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Centro antiviolenza, un sostegno per donne e minori in difficoltà. Come contattarlo a Corato

La Redazione
A Corato lo sportello, ubicato in via Dante 59, è operativo ogni mercoledì dalle 10 alle 13. Alle donne che si rivolgono al Cav è garantita riservatezza, anonimato e gratuità del servizio
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L’osservatorio "Giulia e Rossella" centro antiviolenza onlus, in partenariato con i centri antiviolenza "Riscoprirsi" e "Pandora", è attivo su tutto il territorio dell’ambito territoriale Corato, Ruvo e Terlizzi dal 17 gennaio scorso. La convenzione, della durata di 24 mesi, garantisce un’apertura settimanale in ognuno dei tre comuni dell’ambito. A Corato lo sportello antiviolenza, ubicato in via Dante 59, è operativo ogni mercoledì dalle 10 alle 13. Alle donne che si rivolgono al Cav è garantita riservatezza, anonimato e gratuità del servizio.

Numerose le attività già in corso, tra le quali la reperibilità h24 (ai numeri 388.7504780 e 380.3450670), l’ascolto e l’accoglienza, i percorsi legali e psicologici e un programma di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza volto a favorire l’emersione del fenomeno, così come programmi di prevenzione nelle scuole di ogni ordine e grado che mirano a favorire l’acquisizione nelle nuove generazioni di ruoli non stereotipati tra uomini e donne al fine di favorire il superamento dei modelli culturali che, come affermato alla convenzione d’Istanbul, legittimano la violenza e le discriminazioni nei confronti delle donne.

Un altro tassello importante di questo programma d’interventi è il potenziamento della formazione rivolta agli operatori e alle operatrici della rete antiviolenza del territorio che, tra gli obiettivi specifici, ha anche la tempestiva rilevazione del rischio per le vittime e il monitoraggio dello stesso al fine di garantire un sostegno concreto e mirato alle donne e dei minori che vivono situazioni di violenza intra ed extra familiare. 

«Si tratta di un importante traguardo che consentirà al territorio di operare per contrastare e prevenire il fenomeno della violenza di genere e la violenza domestica» spiega la presidentedel centro, Tina Arbues. «L'obiettivo specifico è quello di favorire l’empowerment delle donne e dei minori vittime di violenza attraverso l’accoglienza dell’équipe del CAV, composta da professioniste esperte (assistenti sociali, educatrici, psicologhe, avvocate, operatrici telefoniche h24), che operano in rete con i servizi del territorio (equipe integrata abuso e maltrattamento, servizi sociali, forze dell’ordine, case rifugio, consultori csm, Sert, scuole, centri per l’impiego, enti del privato sociale, ecc). In estrema sintesi questa convenzione rappresenta per il territorio una risorsa specifica e fondamentale per porre in essere azioni concrete e altamente specializzate per supportare e favorire l’autodeterminazione delle donne a vivere libere dalla violenza e a favorire il cambiamento culturale di tutta la società inteso come strumento di prevenzione del fenomeno».

«Da quest'anno si rafforzano i servizi pubblici di contrasto alla violenza di genere» commenta l'assessore alle politiche sociali Felice Addario. «Oltre ai servizi di presa in carico, la sfida vera sarà quella di lavorare in modo diffuso sul piano culturale: la violenza di genere non è un tema che riguarda solo i servizi specialistici ma tutta la Città. Proveremo ad intrecciare i percorsi tra le istituzioni e le diverse organizzazioni del territorio. Tutti devono sentirsi "sentinelle", tutti devono sentirsi attori del cambiamento».

sabato 5 Marzo 2022

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Coratino doc.
Coratino doc.
3 mesi fa

Quando si capirà che la violenza non ha ricadute solo sulle donne,ma è una violazione della libertà di tutti,donne, uomini, bambini, anziani, etero-omo-trans, allora sarà troppo tardi. Non mi sembra che ci siano solo vittime. A volte si è carnefici in silenzio,giustificate/i da politiche che guardano gli uni contro gli altri per opportunismo politico. Ma-chiedo- l'opportunismo politico può tacere su un argomento più importante che è la valorialita' affettiva a 360 gradi? Auguro all'assessore di ascoltare le opinioni che maturano in contesti politici non a lui affini attraverso professionisti che lavorano in contesti medici ed educativi apolitici,anche se molto socialmente responsabili.