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​La comunità valdese celebra il riconoscimento dei diritti civili e politici del 1848

La Redazione
Per celebrare questa ricorrenza, la comunità valdese di Corato-Bari ospiterà venerdì 18 febbraio alle 18.30 una conferenza dal titolo "La Bibbia e i valdesi - quasi 850 anni di storia" tenuta dal pastore emerito Giuseppe Platone
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La Chiesa valdese di Corato-Bari, anche quest’anno celebra la giornata del 17 febbraio, con riferimento alla stessa data del 1848 quando il Re Carlo Alberto, firmando le Lettere Patenti, riconosceva diritti politici e civili ai valdesi.

«Terminavano così secoli di persecuzioni e discriminazioni – spiega Silvia Papagno, segretaria del Consiglio di chiesa della comunità valdese di Corato-Bari – anche se non si era ancora giunti alla piena libertà religiosa. L’esercizio dei culti fu ancora, infatti, permesso solo in luoghi autorizzati. Simbolo di questa giornata, di memoria e di festa, sono i falò che vennero accesi la sera del 16 febbraio 1848 nelle valli Pellice, Chisone e Germanasca (diventate una specie di ghetto e per questo conosciute anche come valli valdesi) per segnalare velocemente a quante più persone l’evento positivo e tanto atteso. Tutt’oggi, sia nelle valli piemontesi che altrove, i valdesi celebrano questa giornata con l’accensione dei falò oltre che con momenti liturgici e di condivisione fraterna. Inoltre, la giornata del 17 febbraio diventa per le comunità valdesi un modo per mettere al centro del dibattito sociale temi non ancora risolti o sopiti come la necessità dell’estensione di diritti civili e politici a tutti, nonché l’importanza che la libertà religiosa venga intesa come assunto irrinunciabile per ognuno e non più come un diritto da dover faticosamente conquistare».

Per celebrare questa ricorrenza, la comunità valdese di Corato-Bari ospiterà venerdì 18 febbraio alle 18.30 una conferenza dal titolo “La Bibbia e i valdesi – quasi 850 anni di storia” tenuta dal pastore emerito Giuseppe Platone, ospite a Corato per l’occasione. «Sarà un modo per rievocare la storia di questa realtà religiosa, parte integrante della città di Corato – conclude Silvia Papagno – che ricorda il suo passato affinché diventi speranza per un futuro di inclusione e diritti per tutte le donne e tutti gli uomini».

lunedì 14 Febbraio 2022

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Giuseppe Z.
Giuseppe Z.
4 mesi fa

La riflessione della rappresentante della Chiesa valdese è molto interessante. Un articolo che ,da cristiano cattolico ,mi lusinga e che tutti i cattolici dovrebbero conoscere. Grazie al loro apporto è maturata anche l'idea del Concilio Vaticano II, ed è giusto celebrarli il 18 febbraio.