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Turisti in arrivo ma le strutture non sono pronte: «Mancano i lavoratori»

Giuseppe Di Bisceglie
Giuseppe Di Bisceglie
Anche a Corato si registrano difficoltà nel reperimento di forza lavoro
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Con l'inverno ormai alle spalle la Puglia, e anche Corato, si preparano all'accoglienza dei turisti. Lo stato di emergenza è cessato, le strutture effettuano il loro primo test nei giorni di Pasqua. Dopo due anni di partenza a rilento, con conseguenti perdite di posti di lavoro ma anche di entrate economiche, il settore dell'accoglienza turistica e della ristorazione prova a rifarsi. Ma non mancano le difficoltà. «Gli agriturismi pugliesi al momento stanno lavorando al 70% del loro potenziale. Per la settimana di Pasqua siamo quasi al completo e le previsioni ci lasciano sperare in un pienone nel periodo a cavallo di domenica 17 aprile» dicono il presidente di Confagricoltura Puglia Luca Lazzàro e il presidente di Agriturist Puglia Giovanni Scianatico.  

Il caro energia e la difficoltà nella ricerca del personale però sono un enorme problema. Il componente del direttivo nazionale di Agriturist , l'avvocato coratino e imprenditore nel settore dell'agriturismo Michelangelo De Benedittis, fa però notare che il problema personale è limitato alle grandi strutture, soprattutto per quanto riguarda il personale di sala. «Strutture più ampie risentono effettivamente della carenza di personale, in particolare da impiegare nelle attività di sala» conferma De Benedittis. «Gli agriturismi vengono toccati dal problema soltanto marginalmente» risponde, da noi interpellato. 

Il rischio di non trovare persone disposte a lavorare durante la bella stagione influisce anche sugli investimenti e pone delle pregiudiziali sui potenziali guadagni. Nei ristoranti e nelle pizzerie di Corato il problema è già avvertito. «È un problema di lavoratori stagionali. Chi, in particolare, percepisce il reddito di cittadinanza non è disposto a sospendere la ricezione del sussidio solo per qualche mese di lavoro. Le nostre attività si avvalgono molto di lavoratori stagionali: quando c'è più movimento, quando c'è più richiesta noi necessitiamo di collaboratori, ma non li troviamo» conferma un ristoratore del centro storico. 

Mancano camerieri, cuochi, lavapiatti. «Ci sono anche coloro che scelgono di recarsi nei luoghi a maggior flusso turistico per "la stagione": si lavora tanto ma si guadagna molto bene. Si preferisce una full immersion a delle chiamate» continua un altro ristoratore. E, anche attraverso i social network, pullulano le offerte di lavoro alle quali, però arrivano pochissime risposte. «Non ci possiamo nemmeno permettere, con il carico di lavoro, di mettere in sala personale alle primissime armi. Il periodo estivo non è esattamente il periodo ideale per formare nuove leve, anche se è certamente una importante palestra» continua il titolare di un ristorante pizzeria della città. 

Altra sfida all’orizzonte per il settore è il caro energia, sfida con la quale le strutture si stanno già confrontando e che si inasprirà nel periodo estivo quando i consumi energetici aumenteranno. «In media rispetto al 2021 abbiamo registrato un aumento in costi energetici di circa 5 euro per stanza al giorno. È una maggiorazione che va a influire sul costo della camera nonostante gli sforzi degli operatori di tenere i prezzi contenuti. Oggi – concludono Lazzàro e Scianatico –  c’è la necessità di investire da parte di tutti sulla destagionalizzazione, di sfruttare nella nostra regione, tutti – o quasi –  i mesi dell’anno in modo da dare più certezze agli operatori e più opportunità ai clienti». 

domenica 3 Aprile 2022

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Luigi Murgiano
Luigi Murgiano
2 mesi fa

Orari sballati, assunzioni a nero, assenza di tutele, paghe da fame, e si sorprendono se non trovano i lavoratori?

Mr Wolf
Mr Wolf
2 mesi fa

Nn dicono, che il personale della ristorazione,viene sottopagato e il 70% lavora a nero!! 🙈🙉🙊

Felix 68
Felix 68
2 mesi fa

Perché non dite la verità…..non vengono a lavorare perché gli date una misera,io lo vissuto con mio figlio la notte di Natale fino alle 4 del mattino a ricevuto 20 euro…..penoso è vergognoso

Triplete
Triplete
2 mesi fa

Ai ragione Felix anche mio figlio a deciso di andare al nord a lavororare perché qui sono sottopagati

teodor
teodor
2 mesi fa

Pagassero a diritto e dovere vedi quanti italiani vanno a lavorare questo nn lo dicono io ho lavorato nel settore c'è chi nn ti assume e chi ti assume con contratto apartaim e invece fai dalle 8 ore minimo alle 14 ore nn lo dite vero

Luca masciavè
Luca masciavè
2 mesi fa

Avete provato a offrire compensi non da fame……

saponetta
saponetta
2 mesi fa

ecco un'altra categoria di piagni&fo##i … come gli imprenditori in agricoltura che piangono sempre che non trovano personale specializzato, che i costi sono alti che non trovano gente disposta a lavorare in campagna … poi non si fanno scrupolo a mettere al lavoro extracomunitari a 3/4 euro l'ora, senza contributi, senza tutele, senza nè nome nè cognome nè numero di porta alla casa … e intanto intascano sussidi su sussidi su incentivi su sgravi su bonus su soldi su soldi su soldi … angor v'credit ka nan z'saap …

Franco
Franco
2 mesi fa

Settore abbandonato da controlli da parte degli ispettori del lavoro sicuramente. Ovvio la mancanza di manodopera 'akkam pag,vin sirvut”.

Elicioangelo
Elicioangelo
2 mesi fa

Non chiamano e lo fanno danno veramente pochi euro a nero che dire voglio lavorare con equità

Nix
Nix
2 mesi fa

E i contratti? Che valgono più dei soldi al sud.. (per non dire quì in zona)

MaComeStateMessi
MaComeStateMessi
2 mesi fa

Se uno a necessità va a lavorare…se no si sta a casa sul divano.

nerdrum
nerdrum
2 mesi fa

arrendetevi ristoratori! arrendetevi! siete stati scoperti. uscite con le mani in alto.

Pier Luigi
Pier Luigi
2 mesi fa

Che ridere veder incolpare il reddito di cittadinanza, soprattutto quando chi ne parla male è, ovviamente, un nostalgico del lavoro nero e sottopagato.