La storia

I 42 anni in panca di Franco Gatta: la Fip lo elegge “allenatore benemerito”

La Redazione
La sua lunga avventura è partita a Bitonto, in Promozione, nel 1980. Il suo nome rimane indissolubilmente legato al Basket Corato
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Franco Gatta rappresenta una bella fetta del basket coratino, senza timori di smentite. Dei 42 anni trascorsi ad allenare, più della metà li ha passati sulla panca del PalaLosito. Da giocatore, quando il palazzetto ancora non esisteva e poi da allenatore, praticamente in ogni decade dagli anni ottanta a oggi, è stato protagonista della nostra storia a spicchi. E per la longevità e la qualità del lavoro svolto in questi lunghi anni di carriera, la Fip Puglia ha scelto lui come rappresentante della nostra regione per il riconoscimento di "allenatore emerito". A Corato e nelle città limitrofe, l'unico ad esserselo aggiudicato finora.

La prima tessera, neanche tanto sbiadita, è del 12 novembre del 1980. Franco Gatta aveva appena dismesso la canotta e divenne coach del Bitonto in Promozione, la sua prima esperienza come timoniere. «Era un basket diverso – racconta – ma, senza sembrare presuntuoso, riconosco di aver anticipato i tempi. All'epoca si facevano solo due allenamenti oltre la gara, io introdussi la preparazione pre-stagionale e l'utilizzo dei pesi che ricavammo con mezzi di fortuna. Mi è sempre piaciuto sperimentare e aggiornarmi, cosa che faccio tutt'ora. Ricordo che negli anni ottanta quasi tutti adottavano la marcatura a zona, io la facevo a uomo. Ora la maggior parte degli allenatori marca così».

Nel corso della sua carriera ha lavorato tanto con i giovani, sia nei vivai che lanciandoli in prima squadra. «Penso a Fabio Ferraretti che prendemmo dal Foggia. Lo trasformai in play e andò a Venezia, in A1 (quell'anno fu capocannoniere del torneo nonostante la retrocessione ndr). Stessa operazione fatta con un giovanissimo Mauro Stella, che arrivò da guardia e andò via da playmaker. Sono tanti i ragazzi che sono passati da me come il coratino Roberto Caterina, recordman di punti storico della C con 30.5 a partita o diversi ragazzi che giocano oggi a ottimi livelli come Claudio e Aldo Gatta o Simone Mascoli». L'operazione che ricorda con maggiore orgoglio è un'altra. «Mark Campanaro. Dicevano che era rotto, ormai a fine carriera. Venne qui per far fare alla squadra un salto di qualità. Lui, americano con un passato in A, accese la piazza. Lo ricostruimmo, tant'è che riuscì a giocare altre quattro stagioni tra A1 e A2 con Pistoia».

In generale sono due le cose più importanti che hanno reso il viaggio di Franco speciale. «Essere riuscito a tirar fuori il 150% dai giocatori che avevo a disposizione e averlo fatto per la squadra». Oggi, dopo aver lasciato l'incarico di direttore dell'area tecnica della Nuova Matteotti Corato, sta avviando un progetto di basket giovanile europeo con l'amministrazione di Cerignola per portare una tappa della lega giovanile europea in terra d'Ofanto. Inoltre continua a tenersi aggiornato, come quarant'anni fa. «Voglio dedicare questo riconoscimento alla mia famiglia. Hanno saputo supportarmi e sopportare le tante giornate e soprattutto le tante domeniche lontano da casa». 

domenica 16 Gennaio 2022

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Gaetano Nesta
Gaetano Nesta
5 mesi fa

Congratulazioni Franco

Pina Bindo
Pina Bindo
5 mesi fa

Le sue qualità sono innumerevoli e la sua fama lo pecede ovunque egli vada.Congratulations

Luigi Valente
Luigi Valente
5 mesi fa

Ha insegnato alle mie figlie il minibasket. Maestro molto coerente. Una bella persona coratina.

Cataldo Maldera
Cataldo Maldera
5 mesi fa

È stato l'allenatore di mio figlio nella Nuova Matteotti