: ​«Qualificati referenti dei clan baresi si ritrovano anche a Corato»

Giuseppe Cantatore
Giuseppe Cantatore
Quella che fino a qualche anno fa poteva sembrare quasi un'eresia, è ormai una dura realtà e trova continue conferme nei rapporti semestrali della Dia, la direzione investigativa antimafia
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Gli elementi di alcuni clan di Bari operano anche nei comuni del nord barese, tra i quali Corato. Quella che fino a qualche anno fa poteva sembrare quasi un'eresia, è ormai una dura realtà e trova continue conferme nei rapporti semestrali della Dia, la direzione investigativa antimafia. La relazione diffusa ieri – relativa al periodo gennaio-giugno 2021 – corrobora un quadro secondo il quale tra il capoluogo e la nostra città esiste un collegamento più volte rilevato dagli investigatori.

«Qualificati referenti dei Capriati, ma anche dei Mercante-Diomede, si ritrovano nei comuni del nord barese Molfetta, Giovinazzo, Ruvo di Puglia, Terlizzi, Triggiano, Corato e Palo del Colle» si legge nel rapporto. D'altronde, spiega la Dia, «l’interconnessione esistente tra le dinamiche criminali del capoluogo barese e quelle dei paesi limitrofi caratterizza lo scenario della provincia, dove la presenza dei numerosi gruppi sarebbe diretta espressione delle “agenzie mafiose” della città che perseguono tal scopo attraverso l’opera sia di mafiosi, sia di fidati referenti in loco, sia l’affiliazione di soggetti apicali delle compagini delinquenziali operanti nei singoli Comuni. Gli altalenanti rapporti di conflittualità e di alleanze che contraddistinguono l’andamento mafioso metropolitano si ripercuotono infatti in modo speculare nella provincia, come confermano le evidenze di analisi e gli accertamenti giudiziari del semestre».

Pur con tutte le cautele del caso, spunta anche un inatteso spiraglio di luce. «A Corato – scrive ancora la Dia – sembrerebbero temporaneamente regredite le mire espansionistiche del clan Capogna di Andria originatesi a seguito dell’alleanza con i Capriati. Rileva in tale contesto il provvedimento di fermo di indiziato di delitto eseguito il 31 maggio 2021 di un elemento contiguo al clan andriese che, unitamente ad altri soggetti, avrebbe preso parte ad un’associazione per delinquere armata finalizzata ai furti di autovetture e operante tra le province di Bari, BAT e Foggia. Il provvedimento scaturisce dalle articolate indagini che hanno organicamente documentato l’esistenza di una consorteria estremamente spregiudicata e dinamica, attiva nelle province di Bari e BAT» con base tra Corato e Andria.

Più in generale, continua la Dia, «in tutta la provincia la principale fonte di introiti per i clan continua a essere rappresentata dai traffici di sostanze stupefacenti. Nel settore diverse sarebbero le modalità operative che confermano la capacità dei gruppi criminali di portare a termine i propri obiettivi, senza escludere proficue collaborazioni con le consorterie albanesi. […] Anche le rapine continuano a rappresentare in provincia di Bari un business di interesse per la criminalità locale, sia come eventi isolati, sia come vero e proprio metodo di immediato approvvigionamento di liquidità per le organizzazioni criminali che controllano il territorio, destando particolare allarme sociale quando sono consumate nei confronti dei portavalori e degli autotrasportatori di generi alimentari».

Tra le valutazioni generali fornite dalla Dia, ce n'è infine una che sembra fare il paio con quanto accaduto a Corato negli ultimi mesi. «I sodalizi pugliesi continuano a mostrare una particolare propensione per le estorsioni ai danni di attività imprenditoriali e commerciali condotte spesso mediante gravi forme di danneggiamento alle strutture ed ai mezzi di produzione». Una piaga, quella del pizzo, emersa in maniera prepotente anche in città, con gli episodi criminosi e gli arresti messi a segno nei mesi scorsi.

venerdì 8 Aprile 2022

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nerdrum
nerdrum
2 mesi fa

analisi impeccabile della dia, dettagliata e con precisi riferimenti a famiglie e città. ok. e quindi? qual'è la cura? quali sono gli interventi messi in campo o da mettere in campo? nn è dato sapere.

franco
franco
2 mesi fa

ma perchè meravigliarsi più di tanto? Corato isola felice e da quando? pizzo estorsioni ecc ecc droga che altro ci vvuole per rendersi conto che corato non è più che una longa mano della criminalità in terra di bari?

franco
franco
2 mesi fa

concordo con nerdrum e rifaccio mia la domanda finale-qual'è la cura? aggiungo solo che il dott.NITTI a suo tempo- pochi mesi orsono- ha speigato in maniera semplice ed efficace l'influenza della criminalità ormai nel barese e soprattutto nella BAT presso la cui Procura si era insediato

franco
franco
2 mesi fa

insisto come già fatto poche ore orsono – ha ragione NERDRUM qual'è la cura? e inoltre il Proc.DOTT NITTI lo aveva già esplicitato appena insediatosi a TRANI