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Profughi dall’Ucraina, al lavoro anche la Caritas diocesana

La Redazione
Le indicazioni utili per l'accoglienza e il sostegno a chi è in difficoltà
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Anche l'Arcidiocesi di Trani – Barletta – Bisceglie è attiva per l'accoglienza dei profughi provenienti dall'Ucraina. Il diacono Ruggiero Serafini, delegato episcopale per la Caritas diocesana, ha inviato alle parrocchie una missiva con le indicazioni degli organismi civili che coordinano l’accoglienza, della Conferenza Episcopale Italiana e a quelle della Caritas Italiana. La lettera in apertura fa riferimento alla situazione creatasi in quel Paese.

«In Ucraina la situazione è sempre più grave attualmente la capitale Kiev è sotto assedio, con un aumento di vittime civili. Si tratta di una catastrofe umanitaria. Sono oltre due milioni gli sfollati e rifugiati nei Paesi limitrofi. In questo quadro è sempre più difficile l’opera di soccorso della Caritas in Ucraina che moltiplica gli sforzi per far fronte ai bisogni immediati, ma anche per dare ascolto e sostegno psicologico alla popolazione sconvolta dalla follia della guerra. Gli operatori stanno cercando di mantenere in attività tutta la rete dei centri polivalenti che sono stati attrezzati per aiutare i tanti sfollati di questa lunga crisi che ha sconvolto il paese. Caritas Italiana ribadisce la necessità di fermarsi a riflettere sulle cause del conflitto in atto e di intensificare l'impegno per la pace.

Occorre leggere la situazione con un inquadramento evangelico ed etico di quanto accade: non dimentichiamo mai che non siamo di fronte ad una calamità naturale, ma ad atrocità e violenze compiute dall'uomo. Caritas Italiana è stata e resta accanto alle Caritas in Ucraina e a tutta la popolazione, confermando una presenza nell'emergenza, sempre con un ruolo promozionale e con costante attenzione alla persona e rispetto della dignità di ognuno. Caritas Italiana è inoltre accanto e a supporto delle Caritas dei paesi confinanti, per aiutarle nell’accoglienza delle persone in fuga dalla guerra. Caritas Italiana sollecita tutta la rete delle Caritas diocesane presenti sul territorio nazionale a sostenere le azioni necessarie per rispondere ai bisogni più urgenti della popolazione in sofferenza o in fuga, secondo le linee di intervento proposte dall’Appello di Emergenza delle Caritas in Ucraina e delle richieste operative delle Caritas confinanti. A tale proposito, ha attivato una campagna di raccolta fondi per sostenere questi interventi di assistenza umanitaria e i futuri interventi che verranno sviluppati con l’evolversi della situazione. Caritas Italiana invita inoltre alla prossimità con la comunità ucraina nel nostro Paese e a prepararsi a dare la propria disponibilità all'accoglienza dei profughi che arriveranno nei territori diocesani».

ìIn particolare l’Arcivescovo Mons. Leonardo D’Ascenzo, in applicazione di una richiesta della CEI  e della Caritas Italiana, con la  lettera “Quaresima di Carità per la popolazione ucraina”, diramata nei giorni scorsi, ha dato le seguenti due indicazioni: Una raccolta fondi economici nei modi e nei termini riportata nella lettera e  la predisposizione all’accoglienza di quanti sono in fuga dalla guerra, soprattutto donne, bambini e anziani che arrivano nel nostro territorio diocesano. Quanto a quest’ultima, il documento della Caritas fa riferimento ad accoglienza residenziale e percorsi di accoglienza in famiglia. 

«L'accoglienza residenziale – si legge nel documento  – dei profughi ucraini è curata dal Ministero dell'Interno e dalle Prefetture su disposizioni ministeriali, nell'ambito delle strutture consolidate di prima accoglienza (CAS) e seconda accoglienza (sistema SAI) che forniscono ogni supporto qualificato (accoglienza, orientamento, mediazione, assistenza sanitaria, inserimento scolastico, se ci sono minori, supporto sociale e psicologico, reinserimento sociale) anche con riferimento a ricongiungimenti familiari e ottenimento dei permessi di soggiorno. Questo servizio verrà finanziato dal Ministero dell’Interno a seguito della stipula della convenzione tra l’Ente gestore (dotato di personalità giuridica) con il Ministero dell’Interno attraverso l’Ufficio Immigrazione della Prefettura.

 Sono previsti, inoltre, percorsi di accoglienza in famiglia. «Le famiglie che intendono offrire la loro disponibilità alla accoglienza dei profughi ucraini dovranno comunicarlo: al responsabile Caritas Parrocchiale (detta comunicazione verrà trasmessa alla Prefettura per il tramite del Delegato della Caritas Diocesana); ai Servizi Sociali del proprio Comune. Tutte le spese economiche necessarie per garantire l’accoglienza saranno esclusivamente a carico delle famiglie accoglienti o di chi organizza l’accoglienza. Le famiglie accoglienti che hanno segnalato la disponibilità saranno successivamente contattate per una verifica concreta della possibilità di accoglienza e per conoscere le opportune informazioni sulle risorse territoriali disponibili a loro supporto». Per segnalare la disponibilità all’accoglienza è necessario compilare l’apposita  scheda che è possibile ritirare in parrocchia o sul sito diocesano www.arcidiocesitrani.it.

 «Per svolgere bene questa attività di accoglienza  – precisa la lettera – è necessaria la collaborazione e la corresponsabilità da parte di tutti gli operatori sul territorio della Chiesa diocesana. Attualmente i cittadini provenienti dall’Ucraina sono stati ospitati da parenti e amici ucraini residenti nelle città della Diocesi. Si invitano le Caritas parrocchiali coordinate dai referenti Caritas cittadini, a monitorare il territorio per individuare eventuali arrivi di profughi per offrire loro alcuni servizi», che sono i seguenti: l’informazione necessaria alla tutela dei diritti che lo Stato italiano garantisce loro; la registrazione presso la Questura e/o la Polizia Locale /Carabinieri/ Prefettura; la comunicazione alla ASL Servizi Igiene e Sanità Pubblica di competenza per la necessaria profilassi (Covid, ecc.); l’accompagnamento presso i servizi sociali per particolari necessità; l’aiuto materiale e psicologico.

lunedì 14 Marzo 2022

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