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Il fresbee coratino vola alto e debutta in serie C: è la prima squadra del Sud

Angela Iannone
Il fresbee coratino vola alto e debutta in serie C: è la prima squadra del Sud
​A Corato il Frisbee lo porta Simone Grosso il quale nel 2019 fonda la squadra Disc&Disc che il prossimo mese debutterà per la prima volta, assieme alla squadra gemellata di Shamanin di Gravina di Puglia, nel campionato di serie C
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Da circa due anni c’è un nuovo sport in città: si chiama "Ultimate fresbee" ed è uno gioco speciale che seduce rapidamente per la sua essenzialità e spettacolarità. Ultimate Frisbee nasce alla fine degli anni Sessanta negli Stati Uniti e rapidamente si diffonde in tutto il mondo, fino ad affermarsi tra gli sport nazionali. Oggi è praticato in sei continenti e sono ben 62 i paesi che aderiscono alla World Flying Disc Federation, che ogni quattro anni organizza i mondiali.

A Corato, dopo averlo conosciuto nella sua esperienza universitaria a Milano, il Frisbee lo porta Simone Grosso il quale nel 2019 fonda la squadra Disc&Disc che il prossimo mese debutterà per la prima volta, assieme alla squadra gemellata di Shamanin di Gravina di Puglia, nel campionato nazionale di serie C. Si tratta della prima squadra del Sud Italia in assoluto. Simone Grosso, capitano della squadra, e il presidente dell’associazione Francesco Ludovico Tedone, Natale Tedone, ci raccontano l’emozione del bellissimo traguardo raggiunto.

Partiamo dal nome della squadra: come nasce Disc&Disc?
Il nome della squadra – spiega Grosso – nasce dalla volontà di usare un modo di dire tipico del nostro paese, appunto “disc e disc”, ironicamente provocatorio, che indica qualcuno che parla e parla ma non conclude, ma vuol essere anche un ibrido, in quanto, disc and disc in inglese rimanda al disco (il fresbee). Disc&Disc nasce come una scommessa. All’inizio è stata davvero dura pensare ad una squadra, dato che abbiamo sofferto molto la carenza di spazi in cui allenarci. Condizione, purtroppo, comune a tutti gli sport “minori” del nostro paese. L’ultimate frisbee è molto attivo in città del centro-nord come Milano, Rimini, Bologna, nonché capitale italiana dello sport e lì c’è tutta un’attenzione e concezione diversa su questo tipo di sport. Si pensi che sono tesserati tra i mille e duemila atleti.

Quando e come hai iniziato a giocare a frisbee?
Ho iniziato ad avvicinarmi al frisbee circa nove anni fa – prosegue il capitano – quando ho ricevuto come regalo proprio questo oggetto. Ho giocato la prima volta proprio a Corato, nella villa comunale, con degli amici. Poi mi sono trasferito a Milano per l’università e lì ho scoperto che c’era una realtà di Ultimate ben radicata, così ho partecipato alle selezioni per la squadra del Cus di Milano, dove poi ho militato in serie C e B. Da lì ho iniziato a maturare l’idea di portare questo sport anche a Corato. Nel 2019 ho conosciuto un altro ragazzo pugliese, che aveva la mia stessa intenzione e insieme abbiamo dato via a questo progetto. Attualmente io sono capitano della squadra Disc&Disc di Corato, mentre lui è capitano della squadra Shamanin di Gravina di Puglia, con cui siamo gemellati. A Corato abbiamo iniziato a giocare negli spazi della villa comunale e da essere solo un gioco tra amici, si è creato un meraviglioso passaparola, che ci ha portato a ciò che siamo oggi. 

La squadra coratina è la prima in assoluto del Sud Italia a partecipare a un campionato di serie C. Come è nata questa sinergia tra l'associazione Francesco Ludovico Tedone e la squadra? 
È stata quasi casuale – risponde il presidente Natale Tedone – ma assolutamente sentita. Non conoscevo affatto questo sport, ma un pomeriggio Simone me ne parlò e da lì è nata la curiosità di approfondire. Uno degli obiettivi cardine della nostra associazione è quello di promuovere idee e iniziative che possano essere utili per il bene comune. Così abbiamo iniziato a lavorare sulla parte burocratica, provvedendo al tesseramento nella FIFD e soprattutto abbiamo cercato di trovare delle soluzioni ottimali per gli spazi in cui allenarci. Inizialmente, ci siamo adattati, in palestre e campi che non rispettavano le normali regole del gioco. Poi pian piano, siamo cresciuti e migliorati e questo ci ha consentito di non mollare, di continuare a maturare esperienze, cosa che, alla fine, conta più di tutto. Durante la scorsa estate abbiamo organizzato assieme ai nostri amici di Gravina, il primo torneo del Sud di ultimate frisbee, dove hanno partecipato atleti e squadre provenienti da più parte d’Italia. È stato davvero un orgoglio per la nostra passione e il nostro lavoro. 

Pensate che sport come questo possa essere portato nelle scuole?
Assolutamente sì, perchè si tratta di uno sport che non prevede il classico contatto, come nel calcio per dribblare l’avversario e prendere la palla. Inoltre, nell’ Ultimate le squadre sono miste e non c’è un arbitro: cosa che aiuterebbe bambini e ragazzi a maturare quel senso di responsabilità e fair play che spesso alla loro età è quasi inesistente nel contesto sportivo, dice il presidente. Abbiamo realizzato dei progetti da proporre alle scuole – aggiunge il capitano – e con alcune siamo già d’accordo. Purtroppo, però, la pandemia ci ha frenati, ma quanto prima speriamo di riprenderli.

Ultimate ha la peculiarità di non avere arbitri, review, giudici di linea, di porta o di area: una tappa fondamentale per l’evoluzione sportiva. Questo riesce a mantenere ugualmente la competitività?
Simone Grosso: la competitività è favorita dal divertimento. Questa è la regola principale. Il senso di “spirito del gioco” che vige nell’Ultimate è quello della correttezza e del rispetto della propria squadra, ma anche e soprattutto degli avversari. Non c’è un arbitro, tutti i giocatori conoscono le regole e se viene commesso un fallo, l’autore se ne assume le responsabilità e nel dubbio, c’è una chiamata di 30-40 secondi per parlarne. Alla fine della partita, c’è un confronto tra le squadre, dove ognuna si valuta reciprocamente. Natale Tedone: questo è ciò che più apprezzo di questo sport e penso che nelle scuole sarebbe utilissimo, affinchè i ragazzi possano imparare ad essere autocritici e responsabili delle proprie azioni, senza l’ausilio di un giudizio arbitrale. Ognuno diventa l’arbitro di sé stesso. 

Cosa significa per voi partecipare a un campionato? E come vi state preparando?
Simone Grosso: per me è il coronamento di un sogno. Non pensavo di arrivarci così in poco tempo, perché inizialmente le difficoltà erano davvero tante. Ci stiamo preparando con tre allenamenti settimanali di cui due in un campo 5 vs 5, nonostante tecnicamente dovremmo allenarci in uno da 10, e una volta ci alleniamo in un campo più grande con la squadra di Gravina. Siamo carichi ed entusiasti. Sarà in ogni caso una sfida e a noi piacciono le sfide, ma il nostro obiettivo resta sempre e comunque crescere e migliorare. Siamo in attesa dei calendari ufficiali, ma esordiremo il 27 febbraio. Con la squadra di Gravina, in totale, saremo circa trenta atleti a gareggiare, infatti abbiamo coniato un nuovo nome per la squadra: “Sciam a disc”.

Natale Tedone: per la nostra associazione è un traguardo importante. Il lavoro con Simone, nonostante tutto, è stato davvero ottimo. Il Covid ha frenato parecchi progetti di promozione della squadra e siamo consapevoli di dover superare tanti scogli organizzativi: essendo uno sport molto praticato nel centro-nord d’Italia, per il campionato, sarà inevitabile doverci spostare per le partite, oltre al fatto che l’esborso per l’affitto delle strutture private per gli allenamenti è davvero alto. Sarebbe ottimo poter usufruire di un campo comunale e spero che l’amministrazione prima o poi possa ascoltarci e venirci incontro. Nel frattempo, auspico loro che si divertano, che si vivano pieno questa esperienza, che comunque vada, sarà una bellissima opportunità di crescita, con sé stessi e con la squadra. Il confronto sportivo è costruttivo e consente di creare nuovi ponti e nuove amicizie che portano a nuove opportunità. Sono molto ottimista, soprattutto dal punto di vista umano.

domenica 13 Febbraio 2022

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