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I 200 anni di Cantina Santa Lucia da celebrare con i vini premiati da Ais e Vini buoni d’Italia

Serena Leo
Il Nero di Troia è il fil rouge che in tutti questi anni ha tracciato un percorso fatto di successi all'insegna della sostenibilità e amore per il territorio. Il risultato è grande attenzione da parte degli addetti e non ai lavori
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L’azienda agricola Santa Lucia celebra i duecento anni di storia e lo fa raccontandosi con il suo vino pluripremiato, il Nero di Troia Riserva Castel Del Monte Docg Le More. Infatti, il 3 aprile, durante l'evento Galà delle Eccellenze Vinicole Pugliesi, l'etichetta riceverà le 4 viti del'Associazione Italiana Sommelier. La piccola azienda vitivinicola ha iniziato la sua attività nel 1822. Oggi, dopo duecento anni, ad alzare l’asticella verso l'eccellenza c'è Roberto Perrone Capano, diretto discendente della famiglia fondatrice di Santa Lucia. Non manca un team dinamico e di ampio supporto, competente e quasi “di famiglia”: dall’agronomo Alfredo Tocchini, all'enologa Emilia Tartaglione, fino ad arrivare al cantiniere Antonio Zitoli, ultima generazione di una famiglia legata a doppio filo con il destino della tenuta Perrone Capano. La cantina Santa Lucia è fatta di storie secolari, in cui i rapporti personali contano tanto quanto il vino.

La cantina Santa Lucia si distingue per il racconto esclusivo dell’essenza di un territorio fatta calice dopo calice. I vitigni coltivati sono principalmente Nero di Troia, Bombino Nero e il Fiano, fiore all’occhiello e grande sorpresa dal gusto campano, terra d’origine di Roberto Perrone Capano. A completare l’offerta dell’azienda è una piccola produzione di olio extra vergine d’oliva da Monocultivar Coratina. Dal vino all’olio tutto è certificato come biologico, importante tassello che differenzia i prodotti dell’azienda.

Per Roberto Perrone Capano la vigna e la sua coltivazione sono un progetto di vita, lento, costante ma generoso nei risultati se si punta solo verso l’eccellenza. I suoi vini sono “sartoriali”, anzi artigiani, prodotti secondo un rigido protocollo dettato dai disciplinari, ma anche dal perfezionismo. Si parte dalla vigna e si arriva in cantina, dove l’enologa Emilia Tartaglione lavora in maniera puntuale. Il risultato è un vino autentico, che parla di Corato e di una famiglia che qui ha solide radici. I quattro vini a firma di Santa Lucia sono: Il Melograno (Castel del Monte D.o.c. Rosso, Nero di Troia in purezza), la Riserva Le More (Castel del Monte D.o.c.g. Rosso, Nero di Troia in purezza) ed il Fior di Ribes (Castel del Monte D.o.c.g. Rosato, Bombino Nero), La Gazza Ladra (Puglia I.g.p. Bianco, Fiano).

L’azienda, che oggi esporta il 40% dell’imbottigliato, colleziona consensi nelle più prestigiose competizioni nazionali. Per il 2022 la Guida Vini Buoni d’Italia conferirà la Corona 2022 al Fiano IGP Puglia Gazza Ladra. La premiazione avverrà presso la Locanda di Beatrice a Corato il 2 Aprile. Grande attenzione anche da parte dell’Associazione Italiana Sommelier verso il Nero di Troia Riserva Le More (Castel del Monte DOCG): si tratta dell’unica referenza di questo tipo premiata con le quattro viti Ais, massimo riconoscimento assegnato dalla Guida Vitae. L’azienda sarà presente al Galà delle Eccellenze Vinicole Pugliesi presso la Sala Ricevimenti Masseria Barsentum di Noci (Ba).

I risultati raggiunti dai vini di Santa Lucia sono di buon auspicio per il futuro, ma il lavoro sul Nero di Troia è appena iniziato. Roberto Perrone Capano commenta così «Il futuro del Nero di Troia è ancora da scrivere. Questo vino è come un sigaro cubano: affascina l'esperto, ma stende il novellino. Tuttavia, lavorando sull'identità del prodotto, potrebbe arrivare ad eguagliare la migliore Grenache francese, il Nebbiolo o il miglior Sangiovese toscano. Il Nero di Troia potrebbe rimanere un vino per intenditori, ma con la giusta sinergia tra i produttori, lottando contro l'individualismo dilagante, questo vitigno potrebbe diventare un grande volano per la vitivinicoltura pugliese».

sabato 2 Aprile 2022

(modifica il 7 Giugno 2022, 0:06)

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franco
franco
2 mesi fa

proprio le ultime parole sono il pomo della discordia e il rimpianto della nostra Puglia- ma perchè non esiste un unico organismo o chiamatelo come vi pare che unisca i produttori pugliesi e i loro sforzi nel comunicare col mondo intero- vedrete altro che “francesi” con la puzza sotto il naso noi e la Sicilia produciamo con amore e competenza i migliori vini-