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Il destino dell’Asipu, tra conti e desideri. La commissione si aggiorna

La Redazione
La volontà politica è quella di tenerla in piedi
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La tanto attesa commissione consiliare, convocata dal presidente Mimmo Pisicchio, relativa al destino dell'Asipu si è finalmente tenuta. Una sola seduta, tuttavia, benché lunga, tecnicamente complessa e particolarmente produttiva sul piano dello scambio di informazioni e di pareri, non è stata sufficiente a definire tutti gli aspetti che saranno poi affrontati in consiglio comunale. La commissione, infatti, si è aggiornata ad una prossima seduta per affrontare, ancor con maggiore dovizia di particolari, gli aspetti di una questione che è risultata da subito particolarmente spinosa sia sul piano tecnico che sul piano politico. È proprio su questi due binari che si è sviluppato il dialogo: dai lavori della commissione è emerso che sarà il prevalere di un aspetto sull'altro a determinare il futuro dell'azienda in house del Comune di Corato. L'orientamento maggioritario sembra però essere chiaro: nonostante tanti dubbi, nonostante tante perplessità, nonostante le evidenti criticità rilevate, la volontà politica di tenere in vita l'azienda è dominante. 

Durante la seduta sono intervenuti il dirigente comunale, l'ingegner Gianrodolfo Di Bari, l'amministratore unico dell'Asipu, l'avvocato Renato Bucci, il presente del collegio dei revisori dei conti dall'Asipu, il dottor Mininno e il presidente del collegio dei revisori dei conti del comune di Corato, il dottor Galizia. Da subito il dibattito è arrivato ad un bivio: valutare la questione Asipu da un punto di vista strettamente ragionieristico o far prevalere la volontà politica? Secche le domande della consigliera del Partito Democratico Nadia D'Introno: «La società si trova in uno stato di conclamata crisi, è insolvente. Negli ultimi due esercizi il bilancio si è chiuso in perdita, il capitale sociale ha un risultato negativo e dalle risultanze del bilancio 2020 si rileva che parte dei crediti dell'Asipu è di dubbia esigibilità» ha detto in premessa. Alla luce di questo come è possibile salvare l'azienda?

Dalla totalità degli interventi è emersa la necessità di definire il rapporti che intercorrono tra ASIPU e SANB. «Se SANB si accollerà i debiti di ASIPU la situazione è risolta» ha detto il presidente dei revisori dei conti ASIPU. Una soluzione semplicistica che è apparsa inverosimile anche ai proponenti. Ma, in fin dei conti, sarebbe una delle pochissime strade percorribili per salvare l'azienda. Una considerazione nata alla luce della relazione dell'amministratore unico che ha parlato delle continue attività di transazione con i debitori che si stanno anche risolvendo in molti casi in maniera positiva per l'azienda. «Ma non basta. Se a monte non c'è una ridefinizione dei rapporti con SANB non se ne viene a capo» rispondono i tecnici.  

Un altro dato emerge tuttavia chiaro dalla relazione dell'avvocato Bucci: «I creditori stanno aspettando perché confidano nella continuità aziendale». In altri termini, chi aspetta il pagamento dei debiti non ha ancora mosso formali rivendicazioni confidando in una ripresa delle attività aziendali. Ma, ad oggi, l'unica fonte di sostegno dell'Asipu sono le ridotte attività per conto del Comune e il pagamento dell'affitto di alcuni beni da parte di SANB per mezzo milione di euro annui. Iniezioni troppo limitate.

Può la situazione ASIPU influire in negativo anche sul bilancio comunale?

È una delle domande che ha formulato in maniera chiara e inequivocabile Nadia D'Introno. Il dottor Galizia, presidente del collegio dei revisori dei conti del Comune, ha risposto in maniera affermativa all'interrogativo. «Mi auguro che questo non accada» ha scongiurato Galizia, facendo però rilevare che già durante la gestione commissariale ci si è trovati a dover approvare debiti fuori bilancio relativi all'ASIPU .«Abbiamo dovuto attestare la mancata conciliazione di debiti e crediti tra Asipu e Comune» ha riferito il tecnico.

Se i numeri parlano chiaro e non promettono nulla di buono sulla opportunità di sopravvivenza dell'azienda, c'è l'aspetto politico che diventa un vero e proprio salvagente., «Non sarò il liquidatore né il necroforo dell'ASIPU» ha ribattuto l'avvocato Bucci. «Non ho preso impegni sul futuro e non posso prendere impegni se non c'è continuità. Non posso nemmeno assumere. Siamo noi che decidiamo il futuro» ha rilevato, facendo notare che non c'è via di ritorno alla liquidazione e che la legge non consente la riapertura di una nuova azienda per il Comune. 

Far ripartire l'azienda, con nuovi servizi, con nuove forze, con personale, sarebbe la soluzione per salvarla. A breve sarà adeguato il piano industriale e riportato in commissione. Il core business dell'ASIPU, stando a quanto emerso dalla riunione, potrebbe diventare la gestione dei rifiuti per biomasse oltre ad altri servizi che già afferiscono all'azienda. Ma di questo se ne dovrà ancora discutere. La strada tracciata sembra però essere chiara: c'è la volontà politica di mantenere viva l'azienda del Comune.

venerdì 8 Aprile 2022

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franco
franco
2 mesi fa

volontà di mantenere viva l'ASIPU- politica- e ciò vuol dire senza soldi e fondi necessari alla continuità! il core business deve ripartire anche dalle biomasse ecc ecc- vero- ma il capitale iniziale a quanto si legge mancherebbe del tutto anche in coincidenza della mancata conciliazione dei debiti e crediti tra ASIPU e Comune.- cioè l'ente che storicamente garantiva i soldini- allora come faranno? caro Avv. BUCCI necroforo e liquidatore non? bene allora sarà un prestitigiatore che troverà i soldini per la continuità.- i revisori dei conti- a mio parere rischiano molto

Joe
Joe
2 mesi fa

Se emergono responsabilità e procedure scorrette o espressamente vietate dalla legge, imputabili a precedenti amministratori o soggetti protagonisti, è bene denunciare, magari se ne può cavare anche utile in termini monetari con eventuali assicurazioni.

Luigi Acella
Luigi Acella
2 mesi fa

Il signor Bucci sa che per non essere il liquidatore o il necroforo dell'Asipu rischia di essere il liquidatore del Comune .

M..C..
M..C..
2 mesi fa

Di A.S.I.P.U. è rimasto solo il nome è i debiti,i tutti i funzionari e operatori sono passati a S.A.M.B. recentemente molti servizi sono affidati a una cooperativa,non è giusto che vogliono accollare i debiti degli anni passati dell'A.S.P.U.. penso che Avv. Toscano non sarà d'accordo..