Politica

Giovani Democratici e politica: «Noi pronti a fare la nostra parte»

Giuseppe Di Bisceglie
Giuseppe Di Bisceglie
Dialogo con il nuovo segretario dell'organizzazione DEM Nicola Quinto
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Nelle scorse settimane i Giovani Democratici di Corato hanno rinnovato le loro cariche dirigenti, eleggendo come proprio segretario Nicola Quinto, esponente del gruppo giovanile del Partito Democratico. Suo braccio destro sarà Guido Catalano, eletto anche nel direttivo provinciale dell'organizzazione. L'elezione della nuova dirigenza dei Giovani Democratici diventa occasione anche per riflettere sul ruolo dei giovani in politica ed in particolare dell'impegno all'interno della nostra città. Con Nicola Quinto abbiamo discusso proprio di questo. 

Nicola, c spazio per i giovani nel Partito Democratico e nella politica in generale?

«Ci sono alcuni aspetti un po' più difficoltosi. Bisogna saper parlare con una platea di persone che la pensano in maniera differente. Attraverso i Giovani Democratici abbiamo una piattaforma che ci permette di esprimere anche la nostra opinione all'interno della struttura partitica. Attraverso un canale riconosciuto, la voce dei giovani può giungere a chi di dovere facendo rete anche con le altre realtà vicine alla nostra. Questo ci permette di prendere parte all'esecutivo provinciale ed alla direzione regionale dei GiovaniDem. In questo breve abbiamo avuto modo di interloquire con altre realtà politiche. Siamo sempre stati ascoltati come gruppo costola del PD ma indipendenti dalle logiche partitiche».

I Giovani Democratici sono rimasti tra le pochissime realtà politiche giovanili ad avere una propria organizzazione. Perché, a suo parere, le sezioni giovanili dei partiti sono sempre più vuote?

«I giovani in questo periodo sono molto interessati alla politica ed è anche presente una coscienza politica. A causa persa fiducia nei confronti degli organi di potere, i giovani sono sfiduciati perché strumentalizzati dalla politica solo per delle logiche di potere. Successivamente alla vittoria, la voce giovanile non viene più ascoltata. La politica non deve più porsi la domanda di "cosa vogliono i giovani" ma la politica dovrebbe mettere i ragazzi al centro dei processi decisionali. Questa sarebbe una vera e propria scelta di partecipazione».

Il coinvolgimento dei giovani in politica è un tema ridondante. Cosa ritiene occorra fare per far sì che il coinvolgimento sia reale e non soltanto teorico?

«È chiaro ed evidente che le politiche da mettere in campo per un coinvolgimento giovanile devono essere tangibili ed evidenti. Bisognerebbe attivare tutti i meccanismi di partecipazione pubblica affinché la parte giovanile venga valorizzata e non sprecata. Bisognerebbe attuare delle politiche serie che mettano in gioco l'autonomia creativa che appartiene da sempre ai ragazzi e bisognerebbe attuare delle strategie affinché i giovani vengano messi al centro delle politiche di rilancio della nostra società».

A Corato da ormai diversi mesi manca la figura di un assessore alle politiche giovanili. Come interpreti questo ritardo nella nomina del successore di Federica Buonsante?

«L’ex assessore Federica Buonsante ha tracciato una linea e l'abbiamo ringraziata pubblicamente per il suo impegno profuso. La mancanza della figura dell'assessore è problematica per quanto ci riguarda perché, sempre a nostro modo di vedere, c'è bisogno di una programmazione costante, precisa e puntuale. La mancanza di una figura di riferimento fa rallentare tutti gli iter burocratici che avremmo voluto far partire. In un mondo in cui la cultura del desiderio viene sempre più svalutata e soppiantata dalla cultura della paura, il compito delle politiche giovanili è quello di ascoltare. Ora speriamo che, nel prossimo futuro, si possa correggere il tiro e cercare di attuare un piano serio per la partecipazione giovanile».

Tra gli istituti di partecipazione vi è anche il Forum dei Giovani, ormai fermo da diversi anni. Avete proposte per farlo ripartire?

«Il Forum dei Giovani è stato promesso durante la campagna elettorale. Dopo svariati mesi abbiamo tentato, più volte, di proporre al Sindaco un piano per riportarlo alla luce. Non serve dire che, nonostante le promesse fatte in sede di riunione da parte di alcuni esponenti della giunta, non si sia più proceduto in questa direzione. Ci auspichiamo che, dopo i nostri svariati inviti a procedere, si decida, di comune accordo con le parti interessate ad un coinvolgimento, di attivare questo recipiente culturale che è attualmente abbandonato a se stesso».

Al netto del fatto che il gruppo dei Giovani Democratici e del Partito Democratico abbia sostenuto e continui a sostenere l'amministrazione De Benedittis, qual è il vostro giudizio su questo primo anno e mezzo di attività amministrativa?

«Il nostro giudizio, per quanto riguarda l'azione amministrativa della giunta De Benedettis è un giudizio critico affinché tutti i componenti possano essere spronati. Abbiamo apprezzato alcune iniziative della giunta mentre altre le abbiamo criticate duramente insieme allo stesso PD. Nonostante questo, cercheremo di essere sempre propositivi affinché si possa procedere verso la via maestra che dovrebbe essere la via della partecipazione attiva ovvero la strada della buona politica fatta di idee ma anche di concretezza e pragmaticità.  Dal punto di vista culturale, non c'è dubbio che Corato abbia risvegliato un sentimento di unità e fratellanza. Però bisogna indirizzare tutte queste forze verso le azioni di ordinaria e straordinaria amministrazione così che l'impegno possa essere lo specchio di una cittadinanza sempre più consapevole. Noi ci mettiamo disposizione per un coinvolgimento che riguardi i temi delle politiche giovanili».

domenica 20 Marzo 2022

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Aldo
Aldo
3 mesi fa

A fare la Vostra parte “del nulla”… Come i Vostri “anziani” di partito… L'importante è imparare bene il politichese: occorre, si deve, bisogna…

Xy
Xy
3 mesi fa

Solo parole

Trecarte
Trecarte
3 mesi fa

Parole che lasciano il segno