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Invasione di storni, danni agli ulivi fra il 30 e il 60%

La Redazione
Scorrazzano indisturbati tra le province di Bari e Brindisi e il prelievo in deroga autorizzato dalla Regione non basta
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Invasione di storni in campagna, contro cui falchi e poiane devono arrendersi per la massiccia presenza degli uccelli della specie ormai divenuta stanziale, mentre non si contano più i danni nelle aree rurali. È la denuncia di Coldiretti Puglia, in merito agli stormi di storni che mangiano ognuno fino a 20 grammi di olive al giorno e contro cui risulta insufficiente il prelievo in deroga fino al 16 gennaio 2022. «Quelle che per alcuni sono affascinanti coreografie di storni, per gli agricoltori sono una iattura che fa crescere ogni anno l’esasperazione nei campi e la tensione sale per gli stormi di storni che scorrazzano indisturbati tra le province di Bari e Brindisi, mangiando le olive, danneggiando con le deiezioni le piazzole e gli ortaggi in pieno campo», denuncia il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

Risulta particolarmente colpito dagli storni il settore olivicolo nelle province di Bari e Brindisi, con un danno che si attesta tra il 30 e oltre il 60% a carico degli olivi coltivati soprattutto nelle zone a ridosso del mare. «Lo storno è stato inserito nelle specie cacciabili in Portogallo, Spagna, Francia e Grecia, Ungheria, Malta e Cipro, Bulgaria e Romania, a differenza dell’Italia che ormai è divenuta l’eldorado dello sturnus vulgaris che continua a permanere nella lista delle specie protette. È un ritardo che sta nuocendo gravemente alle imprese agricole del territorio, perché gli storni da migratori sono divenuti stanziali anche a causa dei cambiamenti climatici. Gli olivicoltori non ce la fanno più, sono allo stremo», insiste il presidente Muraglia.

Lo storno è comune e ampiamente distribuito in Europa, migratore o parzialmente migratore in tutto il suo areale, con una popolazione stimata di 350.000.000 di esemplari adulti in Europa (BirdLife International, scheda della specie sul web) e con un trend decrescente nella parte più settentrionale della suo areale orientale (più Francia e Turchia asiatica), aggiunge Coldiretti Puglia. Si sta sottovalutando un problema che in alcune aree è divenuto negli anni grave e ingestibile, secondo Coldiretti Puglia. Oltre al danno diretto, non vanno sottovalutati i danni indiretti. Gli storni distruggono le piazzole adibite alla raccolta delle olive – aggiunge Coldiretti Puglia – e gli olivicoltori sono costretti a contrastare una calamità senza averne gli strumenti, condannati, quasi, a riprogrammare la propria attività agraria per scongiurare la distruzione della produzione. Tra l’altro, non è soltanto l’olivicoltura a risultare colpita, dato che il passaggio degli stormi di storni lascia sugli ortaggi quantitativi di escrementi tali da rendere impresentabile il prodotto sul mercato.

venerdì 17 Dicembre 2021

(modifica il 23 Marzo 2022, 9:14)

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zanghettone
zanghettone
6 mesi fa

he, … vaglielo a spiegare agli ambientalisti-talebani …gente che non ha mai capito un beneamato di natura, ambiente, selvatici, specie ecc,ecc. a che per motivi di visibilità e/o di opportunismo anche politico, si sono erti a strenui difensori pure delle mosche … mica ci vanno loro a coltivare i campi …