La storia

“Identità coratina”, sui social Fabio Leone racconta ai giovani i sapori del territorio

La Redazione
Laureato in scienze gastronomiche, 22 anni, ha come target proprio quello dei suoi coetanei: «Junk food? No, sanno distinguere un prodotto di qualità».
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E se le nuove generazioni non fossero così distanti dal mondo della cucina e dei sapori tradizionali? A sfatare il mito di una gioventù più legata al junk food ci prova Fabio Leone, sui social con "Identità Coratina", una pagina dedicata al mondo enogastronomico del territorio. «I miei follower sono principalmente ragazzi dai 20 ai 25 anni e mi chiedono di tutto: dalle proprietà dell'olio a ricette da preparare a casa. Si dice che i giovani non sappiano distinguere un prodotto di qualità e che preferiscano McDonald ma non è assolutamente così».

Fabio, d'altronde, è uno di loro. 22 anni, da luglio è laureato in scienze gastronomiche all'Università di Foggia, il primo coratino a riuscirci nella giovane facoltà che forma i comunicatori del settore agroalimentare. Il suo progetto parte il 16 ottobre del 2020. «Avevo iniziato il tirocinio universitario ma mi avevano detto che avrei potuto svolgerlo da casa. Per fare qualcosa di più pratico lanciai il profilo "cultivar coratina", dedicato alla promozione dei prodotti oleari». L'ispirazione arriva nientemeno che dalla campagna elettorale che infiammava Corato nell'estate dell'anno scorso. «De Benedittis parlava di creare consorzi olivicoli e vitivinicoli e nella mia intenzione iniziale c'era quella di consorziare on-line appassionati e produttori di food, senza altri fini».

Intanto le pagine Facebook e Instagram crescono. «Dopo un mese avevo già 2mila follower e ho cominciato a collaborare con aziende agricole, frantoi e produttori di Corato ma anche Ruvo e Terlizzi. In tutto sono 20, 17 aziende agricole, una pasticceria che utilizza la "coratina", un liquorificio con un prodotto a base di olio extravergine e una gioielleria che ricava monili dal legno di alberi abbattuti per la xylella». Il suo lavoro è anche oggetto della tesi dal titolo: "Food social media marketing le nuove strategie di comunicazione dell’agroalimentare applicate nella community Identità Coratina". Con la laurea in tasca allarga la propria visione, passando dall'olio a tutti i prodotti enogastronomici del territorio. «Ho deciso di seguire la mia idea iniziale, quella di diventare food blogger. Così ho deciso di parlare dei prodotti della mia terra e promuoverne la gastronomia. Qualcuno mi ha detto che utilizzare il naming "identità coratina" sia limitante ma io sono orgoglioso della mia città». 

Pochi giorni fa la pagina Instagram ha superato i 10mila followers. «Il lavoro è quotidiano e pianificato. Il mio target rimane quello di coinvolgere i miei coetanei ma non mancano anche follower più grandi, quelli che amo definire "i patrioti della Puglia". Tempo fa scelsi di dedicare un post alla "frascera" che riscosse tanto successo. Si accavallavano i ricordi di chi, da piccolo, l'aveva utilizzata o l'aveva vista a casa della nonna. Ecco, io gioco con queste due fasce d'età. Se i più giovani apprezzano le chips di cavolo nero da proporre nel loro menù da fuori sede, i più grandi preferiscono il fico secco ripieno, più vicino alla tradizione»

Il segreto, quindi, è "toccare" il cuore. «Molte aziende che si pubblicizzano on-line peccano di calore, di coinvolgimento, intrappolati in sovrastrutture che credono attirino gente. Invece bisogna lavorare sul piano emotivo». Emozioni e un profondo amore per la cucina. Fabio si è formato all'alberghiero di Molfetta. «Adoro cucinare. Durante la pandemia ho sperimentato un sacco e mi sono messo a fare il pane. Devo dire che alla fine sono riuscito a farlo anche buono. Ecco, il mio percorso di studi sicuramente mi aiuta. So quello che c'è dietro i prodotti che si utilizzano in cucina e questo mi ha permesso di comunicare in maniera un po' più facile». E a proposito di amore, Fabio chiude con un aneddoto. «Sono riuscito anche a far innamorare due ragazzi che lavorano nel settore oleario. – dice in tono scherzoso – Si sono conosciuti mentre collaboravo con le loro aziende agricole e si sono fidanzati. Vedi un po', ho fatto anche da cupido».

giovedì 27 Gennaio 2022

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franco
franco
4 mesi fa

caro Fabio ho una certa età per cui mi sono diciamo così gustato numerosi piatti e prodotti che tutt'oggi non esistono più- esatto NON esistono più.- purtroppo e voi giovani vi perdete innumerevoli sapori genuini che le nostre signore sapevano cucinare con pazienza e maestria che adesso-tu compreso- vi sognate di notte, come il sotto scritto che ne ricorda gli odori nella preparazioni e la gioia di assaggiarne i più golosi…potrei elencarne parecchi ma poi mi dovrei ricoverare per overdose di sapori